
Nella giornata di ieri il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport ha rilasciato un comunicato in occasione della giornata della memoria, che ricorre oggi 27 gennaio - data della liberazione di Auschwitz da parte dell'Armata rossa. L'occasione è stata quella di commemorare ufficialmente i sei milioni di ebrei uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale, come anche i Sinti, i Rom "e tutte le altre vittime che hanno sofferto a causa del nazismo". Fare ciò, spiega il comunicato, "è utile e necessario: preservare la memoria di questo crimine incommensurabile è una responsabilità storica".
Una questione tanto più d'attualità
La questione è quanto più d'attualità dopo lo scoppio del conflitto israelo-palestinese, che ha provocato diversi rigurgiti antisemiti. In questo senso "indipendentemente dalla nostra opinione sul conflitto", secondo il comunicato, è "inaccettabile che qui in Svizzera i nostri concittadini di confessione ebraica vengano attaccati o si sentano minacciati. L’antisemitismo, come tutte le altre forme di odio basate sulla razza, sull’etnia e sulla religione, non deve trovare posto in una società democratica che si fonda sulla tolleranza, sulla convivenza e sul rispetto reciproco. L’espressione politica è un diritto costituzionale, mentre l’incitamento all’odio e la discriminazione sono dei reati".
"Prudenza" nei parallelismi
Per quanto riguarda un ulteriore legame all'attualità, il comunicato invita alla prudenza: "in un crescendo di emozioni e tensioni, i parallelismi tra (...) l'Olocausto e gli avvenimenti attuali si moltiplicano da più parti. Occorre però essere prudenti: questi confronti portano spesso a false affermazioni che distorcono la comprensione". Un ulteriore rischio sarebbe quello di "alimentare nuove tensioni ed accentuare la polarizzazione".
Le misure concrete per la salvaguardia della memoria
Per quanto riguarda la salvaguardia della memoria, concretamente, la Confederazione ricorda di essere membro della Holocaust Remembrance Alliance, che ha adottato una carta "al fine di salvaguardare l'integrità di questi siti legati all'Olocausto e al genocidio dei Rom". Inoltre, nel 2023, in seguito al segnale politico unanime del parlamento, il Consiglio Federale si è espresso a favore della creazione a Berna di un memoriale per le vittime del nazismo, in collaborazione con la città. Il progetto inoltre è quello di stabilire una "rete nazionale di luoghi di commemorazione e informazione". Il Cf vuole così "trasmettere un messaggio chiaro contro il genocidio, l’antisemitismo, il razzismo e, contemporaneamente, sostenere la democrazia, lo Stato di diritto, la libertà e i diritti individuali fondamentali. Una migliore comprensione dell’Olocausto e la promozione di un dibattito aperto, che includa la riflessione sul ruolo della Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale, influiscono positivamente sulla prevenzione dei crimini di massa.

