
Le misure previste dal Consiglio federale per contenere il rincaro degli affitti non trovano alcuna grazia né tra i proprietari né tra gli inquilini. Per i primi si va solo verso un inasprimento e una maggiore complicazione del diritto di locazione, per i secondi i provvedimenti sono assolutamente inefficaci. "Ulteriori interventi nel diritto di locazione non risolveranno il problema dell'aumento dei costi e della scarsa disponibilità di alloggi", scrive in un comunicato l'Associazione dei proprietari fondiari (APF-HEV), che cita ad esempio i "nuovi e complicati requisiti relativi alla prova dell'aumento dei costi di manutenzione e gestione dell'immobile". Per l'APF-HEV, questa misura comporterebbe spese amministrative nonché un maggiore onere per le autorità arbitrali e i tribunali, con procedure di prova e revisioni complicate.
"Agire in altri ambiti"
Stando all'associazione, per contrastare il rincaro degli alloggi bisogna agire in altri ambiti, prima di tutto facilitando la costruzione di edifici. "Sono urgenti incentivi per una rapida espansione dell'attività edilizia residenziale, in particolare nelle città e nei centri urbani". Proprietari e inquilini sono perlomeno concordi sulla presunta inefficacia delle opzioni volute dall'esecutivo. "Le proposte del Consiglio federale per frenare l'attuale esplosione delle pigioni sono totalmente inefficaci. Se dovessero essere effettivamente attuate, queste proposte avrebbero solo un effetto molto marginale e giungerebbero troppo tardi, senza alcun effetto sui prossimi aumenti di pigione", afferma, citato in un comunicato, Carlo Sommaruga, presidente dell'Associazione svizzera inquilini (ASI) e consigliere agli Stati riconfermato (PS/GE). Il Consiglio federale dovrebbe piuttosto sospendere immediatamente e temporaneamente la ripercussione sugli affitti dell'aumento del tasso d'interesse di riferimento e presentare proposte volte a evitare aumenti di pigione abusivi, scrive l'ASI.

