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14 giugno
No all'Iniziativa 10 milioni, approvata in Ticino di stretta misura
© KEYSTONE/Alessandro della Valle
© KEYSTONE/Alessandro della Valle
3 giorni fa
Il testo promosso dall'UDC è stato respinto con il 54,79% di «no», votazione caratterizzata dal tradizionale Röstigraben – 52,46% di sì alla modifica della legge sul servizio civile – Il Ticino accoglie la neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima, no alle cure dentarie – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 giorni fa
Cure dentarie, iniziativa bocciata: «Il problema resta sul tavolo»
Il comitato promotore prende atto della sconfitta ma rilancia. Nancy Lunghi: «Una persona su tre rinuncia alle cure per motivi economici»

L'iniziativa per il rimborso delle cure dentarie è stata respinta dal popolo ticinese con una maggioranza netta (con il 70,16% dei no). Il comitato promotore ha preso atto «con rammarico» dell'esito negativo, sottolineando come il problema dell'accesso alle cure odontoiatriche resti attuale. «Il problema continuerà a esistere», sottolinea Nancy Lunghi, del comitato promotore. «Oggi una persona su tre rimanda o rinuncia alle cure per motivi economici e questo ha un costo importante anche sulla sanità in generale», ha spiegato, evidenziando anche le possibili conseguenze sulla salute complessiva della popolazione.

La sensibilità sui costi sanitari

La promotrice ha espresso rammarico per l'esito della votazione, ma ha assicurato che il comitato continuerà a battersi per un accesso più equo alle cure dentarie. A suo avviso, uno dei fattori che avrebbe inciso sul risultato è stata la comunicazione della campagna da parte dei contrari, che avrebbero paragonato l'iniziativa a una «seconda cassa malati», un confronto ritenuto fuorviante. «Era un sistema totalmente diverso dalla logica dei premi fissi di cassa malati», ha ricordato Lunghi, spiegando che la proposta prevedeva un modello basato sul reddito, che però, a suo dire, non sarebbe stato compreso a sufficienza. La promotrice ha infine sottolineato come il dibattito abbia evidenziato una forte sensibilità sul tema dei costi sanitari, ma anche una partecipazione limitata al voto, osservando che una parte consistente della popolazione, potenzialmente più esposta a queste difficoltà, non si reca alle urne.

2 giorni fa
Silurata l’assicurazione per le cure dentarie, le reazioni
©Chiara Zocchetti
Oltre il 70% dei ticinesi ha respinto l’iniziativa «Per il rimborso delle cure dentarie» lanciata oltre 10 anni fada un fronte composto da sinistra e sindacati – Agustoni: «Segnale chiaro» – Lunghi: «Ora servono misure mirate»

In Ticino non ci sarà un’assicurazione pubblica obbligatoria per le cure dentarie di base. Con oltre il 70% dei no (70,16%, nessun Comune ha votato per il sì), i cittadini hanno bocciato l’iniziativa popolare «Per il rimborso delle cure dentarie», depositata nel 2015 da un fronte composto da sinistra e sindacati. Insomma, il sistema – secondo un’ampia maggioranza di ticinesi – va bene così. «Il segnale dato dai ticinesi», sottolinea Maurizio Agustoni (Centro), membro del comitato per il no all’iniziativa, «è molto chiaro: non si vogliono intraprendere avventure legate ai costi della sanità». Delusi, evidentemente, gli iniziativisti. «C’è stata una strumentalizzazione del nostro modello», rilancia Nancy Lunghi, municipale di Locarno. «È passato il messaggio che i cittadini avrebbero dovuto fare i conti con una seconda cassa malati».

2 giorni fa
Sì alla riforma del servizio civile: sollevati i favorevoli, delusi i contrari
Il testo è stato approvato con il 52,46% dei voti – Reazioni contrastanti tra sostenitori e oppositori

La modifica della legge sul servizio civile è stata approvata dal popolo svizzero con il 52,46% di voti favorevoli, ottenendo anche la maggioranza dei cantoni, tra cui il Ticino. Il risultato ha suscitato reazioni opposte tra favorevoli e contrari, che leggono l’esito in modo profondamente diverso.

Laffranchini: «Sollevato»

Tra i sostenitori della riforma, la Società ticinese degli Ufficiali ha accolto con favore l’esito delle urne. Il presidente Stefano Laffranchini ha parlato di un risultato «più che soddisfacente, direi sollevato», sottolineando come la revisione riporti il servizio civile alla sua funzione originaria. «Si auspica che con questa revisione il servizio civile torni ad essere un’organizzazione così come pensata dal legislatore», ha affermato, insistendo sul fatto che debba restare un servizio destinato a chi ha un reale conflitto di coscienza.

Casella: «Una campagna penalizzata»

Di segno opposto la reazione della Federazione svizzera per il servizio civile. Il membro di comitato Zeno Casella ha espresso delusione per il risultato, pur rispettando la decisione popolare. «Siamo chiaramente delusi», ha dichiarato, aggiungendo che il voto rappresenta comunque un segnale politico importante e che il tema non può considerarsi chiuso. Casella ha inoltre sottolineato come la campagna sia stata penalizzata dal fatto di essere rimasta in secondo piano rispetto ad altri oggetti in votazione, oltre che da un contesto politico e internazionale poco favorevole al tema del servizio civile. A suo avviso, la discussione è stata spesso semplificata in una contrapposizione tra pro e contro esercito, una lettura che la federazione respinge.

