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Piante invasive
Da simbolo del Ticino a ospite scomodo, da settembre addio anche alla palma di Fortune
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
2 anni fa
Dal prossimo mese sarà proibita in Svizzera la vendita, l'importazione e il regalo di alcune piante non autoctone e invasive, tra cui le palme. Quelle già esistenti non rientrano nel campo di applicazione del divieto e non dovranno quindi essere sradicate.

Dal 1° settembre una trentina di piante non autoctone invasive saranno bandite dalla Svizzera. Tra queste figurano essenze molto note, come la "palma di Fortune" (Trachycarpus fortunei), il lauroceraso (la classica siepe) e la buddleja davidii. Sarà proibita la loro vendita, importazione o regalo.

Le piante già presenti nei giardini non verranno sradicate

Gli esemplari già presenti nei giardini non rientrano nel campo di applicazione del divieto e non dovranno quindi essere sradicati. Si tratta di piante introdotte di recente in Svizzera, in molti casi a scopo decorativo in parchi e giardini. Mentre alcune specie prima o poi scompaiono, altre riescono a insediarsi e a causare danni ecologici, fino a mettere in pericolo gli organismi autoctoni. Vengono quindi considerate invasive. Questo fenomeno non solo riduce la diversità vegetale, ma ha conseguenze anche per esempio sugli insetti, come le farfalle o le api, che vengono privati del loro habitat o del loro cibo. In Svizzera sono presenti circa 1300 specie esotiche, animali, vegetali e fungine. Circa 200 di queste, di cui quasi 90 piante, sono invasive. I danni che causano sono considerevoli. Uno studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista specializzata Environmental Sciences Europe, li ha stimati in 26 miliardi di euro nella sola Europa.

La "palma ticinese"

A fare particolarmente discutere, anche per la valenza simbolica che ha assunto nel corso del tempo, è la palma di Fortune, nota a nord delle Alpi come "palma ticinese", originaria in realtà della Cina e introdotta in Europa nel 1844. A partire dagli anni '80 del secolo scorso, assieme al lauroceraso, ha cominciato a germogliare al di fuori dei giardini, invadendo sempre più i boschi situati a basse quote. Secondo studi dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio, ciò aumenta il rischio di incendi boschivi, indebolisce la funzione protettiva contro i pericoli naturali e danneggia la biodiversità.