L'interpellanza
Dopo la Posta, anche Swisscom trasferisce all’estero gli impieghi nel settore IT, Quadri: "Cosa succede?"

©Gabriele Putzu
Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri chiede spiegazioni al Consiglio federale, sottolineando similitudini con la situazione della Posta.
Swisscom intende trasferire “alcune attività” di sviluppo informatico dalla Svizzera verso l'Olanda e la Lettonia. Secondo quanto riportato dalla stampa, in futuro a Rotterdam e a Riga lavoreranno tra i 1’000 e i 1’400 dipendenti di Swisscom, rispetto agli attuali 600-800. "Questo potenziamento avverrà a scapito degli impieghi in Svizzera", sottolinea il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi) in un'interpellanza inoltrata al Consiglio federale. "Il copione sembra ricalcare quello della Posta, che sviluppa i propri servizi IT a Lisbona cancellando centinaia di posti di lavoro in patria, smentendo le promesse in senso contrario".
L'interpellanza
Sulla base di quanto esposto, Quadri chiede al Consiglio federale:
- In qualità di azionista di maggioranza di Swisscom, il CF era informato delle delocalizzazioni dell’azienda dalla Svizzera verso l’Olanda e la Lettonia?
- Le condivide?
- Ne sono previste altre in futuro?
- È intenzionato a intervenire per opporsi a queste delocalizzazioni e a quelle future?
- Sia la Posta sia Swisscom delocalizzano impieghi IT all’estero. Il Consiglio federale ritiene esista un reale problema di reclutamento di personale in Svizzera in questo settore?
- Se sì, questa situazione, nell’attuale regime di immigrazione incontrollata, non costituirebbe un’ulteriore testimonianza del fallimento della libera circolazione delle persone (ad arrivare non sono i profili che servono al mercato del lavoro)?