2 giorni fa
Gli oggetti in votazione negli altri cantoni

Oggi gli elettori sono stati chiamati alle urne in diciassette Cantoni per votazioni su temi molto eterogenei: dalla fiscalità alla politica sociale, dall'edilizia abitativa alle aperture domenicali dei negozi, fino a misure più particolari come la riduzione del numero di piccioni in città.

Tra le decisioni più rilevanti figurano l'introduzione dell'imposizione alla fonte a Basilea Città e nuovi sgravi fiscali a Nidvaldo. Grande attenzione è stata riservata anche alla votazione sul salario minimo nel canton Vaud, che ha prodotto un esito contrastante. Da segnalare inoltre due appuntamenti elettorali: una elezione suppletiva a Basilea Campagna e il rinnovo completo di Governo e Parlamento nei Grigioni. Di seguito, una panoramica delle consultazioni cantonali in ordine alfabetico.

Due gli oggetti in votazione nel canton ARGOVIA. Il primo concerne un credito di 380 milioni di franchi per realizzare una nuova bretella stradale nei pressi di Suhr, regione da anni esposta a un notevole volume di traffico, ostacolato anche dalla presenza di due passaggi a livello. I «sì» hanno raggiunto il 54,2%.

Nulla da fare invece per l'iniziativa popolare «Garantire la qualità dell'istruzione - ORA!», promossa dall'associazione degli insegnanti, che è stata bocciata dal 57,4% dei voti. Il testo chiedeva un insegnamento di qualità e personale scolastico qualificato in numero sufficiente. Consiglio di Stato e Gran consiglio si erano opposti, ritenendo che le richieste fossero già applicate e che la modifica non avrebbe aggiunto nulla di concreto.

Tre erano le votazioni a BASILEA CAMPAGNA, alle quali si è aggiunta l'elezione suppletiva per designare il sostituto del consigliere di Stato Isaac Reber (Verdi). Il suo posto sarà occupato dal democentrista Matthias Liechti. Nulla da fare per lo sfidante dei Verdi Philipp Schoch, battuto per poco più di mille schede. Con questa elezione, il governo cantonale sarà formato da un rappresentante dell'UDC, uno del PLR, uno del Centro, una socialista e un evangelico. Proprio quest'ultimo, alleato con i Verdi, aveva sorpreso tutti alle elezioni cantonali del 2023, estromettendo l'UDC dall'esecutivo nonostante fosse il primo partito in Gran consiglio.

I cittadini di Basilea campagna hanno anche approvato, con il 53,7% dei voti, l'iniziativa popolare «Insieme in Europa» che chiede al cantone di impegnarsi a favore di relazioni buone e stabili tra la Svizzera, l'Unione Europea (UE) e i paesi vicini. Il Gran consiglio raccomandava il «sì» sostenendo che una norma costituzionale può garantire stabilità allo spazio trinazionale senza costi aggiuntivi. Un «no» avrebbe invece inviato un segnale negativo e avrebbe creato un'immagine contraddittoria, dato che Basilea Città ha già approvato una iniziativa simile. Il Consiglio di Stato era invece contrario, ritenendo che la questione fosse di competenza federale.

Una seconda iniziativa sottoposta oggi al popolo, che chiedeva di revocare il decreto sull'energia entrato in vigore a inizio anno, è invece stata respinta con il 55,6% dei voti. Tale decreto prevede il divieto di installare nuovi riscaldamenti che non ricorrano a energie rinnovabili (sono previste eccezioni). Gli iniziativisti sostenevano che le nuove misure avrebbero dovuto essere inserite in una legge (sottoposta a referendum) e non in un decreto. L'ultimo oggetto concerneva il credito di 78 milioni di franchi per il rifacimento della strada che attraversa Birsfelden, approvato con il 56,2% (nonostante il no - 58,5% - della stessa Birsfelden).

Quattro le votazioni cantonali che si sono tenute oggi a BASILEA CITTÀ. La più discussa riguardava l'introduzione dell'imposizione alla fonte, progetto approvato con il 53,4% dei voti. In base alla proposta, le aziende con oltre 50 dipendenti dovranno trattenere direttamente dallo stipendio il 10% del reddito a Basilea, mentre a Riehen e Bettingen la quota sarà del 5%. Le imprese più piccole potranno aderire volontariamente. La riforma, approvata dal Gran consiglio come alternativa a un'iniziativa socialista poi ritirata, punta a ridurre il rischio di indebitamento dei contribuenti. I contrari - partiti borghesi, Verdi liberali e organizzazioni economiche - temevano invece più burocrazia e uno spostamento dei debiti verso altre spese.

A Basilea Città si è votato anche su un'iniziativa (respinta con il 63,8%) e un controprogetto (accolto con il 67,8%) volti a ridurre il numero di piccioni. Inoltre, i cittadini hanno approvato, con 56,2% di «sì», un credito di 3,6 milioni di franchi destinato alla pianificazione e alle attività di promozione del progetto di collegamento ferroviario sotterraneo tra la stazione centrale delle FFS e la Badischer Bahnhof delle ferrovie tedesche. Nulla da fare invece per l'iniziativa popolare «Klybeckinsel», che chiedeva di trasformare nuovamente in isola e rimboscare l'ex area industriale a sud del porto sul Reno, chiaramente respinta dal 61,8% dei votanti.

