
Rischia sei anni e mezzo di carcere il principale accusato nel caso di Hefenhofen, incentrato su maltrattamenti ad animali avvenuti in una "fattoria degli orrori". Questa la richiesta di pena per l'agricoltore 54enne, presentata oggi dalla procura durante il processo in corso di svolgimento al Tribunale distrettuale di Arbon (TG). Stando al Ministero pubblico, l'imputato teneva le sue bestie in spazi troppo piccoli, le trascurava, non le nutriva adeguatamente, le privava delle cure veterinarie e arrivava perfino a maltrattarle. Inoltre, il giorno prima che le autorità sequestrassero la fattoria, avrebbe aggredito quattro persone che si stavano recando a un raduno in difesa degli animali nei paraggi.
La vicenda
Queste persone stavano camminando su un marciapiede, quando l'agricoltore si è diretto contro di loro in auto ad alta velocità. L'imputato avrebbe poi sterzato verso il gruppetto proprio nel momento in cui gli stava passando di fianco, prima di ridirigere la vettura sulla strada. Un comportamento che per il procuratore, il quale oltre ai sei anni e mezzo ha chiesto pure una pena pecuniaria e una multa, corrisponde al reato di esposizione a pericolo della vita altrui.
Parola alla difesa
Oggi anche la difesa ha preso la parola. L'avvocato dell'uomo ha accusato le autorità di carenze, negligenze, errori, parzialità e violazioni delle regole relativamente al procedimento penale in corso e al sequestro della fattoria, chiusa ed evacuata il 7 agosto 2017 a causa del suo stato catastrofico. Stando al legale, i diritti del suo cliente sono stati ripetutamente violati. Ad esempio, non c'era un mandato di perquisizione per la casa e il cortile. A suo dire, tutte le prove sono state raccolte illegalmente e quindi non possono essere utilizzate.

