
Il Tribunale distrettuale di Arbon (TG) ha avviato oggi il dibattimento circa il cosiddetto "caso di Hefenhofen". L'imputato principale è un agricoltore di 54 anni, accusato dal Ministero pubblico di aver trascurato e maltrattato per anni i suoi animali. La fattoria del presunto maltrattatore di animali era stata evacuata il 7 agosto 2017 su disposizione delle autorità. Le condizioni catastrofiche sono descritte dal pubblico ministero nell'atto di accusa: è riportato come gli animali fossero tenuti in aree troppo piccole e alcuni di loro si trovassero completamente sozzi e denutriti, senza accesso agli spazi aperti. L'agricoltore avrebbe anche maltrattato attivamente i suoi animali, ad esempio bastonando i cavalli quando si rifiutavano di salire sul furgone.
Le accuse
Stando all'accusa, non ha prestato cure veterinarie agli animali feriti o che gravavano in cattive condizioni di salute. L'imputato non si era né risparmiato nei confronti di tali animali, né si era preso cura di loro, ma li aveva invece trattati in modo spietato, nonostante fosse a conoscenza del dolore e lo stress a cui erano sottoposti. Un altro aspetto trattato dal tribunale distrettuale è quello del commercio illegale di carne: in questo contesto, due macellai sono sotto processo come coimputati per aver raggirato il controllo veterinario e venduto all'agricoltore alcuni maialini in cattive condizioni di salute, i quali venivano ingrassati e rivenduti in seguito alla macelleria, che ne commerciava la carne. L'imputato, pregiudicato, era noto alle autorità già prima dello sgombero della fattoria e ciononostante ha potuto allevare gli animali per anni. A questo dovrà rispondere in altra sede l'allora responsabile dell'Ufficio di veterinaria del Cantone di Argovia, nel frattempo pensionato. Tra le altre cose, questi è accusato dal pubblico ministero di non avere applicato le misure delle autorità e di avere sempre preannunciato le sue ispezioni.

