
Al processo per la cosiddetta "fattoria degli orrori" di Hefenhofen, in Turgovia, l'avvocato della difesa ha chiesto oggi l'assoluzione dell'allevatore 54enne da tutte le accuse. La pubblica accusa chiede invece una condanna a 6 anni e 4 mesi di detenzione. Il dibattimento è terminato oggi e la sentenza sarà annunciata il 21 marzo. Al quarto giorno di dibattimento, l'avvocato difensore ha sostenuto che il Ministero pubblico ha voluto costruire una situazione "mostruosa" di crudeltà sugli animali, sebbene l'ufficio del veterinario cantonale non avesse riscontrato "alcuna sofferenza acuta degli animali" quando la fattoria è stata sgomberata agli inizi di agosto 2017. Per la difesa, le condizioni esatte degli animali non erano documentate, ed anche un rapporto realizzato in seguito non può essere utilizzato come prova delle accuse perché conterrebbe troppi errori e imprecisioni.
Foto mai controllate
Il legale ha criticato anche gli eventi che il 7 agosto 2017 portarono allo sgombero forzato della fattoria. Il caso era in effetti scoppiato qualche giorno prima, dopo che il Blick aveva pubblicato le foto di animali lasciati morire di fame o maltrattati, scattate da una ex dipendente dell'allevatore. Quelle foto non sono però mai state controllate per verificare se fossero state manipolate o addirittura messe in scena, ha detto l'avvocato. Per il difensore, le autorità avevano ceduto alle pressioni dei media e alle reazioni "altamente emotive dell'opinione pubblica". Per questo motivo il suo assistito andrebbe assolto in base al principio "in dubio pro reo" e gli andrebbe pure corrisposta una indennità per torto morale. Venerdì scorso, il procuratore che sostiene l'accusa aveva invece riferito di bestie tenute in spazi troppo piccoli, trascurate, non nutrite adeguatamente, private delle cure veterinarie e maltrattarle. Il giorno prima dello sgombero, l'uomo avrebbe inoltre cercato di investire con la sua auto quattro persone che si stavano recando sul posto per manifestare in difesa degli animali.
250 animali allontanati
Circa 250 animali tra cavalli, maiali, bovini, pecore, capre e lama erano stati allontanati dall'azienda agricola durante lo sgombero forzato. Novanta cavalli erano poi stati venduti all'asta. Una settimana dopo lo sgombero, il Governo turgoviese aveva affidato a una commissione d'inchiesta esterna il compito di far luce sulla vicenda. Erano così emersi errori di valutazione da parte delle autorità a vari livelli, che avevano impedito un intervento più tempestivo. È stato aperto un procedimento anche nei confronti dell'allora responsabile dell'Ufficio cantonale di veterinaria, che nel frattempo è andato in pensione. Quest'ultimo sarà giudicato in un processo separato per aver omesso di far rispettare un divieto di tenere animali emanato già nel 2013 nei confronti dell'allevatore di Hefenhofen.

