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Ticino
FFS Cargo, "schiaffo al Ticino": il Gran consiglio interpellato
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Con un’interpellanza in Gran Consiglio, il MPS chiede chiarimenti sulle intenzioni di FFS Cargo riguardo alla chiusura dei depositi in Ticino e rimprovera l’azienda di disattendere gli impegni verso i lavoratori ticinesi e la qualità del servizio ferroviario.

FFS Cargo starebbe considerando la possibilità di chiudere tre depositi, quelli di Chiasso, Briga (VS) e Buchs (SG). Lo rivela oggi il "SonntagsBlick". La decisione non è ancora definitiva, ha dichiarato al domenicale un portavoce delle FFS confermando però l'esistenza dei piani. Per coinvolgere tempestivamente i collaboratori, il 16 settembre l'azienda ha informato i macchinisti delle imminenti "ristrutturazioni". Si desidera coinvolgere i collaboratori nel processo il prima possibile, pertanto sono già stati informati, ha spiegato il portavoce aggiungendo che se si dovesse arrivare alla chiusura, questa avverrebbe non prima del 2027.

Il VSLF ha già lanciato l'allarme

Secondo le FFS, non è ancora possibile quantificare quanti posti di lavoro sarebbero interessati. Oltre ai macchinisti, anche il personale addetto alle manovre nei depositi potrebbe essere colpito dalla ristrutturazione. Il Sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti (VSLF) ha già lanciato l'allarme e in una newsletter avverte delle "enormi ripercussioni sul personale ferroviario", scrive ancora il "SonntagsBlick". In effetti i macchinisti iniziano i loro viaggi nei depositi. Se alcune sedi venissero chiuse, i loro tragitti per raggiungere il posto di lavoro rischierebbero di allungarsi notevolmente. Secondo il VSLF è prevedibile che si verifichino ulteriori turni mattutini e notturni estremi. A tal proposito il portavoce ha dichiarato al domenicale che "le FFS devono impiegare i dipendenti dove c'è lavoro per loro". Sono necessarie "capacità di adattamento nella rete di trasporto merci" e "flessibilità dei dipendenti".

Nessun licenziamento in Ticino? E invece sì

Appena lo scorso maggio le Ferrovie federali avevano annunciato che FFS Cargo taglierà 65 impieghi a tempo pieno nel trasporto merci e la chiusura di otto terminal, tra cui quelli di Cadenazzo e Lugano Vedeggio. Due terzi delle soppressioni sarebbero avvenute in Ticino, dove però "non ci saranno licenziamenti", era stato dichiarato in un comunicato. In una nota odierna il Comitato No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino condanna "la perdita per ben 18 macchinisti del posto di lavoro" con la chiusura del deposito di Chiasso. Il Comitato "esprime una chiara e inequivocabile opposizione a questo ennesimo affronto verso il nostro Cantone e verso i ferrovieri di Cargo ed invita la popolazione e le autorità cantonali e comunali ad una mobilitazione".

Il MPS interpella

Sempre oggi, una nota del Movimento per il socialismo (MPS) riferisce di un'interpellanza sulla questione presentata in Gran consiglio dal suo deputato Matteo Pronzini, con cofirmatario Giuseppe Sergi. Il punto precisato nell'interpellanza è che "le procedure avviate da FFS Cargo per discutere con i lavoratori coinvolti nel processo di ristrutturazione annunciato (Terminal Cadenazzo e Lugano Vedeggio) non sembrano rispettare quella disponibilità, che le FFS avevano pubblicamente proclamato, nella ricerca di soluzioni non traumatiche per i lavoratori e le loro famiglie". Per questa ragione e per la situazione descritta sopra, il MPS accusa le FFS di continuare "a maltrattare il Ticino, i suoi dipendenti e gli utenti del sistema ferroviario", senza poi parlare "dell'insufficienza dell'offerta" della presenza di FFS in Ticino così come quella "della sua qualità".

Le domande poste nell'interpellanza

"1. Era al corrente, e da quando, delle intenzioni delle FFS di chiudere anche il deposito di Chiasso? 

2. Come intende intervenire per spingere le FFS a rinunciare a questa nuova misura di chiusura e a ritornare sulla decisione riguardante i due terminal di Lugano Vedeggio e Cadenazzo? 

3. Non ritiene necessario avviare una discussione di fondo con le FFS, al di là dei rituali incontri, sulla loro presenza in Ticino e sulla qualità e la quantità della loro offerta?

4. Non ritiene che questo tema debba essere oggetto di un rapporto al Gran Consiglio?"