A GINEVRA si è votato su due temi controversi, entrambi accettati. L'apertura dei negozi fino a due domeniche all'anno senza l'obbligo di un contratto collettivo di lavoro è stata accolta dal 52,8% dei votanti. La misura era sostenuta dalla destra e dal Consiglio di Stato per aiutare il commercio locale ma osteggiata dai sindacati, che temono un peggioramento delle condizioni di lavoro. Il secondo oggetto, approvato con il 51,4%, prevede il divieto di simboli religiosi visibili nel Gran Consiglio e nei municipi. Era sostenuto dai partiti borghesi in nome della neutralità delle istituzioni e contestato dalla sinistra, che lo considera una limitazione delle libertà fondamentali e della rappresentanza della diversità religiosa.

Nei GRIGIONI si è svolto oggi il rinnovo di Governo e Parlamento. Grande vincitrice è l'UDC che fa il ritorno nell'esecutivo (era assente dal 2008) con Valérie Favre Accola e diventa la prima forza politica nel legislativo. Favre Accola, presidente del Gran consiglio e moglie dell'ex sciatore Paul Accola, subentra a Jon Domenic Parolini (Centro), che non si è ricandidato. Sono stati invece riconfermati gli altri quattro membri dell'esecutivo retico: Martin Bühler (PLR), Marcus Caduff (Centro), Carmelia Maissen (Centro) e Peter Peyer (PS). Nulla da fare per gli altri candidati - tra cui il presidente cantonale del PLR e unico candidato italofono Maurizio Michael -, tutti distanziati in modo significativo. Per quanto riguarda il Gran consiglio, l'UDC ha superato il proprio obiettivo interno dei 30 seggi fissato lo scorso dicembre. Tra i risultati più rilevanti figura anche l'avanzata dei Verdi, che si sono presentati per la prima volta da soli. La nuova composizione del legislativo è la seguente: 35 UDC (+10), 28 Centro (-6), 23 PLR (-4), 20 PS (-7), 7 PVL (invariato) e 7 Verdi (+7).

A LUCERNA è stato approvato con il 67,3% dei consensi il credito di 18,5 milioni di franchi destinato all'acquisto di un edificio vicino al Museo dei trasporti per trasferirvi il Tribunale cantonale, attualmente ospitato in una sede troppo piccola e datata in centro città. Grazie al «sì» odierno, l'edificio, occupato fino a poco tempo fa dalla Cassa cantonale di compensazione, potrà essere adattato e ampliato con ulteriori lavori stimati in circa 27 milioni di franchi, con completamento previsto entro il 2030.

La popolazione di NEUCHÂTEL ha approvato l'inserimento nella Costituzione di un articolo sui diritti degli anziani, che impone a Cantone e comuni di promuovere la partecipazione, l'autonomia e la qualità di vita degli over 65. Il progetto era sostenuto dal Gran consiglio ma osteggiato dal Consiglio di Stato per la sua vaghezza e per il rischio di divisioni generazionali.

A NIDVALDO si è votato sulla revisione parziale della legge fiscale cantonale, approvata dal 69,5% dei votanti. Il progetto prevede sgravi per famiglie, ceto medio e personale qualificato, con aumenti delle deduzioni per figli e costi di custodia, oltre a una riduzione generale delle imposte sul reddito. Contro la riforma era stato lanciato un referendum costruttivo, bocciato con il 59,0% dei voti, che criticava in particolare i benefici anche per i redditi alti e temeva un aumento di prezzi di immobili e terreni. Il popolo oggi era chiamato anche a votare un credito di 26 milioni per la costruzione di una nuova tripla palestra a Stans; progetto accolto dal 72,8% dei votanti.

Nel canton SAN GALLO è stata approvata con il 57,8% dei voti la riforma dell'accudimento extrascolastico dei bambini, che punta a uniformare a livello cantonale i contributi per le famiglie, garantendo un minimo uguale per tutti indipendentemente dal comune di residenza. La misura, sostenuta da una maggioranza politica, attua una decisione già presa nel 2023 ma era contestata da UDC ed UDF, che denunciavano disuguaglianze e possibile aumento della burocrazia.

Via libera a SCIAFFUSA (con il 73,9%) al credito di 6 milioni di franchi per l'ampliamento del centro sportivo indoor Schweizersbild, destinato a diventare il più grande della Svizzera (i costi complessivi ammontano a circa 40 milioni). Adottata anche (con il 66,8%) la revisione parziale della Costituzione riguardante la modifica delle competenze finanziarie a livello cantonale, il cui obiettivo è aumentare i limiti di spesa autonoma del Governo e del Parlamento. In particolare, il Consiglio di Stato potrà decidere da solo su spese fino a 200'000 franchi e il Gran consiglio fino a 1,5 milioni.

SOLETTA ha approvato una modifica costituzionale e una legge (entrambe con il 58% dei «sì») che permetteranno alle neo mamme in Gran consiglio di farsi sostituire per 3-12 mesi durante la gravidanza e il congedo maternità, con un supplente che avrà gli stessi diritti e doveri. La proposta era sostenuta da centro-sinistra e dai Verdi, mentre PLR e UDC la ritenevano poco necessaria.

Nel canton SVITTO si è votato oggi su un'iniziativa del PS - respinta con il 59,2% - che chiedeva di aumentare di circa 17 milioni di franchi i sussidi per la riduzione dei premi di cassa malati, estendendoli anche al ceto medio. Il comitato promotore sosteneva che il Cantone dispone di ampie risorse e che oggi versa contributi inferiori alla media nazionale. Governo e maggioranza borghese, contrari all'iniziativa, ritenevano invece che le recenti decisioni federali porteranno già a un incremento dei fondi rendendo la proposta superflua.

