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Covid
Gli scoop del Blick? Per Ringier "il CEO non c'entra"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
4 anni fa
Il gruppo Ringier, proprietario del media zurighese, respinge l'accusa di contatti fra il CEO e il Dipartimento federale dell'interno alla base delle esclusive durante la pandemia.

Il gruppo editoriale Ringier ha respinto oggi le accuse secondo cui le notizie esclusive pubblicate dai suoi media durante la pandemia di Covid sarebbero state il risultato di contatti diretti tra il CEO Marc Walder e il Dipartimento federale dell'interno (DFI).

Solo fonti della redazione

In un'email interna inviata a tutti i dipendenti, Ringier precisa che Walder non era in alcun modo coinvolto nella produzione delle notizie: alla loro origine vi sono unicamente fonti della redazione. È falso sostenere che sia stato possibile pubblicare due storie esclusive grazie ai contatti tra il DFI e il CEO di Ringier, si sottolinea nel documento interno - di cui Keystone-ATS dispone di una copia - firmato da Ladina Heimgartner, Head of Global Media e CEO del gruppo "Blick", e da Christian Dorer, redattore in capo del gruppo Blick.

Le notizie "incriminate"

La notizia esclusiva riguardante l'acquisto dei vaccini pubblicata l'11 novembre 2020 proviene da fonti del direttore politico del Blick Sermîn Faki, precisa l'email. Invece la notizia principale sull'allentamento delle misure per contrastare la diffusione del virus, dell'11 marzo 2021, è frutto delle ricerche fatte dal vice capo della rubrica politica Pascal Tischhauser e dal redattore di Palazzo federale Ruedi Studer. Walder non è stato in alcun modo coinvolto in nessuno di questi contributi. "Questo chiarimento è importante per noi", si legge nell'email interna. Il gruppo Blick lavora in modo indipendente. Il fatto che il CEO di un gruppo editoriale mantenga contatti con personalità di spicco della politica, dell'economia, della società, della ricerca e della cultura è un fatto comune. Tuttavia, questo non ha alcun influsso sulle notizie pubblicate.

Ringier: "Collaboriamo, ma proteggiamo le fonti"

Una portavoce di Ringier, interpellata da Keystone-ATS, ha dichiarato che l'azienda sta collaborando con le autorità competenti nell'indagine riguardate la presunta fuga di informazioni nel Dipartimento degli Interni, sempre garantendo protezione alle proprie fonti. Non verranno fatti ulteriori commenti a causa del procedimento in corso. Né Ringier AG, né le società da essa controllate, né i suoi organi o dipendenti sono imputati nel procedimento relativo alla fuga di informazioni nel DFI durante la pandemia, ha aggiunto la portavoce.

Tema sotto la cupola di Palazzo federale

Le fughe di notizie sono anche tema di discussione politica. Le Commissioni della gestione (CDG) del Parlamento vogliono decidere la prossima settimana sulle azioni da intraprendere.

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