
«Un tuffo dove l'acqua è più blu», per citare Battisti: tra il sole splendente e le temperature già estive di questo weekend di Pentecoste sono molte le persone a cui è venuta voglia di andare in piscina e godersi un po' di spensieratezza e relax. Peccato che non sia proprio così nella località giurassiana di Porrentruy, dove la riapertura delle vasche azzurre è stata accompagnata da un'ondata di accese polemiche. Sotto la lente c'è infatti una questione, con relative dispute e contestazioni, che va avanti da alcuni anni: la limitazione dell'accesso allo stabilimento comunale per «gli stranieri» a seguito di episodi «di maleducazione e inciviltà» ad opera di alcuni cittadini francesi. Nello specifico, quest'anno, si è deciso di introdurre un tariffario particolarmente salato per chi non risiede o non lavora in Svizzera. Ma vediamo, nel dettaglio, che cosa è successo.

Regole e restrizioni
La stretta quest'anno riguarda le tariffe di entrata nello stabilimento: il biglietto costa letteralmente il doppio per chi non risiede o non lavora in Svizzera. Il prezzo per un'entrata «adulti» costa 15 franchi, anziché i normali 7,50 riservati ai residenti e agli svizzeri. Mentre i più giovani devono sborsare 10 franchi, invece di 5. Ma non è finita qui. Sì, perché le restrizioni per i non residenti, riporta 20 Minutes, continuano. Questi ultimi, infatti, possono unicamente acquistare i biglietti online. Biglietti che saranno validi solo previsa presentazione di un documento di identità alla cassa dello stabilimento. Inoltre i non residenti in Svizzera non possono nemmeno acquistare abbonamenti alla piscina. Delle regole che non hanno fatto l'unanimità nel capoluogo giurassiano. Secondo il portale romando, «diciassette funzionari locali e cittadini hanno presentato un reclamo chiedendo l'annullamento di questo regolamento discriminatorio» che, a loro parere, «viola i principi costituzionali».
L'avallo del Legislativo
La questione, come detto, era già finita sotto i riflettori due anni fa quando il Comune aveva deciso di limitare l'accesso alla piscina «per ragioni di sicurezza» ai giovani residenti in Francia, dopo che alcuni di loro erano stati protagonisti di episodi di «violenza e maleducazione» all'interno dello stabilimento. Una scelta, quella della «piscina solo per svizzeri», che aveva fatto molto discutere (le misure che erano state definite «discriminatorie»), ma che aveva pure registrato un boom di abbonamenti. I numeri degli abbonamenti stagionali erano infatti raddoppiati, passando a 818 contro i circa 400 dell’anno prima, mentre gli ingressi giornalieri erano saliti a 40 mila, rispetto ai 37 mila precedenti. Solo qualche mese fa, poi, era arrivato il via libera da parte del Consiglio comunale di Porrentruy alla modifica della base legale in modo da permettere al Municipio di adottare nuove restrizioni per l'accesso alla piscina. «Con le modifiche approvate, l'Esecutivo può prendere misure volte a organizzare l'accesso alla piscina comunale in modo da garantire la sicurezza, la tranquillità e la salubrità pubbliche». Detto, fatto.
Voci discordanti
E torniamo a oggi, con l'ultimo capitolo delle misure restrittive applicate dalla piscina comunale. Sull'aumento delle tariffe si sentono voci discordanti da parte degli avventori dello stabilimento. C'è chi è favorevole dopo aver visto determinati comportamenti tenuti dai ragazzi francesi lo scorso anno: «Bevevano alcolici a bordo piscina, ascoltavano musica ad alto volume e provocavano gli altri. Non erano venuti per divertirsi, ma per creare problemi», riferisce una donna a 20 Minutes. «Il biglietto costa effettivamente caro, ma almeno ci sono meno persone che danno problemi», le fa eco un giovane uomo. Ma c'è anche chi deplora questa situazione: un ragazzo spiega che ora i suoi amici francesi non verranno più in piscina con lui, «perché è troppo costoso e non se lo possono permettere». Una misura ritenuta «eccessiva» da altri che pensano a come questa colpirà anche le famiglie francesi in cerca di un po' di refrigerio.