A ZURIGO il voto è stato incentrato sulla crisi abitativa. La sinistra aveva lanciato due iniziative popolari. La prima, che mirava a tutelare gli inquilini dalle disdette collettive, è stata respinta con il 57,3% dei voti. La seconda, che voleva promuovere la costruzione di alloggi a prezzi accessibili, è stata bocciata con il 59,7%. Entrambi i testi erano affiancati da controprogetti che non prevedono interventi diretti, ma si limitano a migliorare le condizioni quadro per la costruzione di alloggi (approvato con il 57,8%) e a nuove norme per evitare le disdette collettive o a renderle socialmente più accettabili (accolto con il 54,3%).

Sul fronte opposto, l'Associazione dei proprietari fondiari (APF-HEV), sostenuta dalla sola UDC, ha lanciato l'iniziativa «per la proprietà di alloggi». La proposta, nettamente bocciata dal 74,9% di coloro che si sono recati alle urne, chiedeva che nei progetti abitativi sovvenzionati dallo Stato metà degli appartamenti fossero destinata alla proprietà privata e metà all'affitto. Inoltre, gli alloggi in proprietà non avrebbero potuto essere affittati o rivenduti con profitto per 30 anni. Gran consiglio e Consiglio di Stato hanno chiesto di respingere l'inserimento di una quota rigida e il limite temporale: gli alloggi a prezzi accessibili sarebbero infatti andati persi dopo 30 anni.

Ha completato il menù zurighese un'iniziativa democentrista intitolata «Stop allo shock dei premi malattia», approvata un po' a sorpresa dal 53,2%. Il testo chiede di adeguare ogni due anni all'andamento effettivo dei premi l'importo deducibile dalle imposte. Attualmente l'adeguamento delle detrazioni è fissato sulla base del rincaro generale. La proposta comporterà minori entrate per cantone e comuni di circa 60 milioni di franchi all'anno. Ultimo tema in votazione: una modifica costituzionale (approvata con il 64,1%) che regola le supplenze dei deputati in Gran consiglio impossibilitati a garantire il mandato per malattia, incidente o maternità.

2 giorni fa
Un risultato «oltre ogni aspettativa» per neutralizzare le stime
©Gabriele Putzu
L’iniziativa costituzionale targata UDC, Lega, PLR e Centro ha raccolto il 74% dei voti favorevoli ed è stata approvata in tutti i Comuni – Secondo il primo promotore del testo Paolo Pamini (UDC) il segnale è chiaro: «L’elettore rigetta sistematicamente ogni aumento di prelievo»

La cartina del Ticino si è completamente tinta di verde per l’iniziativa popolare costituzionale «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima». Un risultato nettissimo che il comitato promotore ha accolto con «grande soddisfazione», sottolineando come la scelta dei cittadini permetterà di tutelare «in particolare il ceto medio, le famiglie e le imprese, che rischiavano di subire un aggravio finanziario di oltre 430 milioni di franchi all’anno, pur in assenza di un aumento reale della loro capacità economica». E grande soddisfazione è stata espressa pure dal primo promotore del testo, il consigliere nazionale Paolo Pamini (UDC).

2 giorni fa
Temi federali, i risultati definitivi

Gli svizzeri hanno bocciato oggi alle urne l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». A scrutinio ultimato, il testo promosso dall'UDC è stato respinto dal 54,79% degli aventi diritto. La modifica della legge sul servizio civile è invece stata accolta dal 52,46% dei cittadini.  

2 giorni fa
Servizio civile, riforma approvata con il 52,46% dei voti

In futuro, l'accesso al servizio civile sarà più difficile. Gli Svizzeri hanno approvato oggi con il 52,46% dei voti una riforma in tal senso. Le prime tendenze dell'istituto demoscopico Gfs.bern, che opera per conto della SSR, sono state man mano confermate.

La modifica di legge prevede sei misure mirate per rendere più difficile il passaggio dal servizio militare a quello civile. Fra le altre cose, chi sceglie di svolgere il servizio civile dovrà impegnarsi per un minimo di 150 giorni. Inoltre, il calcolo dei giorni ancora da prestare sarà effettuato applicando un fattore correttivo di 1,5 anche per i sottufficiali e gli ufficiali.

Se si guardano più da vicino i risultati odierni, si osserva come i Cantoni svizzero-tedeschi abbiano accolto con minore scetticismo rispetto a quelli romandi l'inasprimento delle condizioni per il passaggio dall'esercito al servizio civile: il «sì» la spunta di misura a Berna (50,2%), ma con maggior vigore a Argovia (56,2%), Lucerna (56,9%), San Gallo (58,9%). Stessa tendenza nei Grigioni e in Ticino, dove i cittadini approvano il testo rispettivamente con il 59,3%, e il 53,9%. Anche due cantoni romandi - ma bilingui - sostengono la riforma: Friburgo (50,2%) e Vallese (57,1%).

In controtendenza, invece, gli altri cantoni della Svizzera di lingua francese: Ginevra dice «no» al 56,2%, Vaud al 53,8%, Neuchâtel al 55,9% e Giura al 60,7%. Anche gli elettori di Zurigo e Basilea Città si sono dimostrati critici nei confronti della riforma, con rispettivamente il 50,2% e il 62,0% di «no». Se il risultato di Basilea Città non stupisce, poiché spesso in passato ha votato come quelli romandi, risulta invece più sorprendente l'esito del cantone più popoloso della Svizzera.

