Cerca e trova immobili
Ticino
“Test di massa? Il santo non vale la candela”
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Redazione
5 anni fa
Manuele Bertoli commenta il mancato impiego dei test di massa e la proposta del Decs di rendere facoltativa la mascherina nelle classi, dopo le due settimane, per vaccinati e immunizzati. Il sindacato: “Grande responsabilità su allievi e docenti, valutiamo”

Mascherina obbligatoria per tutti nelle prime due settimane di scuola. Facoltativa in aule e laboratori a partire dal 13 settembre per docenti e studenti vaccinati o immunizzati, che dovranno continuare a indossarla invece negli altri spazi comuni. Sono in estrema sintesi le misure di protezione proposte stamane dal Decs per l'inizio della scuola previsto in Ticino il prossimo 30 agosto. I colleghi di Radio3i hanno sentito in merito Manuele Bertoli: si tratta di una soluzione “ibrida”? “Si tratta di una possibilità che tiene conto dell’inizio dell’anno scolastico che è sempre un po’ particolare, tenuto conto che, in tempi di pandemia, i ragazzi vengono da tanti posti diversi al rientro delle vacanze”, ha risposto il Presidente del Consiglio di stato. “Quello da considerare è quanto questo rimescolamento di popolazione può avere un effetto sulle possibilità di contagio. Quindi per le prime due settimane obbligo per tutti, poi cercheremo di essere più differenziati”. Per quanto riguarda invece la mascherina facoltativa per chi è già guarito o vaccinato: “Si cerca di evitare che chi ha già compiuto un atto di protezione, per sé stesso o per gli altri, debba subire un’altra misura di protezione che non è più strettamente necessaria se non nei luoghi comuni”.

Si valuterà con l’andamento epidemiologico
Queste misure potranno cambiare durante l’anno a seconda dell’andamento pandemico? “Questa è l’unica cosa certa”, ha risposto Bertoli, “abbiamo imparato in questi 18 mesi che quello che è vale oggi potrebbe non valere domani. Purtroppo non si possono fare grandi previsioni ma l’obiettivo è di diminuire man mano le misure d’intervento fino ad arrivare a zero, speriamo sia così anche con la variante Delta però non possiamo saperlo. Cominciamo quindi in questo modo e poi teniamo d’occhio le cose”.

“Siamo aperti a proposte, ma vediamo poche altre opzioni”
Giovedì vi incontrerete con i sindacati, potrà modificare qualcosa o la strada è tracciata? “Non vediamo molte altre possibilità ma terremo conto delle osservazioni e delle proposte, specie se permettono di migliorare le cose, di tenere l’anno in presenza e di farlo in sicurezza con il minor numero di misure necessarie. Proposte di questo tipo sono sempre benvenute”.

Test di massa
Nel comunicato non si è parlato di possibili test di massa, adottati in altri cantoni ma non in Ticino. Si va avanti nella stessa direzione? “Abbiamo fatto diverse valutazioni arrivando a concludere che da un lato non è una misura direttamente protettiva come mascherina o vaccinazione. In secondo luogo, per le scuole fare questi test di massa è comunque impegnativo per poi arrivare a tassi di scoperta di casi largamente sotto l’1%, quindi numeri molto piccoli. Alla fine il santo non vale la candela”.

Guarda il servizio di Teleticino sulle proposte del Decs:

Le misure proposte oggi dal Decs saranno oggetto di un incontro, giovedì 19 agosto, con le organizzazioni sindacali e magistrali. Radio3i ha raccolto anche le prime impressioni di Gianluca D'Ettorre, presidente di Ocst docenti: “È una formula che mette grande responsabilità sulla scelta individuale degli allievi e dei docenti del post-obbligatorio”, commenta D’Ettorre, che aggiunge “ci prenderemo il tempo nelle prossime ore di valutare il documento, che è appena arrivato. Mi pare che non sia una strada percorsa da altri cantoni e credo abbia appunto il merito di responsabilizzare. Dovremo capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa formula e giovedì faremo delle riflessioni con i capi dipartimento”.


Test di massa, il parere del sindacato
Nel comunicato non si fa accenno a una strategia di test di massa come in altri cantoni. Questo fa pensare che in Ticino si andrà avanti come lo scorso anno? “Come già detto questo riversa una grande responsabilità sulle spalle di docenti e allievi. Su questo vorremmo avere uno scambio e capire meglio le ragioni. Questo chiaramente avrebbe come beneficio uno sgravo organizzativo del sistema scolastico, delle direzioni e immagino anche un risparmio finanziario non indifferente. Cioè detto bisogna valutare i pro e i contro, cercando di capire in che misura il progetto proposto dal Dipartimento sia più efficace di quanto realizzato in altri cantoni”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata