
"La Svizzera non ha una strategia. Si nasconde dietro a una neutralità che ormai è oltrepassata". È diretto Peter Regli, ex capo dei Servizi di informazione della Confederazione, quando gli chiediamo un parere sul tema della riesportazione verso l'Ucraina delle armi svizzere vendute a Paesi Nato. Il tema sta infuocando il dibattito politico federale. Finora Berna ha sempre detto "no" a richieste di questo genere formulate da Germania, Spagna e Danimarca. Secondo il già numero uno degli 007 rossocrociati, "è una neutralità sbagliata quella che impedisce la consegna di mezzi militari all'Ucraina da parte di Paesi Nato, ai quali quei mezzi erano stati venduti anni fa. Non possiamo essere neutrali fra l'assassino e la vittima".
Neutralità "più aperta"
Regli auspica la riforma di una neutralità svizzera che considera rimasta ancorata al sistema della Guerra fredda: "Qui siamo davanti a un Paese indipendente che è stato aggredito militarmente. In un caso del genere la Svizzera necessita di una clausola che ci consenta una neutralità un po' più aperta, con la possibilità di mostrare maggiore solidarietà nei confronti del Paese aggredito".
Bloccare un'offensiva russa in primavera
Secondo Peter Regli, la situazione internazionale rischia però di tornare davvero alla Guerra fredda se l'invasione russa non viene fermata: "Putin potrebbe arrivare alla frontiera polacca, ai Paesi baltici e al confine con la Romania". Per evitare questo scenario, "l'unica possibilità è aiutare l'Ucraina a vincere militarmente, per costringere Putin a trattare. Per farlo, Zelensky deve però ricevere mezzi militari occidentali, con la speranza di impedire la preannunciata offensiva russa di primavera". Tuttavia, anche in questo caso, Regli vede delle difficoltà. Gli aiuti militari promessi da alcuni Paesi europei potrebbero infatti giungere troppo tardi. "I mezzi corazzati sono ancora nei rispettivi Paesi. I carri non arriveranno in Ucraina fino a tarda primavera, mentre la nuova offensiva russa potrebbe partire fra febbraio e marzo".
Berlino potrebbe non acquistare più armi svizzere
In un'intervista alla Rts, l'ambasciatore tedesco in Svizzera ha dichiarato che Berlino potrebbe smettere di fornirsi nella Confederazione per materiale militare. "Potremmo scegliere un'offerta che non sia legata a condizioni come quella che offre la Svizzera", ha commentato Michael Flügger. Berna aveva infatti negato alla Germania la possibilità di riesportare verso l'Ucraina munizioni di fabbricazione elvetica.