2 giorni fa
Iniziativa 10 milioni bocciata dal 54,79% dei votanti

Gli svizzeri hanno bocciato oggi alle urne l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». A scrutinio ultimato, il testo promosso dall'UDC è stato respinto dal 54,8% degli aventi diritto.

La votazione è stata caratterizzata dal tradizionale Röstigraben: i cantoni romandi contrari in blocco, mentre diversi fra quelli svizzerotedeschi si sono espressi a favore. Con questi ultimi si è schierato, seppur di misura, anche il Ticino, dove l'oggetto ha raccolto il 50,7% dei consensi.

Fra i no, spicca il 73,5% di Basilea Città, mentre nella parte francofona del Paese gli oppositori hanno dominato a Neuchâtel (67,3%), Ginevra (65,4%) e Vaud (64,5%). Proposta rifiutata pure nei Grigioni, ma con percentuali più incerte (51,5%).

Campioni di sì sono invece stati Appenzello Interno (65,9%), Svitto (il cantone del presidente dell'UDC Marcel Dettling, 63,2%) e Uri (59,9%). Il testo è stato accolto anche ad Argovia, Appenzello Esterno, Glarona, Nidvaldo, Obvaldo, San Gallo, Soletta e Turgovia.

Un altro fossato osservato è stato quello fra campagna (favorevole) e città (contrarie). In generale, ha fatto notare il politologo di gfs.bern Lukas Golder, l'iniziativa è stato il momento saliente della legislatura, con alte affluenze ovunque. L'incerta situazione globale e le campagne multimilionarie hanno contribuito a questo fenomeno, senza dimenticare l'influenza dei social e l'ampia copertura mediatica.

2 giorni fa
Economia e sindacati festeggiano il no all'iniziativa UDC
Soddisfazione tra gli oppositori dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» – Sia la Camera di commercio sia i sindacati salutano con favore la bocciatura del testo, pur sottolineando che le preoccupazioni espresse da una parte consistente dell'elettorato non possono essere ignorate

La bocciatura dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» è stata accolta positivamente dai rappresentanti dell'economia e del mondo sindacale ticinese, che durante la campagna avevano invitato gli elettori a respingere il testo. Pur partendo da sensibilità diverse, entrambi i fronti ritengono che l'iniziativa non avrebbe risolto le problematiche legate all'immigrazione e alla crescita della popolazione, pur riconoscendo la necessità di affrontare le preoccupazioni emerse nel dibattito pubblico.

Gehri: «Un'iniziativa pericolosa»

Il presidente della Camera di commercio ticinese Andrea Gehri ha parlato di un esito rassicurante per l'economia svizzera. «Sarebbe stata un'iniziativa estremamente pericolosa che avrebbe messo a dura prova l'economia del nostro Paese», ha affermato, sottolineando come molti settori già oggi fatichino a reperire la manodopera necessaria. Una bocciatura del testo rappresenta quindi, secondo Gehri, un vero e proprio «sospiro di sollievo» per le imprese. Pur soddisfatto dell'esito, il presidente della Camera di commercio ha invitato a non ignorare il messaggio emerso dalle urne. A suo avviso, il fatto che una quota importante dell'elettorato abbia sostenuto l'iniziativa dimostra l'esistenza di preoccupazioni reali legate alla pressione sulle infrastrutture e ad alcuni effetti dell'immigrazione, questioni alle quali «la politica dovrà dare delle risposte».

Gargantini: «Sospiro di sollievo»

Dal fronte sindacale, il segretario regionale UNIA Giangiorgio Gargantini ha parlato di una «reazione di sollievo» per i lavoratori, che durante la campagna si sono sentiti «accusati ingiustamente dei mali del Paese». Secondo il sindacalista, il voto ha respinto le soluzioni proposte dall’iniziativa senza però negare l’esistenza dei problemi sollevati nel dibattito. «Le problematiche poste dall'iniziativa sono reali», ha affermato Gargantini, citando in particolare le difficoltà del mercato del lavoro, la pressione sugli alloggi e sulle infrastrutture. A suo avviso, il risultato delle urne indica però la necessità di cercare risposte diverse, in particolare attraverso la protezione dei salari e delle condizioni di lavoro.

2 giorni fa
Iniziativa 10 milioni, per Jans «è un segnale di stabilità e apertura»

Gli svizzeri hanno mandato un segnale di stabilità, apertura e affidabilità bocciando l'iniziativa dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!». Lo ha dichiarato il consigliere federale Beat Jans, soddisfatto del risultato scaturito dalle urne.

Gli elettori hanno voluto continuare a costruire la via bilaterale con l'Ue e mantenere la nostra tradizione umanitaria, ha aggiunto il basilese, presentatosi davanti ai media per commentare la giornata odierna. Si tratta anche di un'indicazione importante in vista delle prossime discussioni sui bilaterali III, ha evidenziato Jans.

Il titolare del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) si è inoltre detto contento dell'alta partecipazione, arrivata al termine di mesi di intensa campagna elettorale in cui temi quali ad esempio l'alloggio e la sicurezza hanno alimentato il dibattito. «La democrazia vive e oggi ha vinto», ha orgogliosamente affermato il consigliere federale.

