
"I crimini d'odio sono aumentati in molti Paesi dell'Osce nell'ultimo mese, con gravi ripercussioni sulla sicurezza delle comunità ebraiche e musulmane. Ciò minaccia di minare la stabilità delle nostre società". E' quanto sostiene l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr) dell'Osce. "Le comunità ebraiche e musulmane in tutta la nostra regione dicono di non essersi mai sentite così insicure come oggi, in mezzo alla proliferazione dell'odio e della divisione", ha dichiarato il direttore dell'Odihr, Matteo Mecacci. "Ora più che mai, tutti coloro che sono presi di mira dal pregiudizio e dall'odio hanno bisogno del sostegno dei governi e della solidarietà di tutti coloro che si battono per la coesistenza pacifica" ha aggiunto.
Il ruolo del conflitto
Secondo l'Osce, gli attacchi di Hamas in Israele il 7 ottobre e le successive violenze in Medio Oriente hanno scatenato un'ondata di discriminazione e odio antisemita e anti-musulmano, che vanno dall'incitamento all'odio online e offline, al danneggiamento di proprietà personali e alla profanazione di luoghi di culto, alle minacce di omicidio e persino all'omicidio. "Questa ondata di odio colpisce al cuore le nostre democrazie e i valori su cui si basano. Se non affrontati, i crimini d'odio possono portare a ulteriori violenze" si aggiunge. "E' responsabilità dei governi affrontare ogni crimine d'odio, sostenere le comunità colpite e promuovere la tolleranza e il dialogo al fine di garantire una coesistenza pacifica" conclude l'Odihr che annuncia per fine mese la presentazione del suo rapporto annuale con i dati aggiornati sui crimini d'odio.