2 giorni fa
Servizio civile, Parmelin: «La riforma è stata capita»

Un consigliere federale Guy Parmelin più che soddisfatto dell'esito positivo della riforma del servizio civile: popolo e maggioranza dei Cantoni hanno seguito in toto le indicazioni dell'esecutivo, ha dichiarato il presidente della Confederazione.

Nella tradizionale conferenza stampa dopo le votazioni, Parmelin si è presentato per commentare il «sì» alla nuova legge sul servizio civile, affermando che i votanti hanno ascoltato le raccomandazioni di Governo e Parlamento. In particolare, secondo il consigliere federale, hanno capito che il servizio civile deve rimanere un'eccezione al servizio militare.

Il «sì» al testo consentirà inoltre di consolidare anche gli effettivi dell'esercito, in un momento delicato dal punto di vista geopolitico. Le misure per rendere più severo l'accesso al servizio civile dovrebbero entrare in vigore a metà del 2027, ha precisato ancora Parmelin.

2 giorni fa
Iniziativa 10 milioni, «Non siamo stati in grado di mobilitare»
Bocciato a livello nazionale il testo promosso dall'UDC, mentre in Ticino prevalgono i favorevoli con il 50,66% –Marchesi: «I problemi restano sul tavolo» – Chiesa: «Risultato non soddisfacente»

L'iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni» è stata respinta dal popolo svizzero. In Ticino, tuttavia, il risultato è stato più favorevole rispetto alla tendenza nazionale. Il «sì» ha ottenuto il 50,66% delle preferenze contro il 49,34% di «no», con uno scarto di poco più di 1.400 voti. Il cantone si colloca così tra quelli che hanno sostenuto l'iniziativa, distinguendosi dalla maggior parte della Svizzera romanda e dai principali centri urbani del Paese, dove il testo è stato nettamente respinto.

Marchesi: «I problemi sul tavolo restano»

Dal fronte dei favorevoli, il presidente dell'UDC Ticino Piero Marchesi ha preso atto della sconfitta a livello nazionale, sottolineando però come le questioni sollevate durante la campagna restino aperte. «I problemi che abbiamo evocato con questa iniziativa rimangono tutti sul tavolo», ha dichiarato. Marchesi ha inoltre ricordato come l'UDC si sia trovata a sostenere la proposta «contro tutti», ribadendo che, a suo avviso, negli ultimi anni non sono state trovate soluzioni efficaci per gestire l'immigrazione. Il consigliere nazionale ha poi evidenziato il risultato ticinese, definendolo «comunque un dato positivo», pur riconoscendo che il sostegno raccolto è inferiore rispetto a quello ottenuto nel 2014 con l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Secondo Marchesi, sul voto potrebbe aver pesato anche il dibattito sui frontalieri e il timore che l'accettazione dell'iniziativa potesse comportarne un aumento.

Chiesa: «Numeri non soddisfacenti»

Anche l'ex presidente nazionale dell'UDC Marco Chiesa ha ammesso che il risultato «non è soddisfacente» per i promotori dell'iniziativa. A suo avviso, uno degli elementi determinanti è stata la partecipazione al voto, che in Ticino si è fermata attorno al 51%. «Non siamo stati in grado di mobilitare», ha osservato, riconoscendo che il partito «avrebbe potuto e dovuto fare molto di più in Canton Ticino». Commentando il voto nelle città ticinesi, Chiesa ha definito sorprendente il sì ottenuto a Bellinzona. Quanto a Lugano, ha ribadito che non si è riusciti a convincere un numero sufficiente di cittadini «della esigenza del nostro Paese di ritornare a gestire l'immigrazione». Nonostante la sconfitta alle urne, l'esponente democentrista ha assicurato che il partito continuerà a portare avanti le proprie battaglie politiche. Guardando al futuro, ha indicato in particolare il dossier dei futuri accordi tra la Svizzera e l'Unione europea (bilaterali III), definendolo «un po' la madre di tutte le battaglie».

2 giorni fa
Iniziativa 10 milioni, scongiurato lo scenario peggiore, ma l'economia resta sotto pressione

Il voto odierno con il quale è stata bocciata l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» ha scongiurato lo scenario peggiore, ma l'economia resta sotto pressione. È quanto rileva l'Unione svizzera degli imprenditori (USI), secondo cui, oltre ai cambiamenti demografici che stanno riducendo la forza lavoro indigena, anche l'incerta situazione globale si fa sentire.

L'associazione ritiene che la Svizzera potrebbe ridurre volontariamente l'immigrazione, si legge in una nota. Tuttavia, ciò richiede un senso di responsabilità e la volontà di contribuire da parte di tutti.

L'organizzazione ribadisce poi la necessità di riforme e chiede un dibattito sull'innalzamento dell'età pensionabile e sul lavoro a tempo parziale. L'USI domanda inoltre la rinuncia a «ulteriori costosi ampliamenti della politica sociale», che comportano un onere aggiuntivo per tutte gli attori e che sono dunque «la strada sbagliata».

2 giorni fa
Iniziativa 10 milioni, scongiurato lo scenario peggiore, ma l'economia resta sotto pressione

Il voto odierno con il quale è stata bocciata l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» ha scongiurato lo scenario peggiore, ma l'economia resta sotto pressione. È quanto rileva l'Unione svizzera degli imprenditori (USI), secondo cui, oltre ai cambiamenti demografici che stanno riducendo la forza lavoro indigena, anche l'incerta situazione globale si fa sentire.

L'associazione ritiene che la Svizzera potrebbe ridurre volontariamente l'immigrazione, si legge in una nota. Tuttavia, ciò richiede un senso di responsabilità e la volontà di contribuire da parte di tutti.

L'organizzazione ribadisce poi la necessità di riforme e chiede un dibattito sull'innalzamento dell'età pensionabile e sul lavoro a tempo parziale. L'USI domanda inoltre la rinuncia a «ulteriori costosi ampliamenti della politica sociale», che comportano un onere aggiuntivo per tutte gli attori e che sono dunque «la strada sbagliata».

2 giorni fa
Servizio civile, sostenitori soddisfatti per un rafforzamento dell'esercito

I sostenitori della riforma del servizio civile sono soddisfatti del risultato odierno: ciò dà garanzie a lungo termine sugli effettivi dell'esercito e sulla politica di sicurezza della Confederazione. Secondo l'Alleanza Sicurezza Svizzera, l'approvazione del progetto ha corretto gli sviluppi negativi degli ultimi anni.

L'equità in materia di servizio militare è stata ripristinata e il servizio civile è stato riportato al suo scopo originario, ha comunicato oggi l'associazione. Il servizio civile non viene abolito, ma rimane aperto a coloro che hanno un vero conflitto di coscienza.

Il PLR vede nell'approvazione della nuova legge sul servizio civile un chiaro segnale da parte dell'elettorato che tale servizio deve essere un'eccezione e non un'alternativa al servizio militare. Data l'acuta carenza di personale e l'instabilità della situazione in materia di politica di sicurezza, l'obbligo di prestare servizio militare non dovrebbe essere un menu «à la carte».

Sia il servizio militare che quello civile danno un importante contributo alla Svizzera, ha indicato dal canto suo il Centro in una nota odierna. Non si tratta di un'opposizione, ma di un sistema che nel complesso funziona. La revisione rafforza l'esercito senza abolire il servizio civile o limitare i diritti fondamentali. Il servizio civile rimane un pilastro importante della Svizzera. Il risultato della votazione dimostra la fiducia della popolazione nelle istituzioni esistenti e nel loro lavoro.

L'approvazione del progetto garantisce equità nei confronti di coloro che svolgono con senso del dovere il proprio servizio nell'esercito e nella protezione civile, ha comunicato l'Unione svizzera degli imprenditori. Un esercito forte e pronto all'azione costituisce un presupposto fondamentale per la sicurezza e la stabilità in Svizzera ed è quindi importante anche per il buon funzionamento della piazza economica.

La decisione ha ripercussioni positive sul mercato del lavoro, poiché nelle aziende sono disponibili più persone se i giovani prestassero il servizio militare invece di un servizio civile tendenzialmente più lungo, viene ancora precisato.

2 giorni fa
Iniziativa 10 milioni respinta dalla maggioranza dei Cantoni

L’iniziativa per la sostenibilità è stata ufficialmente bocciata: la maggioranza dei Cantoni ha respinto la proposta dell’UDC. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, solo nove dei 20,5 cantoni finora conteggiati hanno detto «sì» e 11,5 hanno detto «no».

Trattandosi di un’iniziativa costituzionale, per essere approvata era necessaria la doppia maggioranza (Popolo e Cantoni).

2 giorni fa
Iniziativa 10 milioni, l'eurodeputato Grudler rinfrancato

La decisione della Svizzera di dare priorità alla stabilità rispetto all'insicurezza nelle sue relazioni con l'UE va applaudita. Lo afferma l'europarlamentare francese Christophe Grudler, raggiunto da Keystone-ATS per commentare la votazione sull'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!».

Questa iniziativa «metteva direttamente a repentaglio i nostri rapporti e rischiava di compromettere gli scambi quotidiani», ha dichiarato Grudler. «Ogni giorno, svizzeri ed europei interagiscono su entrambi i lati del confine», ha infatti ricordato.

Grudler, vicepresidente della delegazione incaricata di gestire le relazioni con la Svizzera, ha anche esaminato le soluzioni offerte dagli Accordi bilaterali III, attualmente in fase di ratifica, riconoscendo che potrebbero sorgere difficoltà nelle regioni di confine. Esse saranno però superate attraverso la collaborazione.

Questo pacchetto «fornirà risposte concrete a diverse preoccupazioni sollevate in Svizzera, in particolare grazie a una clausola di salvaguardia in caso di difficoltà significative», ha assicurato il nativo di Belfort. Tale strumento conferisce al Consiglio federale il potere di controllare l'immigrazione in caso di «gravi problemi economici o sociali».

2 giorni fa
Iniziativa 10 milioni, la Lega dei Ticinesi: «I contrari presentino ora le loro soluzioni»

La Lega dei Ticinesi, pur delusa dall’esito della votazione a livello nazionale, accoglie con soddisfazione l’approvazione in Ticino dell’iniziativa popolare «No ad una Svizzera da 10 milioni». «Il nostro Cantone, data la propria posizione geografica incuneata nell’Italia, subisce più di altri le conseguenze negative dell’immigrazione incontrollata e delle frontiere spalancate, che si manifestano praticamente in ogni ambito: dalla criminalità d’importazione alla pressione sul mercato del lavoro, dagli ingorghi viari all’aumento dei costi sociali, dalla cementificazione alla perdita di identità».

Il Ticino ha formulato una richiesta chiara: bisogna tornare a governare l’immigrazione, invece di limitarsi a subirla come accade oggi. Le maggioranze politiche non possono ormai più negare l’evidenza, ossia che l’immigrazione incontrollata sia un problema: la situazione attuale è vantaggiosa solo per gli immigrati, mentre gli svizzeri sono i grandi perdenti. L’establishment ha tuttavia ripetuto fino alla nausea che l’iniziativa «No ad una Svizzera da 10 milioni» non sarebbe la soluzione. Attendiamo adesso, in tempi brevi, le soluzioni della partitocrazia, che finora si è limitata a bocciare quelle altrui senza presentarne di proprie. Il tempo del «benaltrismo» – ovvero sostenere che occorre fare «ben altro», senza mai indicare cosa – è finito.

Neutralizzazione delle stime immobiliari: un chiaro segnale contro gli aggravi fiscali

La Lega dei Ticinesi esprime la propria soddisfazione per l’approvazione dell’iniziativa popolare costituzionale «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima», di cui è stata co-promotrice, mentre Il Mattino ha raccolto migliaia di firme. Le stime immobiliari non devono diventare il grimaldello di comodo di uno Stato sempre più gonfiato e pervasivo, che prima spende, e poi pretende di mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

Senza la neutralizzazione approvata oggi, la revisione generale delle stime immobiliari prevista nel 2035 si sarebbe trasformata in un salasso globale di ben 431 milioni di franchi, a danno non solo dei proprietari di un’abitazione, ma anche degli inquilini. Si ricorda peraltro che negli ultimi anni si contano già due adeguamenti ravvicinati dei valori di stima, con le conseguenze fiscali del caso: nel 2017 e quest’anno, per un ammontare, rispettivamente, del 18% e del 15%.

Il voto odierno è un chiaro segnale contro gli aumenti di imposte. Del resto, il Cantone non ha un problema di entrate. Il problema è la spesa pubblica che cresce senza controllo. La Lega continuerà a battersi contro ogni forma di aggravio fiscale. Il Cantone deve finalmente risparmiare.

A tal proposito, la Lega dei Ticinesi esorta a mettere rapidamente in votazione popolare l’iniziativa «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali», che attende da ormai troppo tempo.

2 giorni fa
Iniziativa del caos, gli inquilini non si lasciano ingannare

La popolazione ha respinto oggi a larga maggioranza l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» (iniziativa del caos). L’Associazione Svizzera Inquilini (ASI) accoglie con favore questo risultato netto. La popolazione ha compreso che l’iniziativa non avrebbe ridotto nessuna pigione, né creato alloggi a prezzi accessibili e avrebbe ulteriormente aggravato la situazione finanziaria di numerosi inquilini. 

«Questo chiaro NO è una buona notizia per gli inquilini in Svizzera», afferma Carlo Sommaruga, presidente dell’ASI. «La popolazione ha capito che chi vuole l’abbassamento dei canoni di locazione non deve cercare capri espiatori, ma combattere le pigioni eccessivamente alte».

«Questo chiaro NO è un invito a risolvere concretamente il problema delle pigioni esorbitanti», afferma Adriano Venuti, vicepresidente dell’ASI. «L’impennata dei canoni di locazione è una realtà. Servono maggioranze politiche per trovare soluzioni efficaci: contro i redditi eccessivi e a favore di alloggi a prezzi accessibili». Per l’ASI è evidente: dopo il NO all’iniziativa del caos, la politica deve finalmente affrontare con serietà la questione dei canoni di locazione. La risposta più efficace rimane l’Iniziativa sulle pigioni. Garantirebbe infatti che non possano più essere richieste pigioni abusive e che gli affitti tornino finalmente a diminuire.

2 giorni fa
Il turismo dice NO all’iniziativa del caos

Il settore turistico ha partecipato attivamente al dibattito in vista della votazione, sottolineando in particolare il ruolo fondamentale delle professioniste e dei professionisti provenienti dall’area europea per il successo del turismo svizzero. «Questa decisione conferma l’importanza della libera circolazione delle persone per il settore turistico», afferma Philipp Niederberger, direttore della Federazione svizzera del turismo. «Senza collaboratori qualificati provenienti dall’area europea, molte aziende non sarebbero in grado di garantire le proprie prestazioni con gli attuali standard qualitativi e quantitativi».

«Il rifiuto di questa iniziativa apre ora la strada a un approccio rapido, concreto e costruttivo alle sfide esistenti, senza compromettere la competitività dell’economia e del turismo», sottolinea Beat Imhof, Presidente di GastroSuisse.

Martin von Moos, Presidente di HotellerieSuisse, sottolinea: «Per il settore alberghiero è importante trarre le giuste conclusioni da questo dibattito. Le nostre aziende hanno bisogno di relazioni affidabili con l’Unione europea e di accesso a collaboratori qualificati provenienti dall’area UE. Al tempo stesso, occorrono risposte concrete alle sfide poste dalla crescita demografica.» Il turismo ha bisogno di stabilità, senso della misura e soluzioni pragmatiche per continuare a crescere in armonia con la popolazione, il territorio e l’ambiente.

Le associazioni HotellerieSuisse, GastroSuisse, Funivie Svizzere, Parahotellerie Schweiz, Regional Tourism Alliance, Associazione delle aziende svizzere di navigazione, Associazione svizzera dei managers del turismo, Associazione dei musei svizzeri e Zooschweiz formano, sotto l’egida della Federazione svizzera del turismo, il Comitato del turismo contro l’iniziativa del caos.

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