
Le ultime misure anti-Covid rimaste in Svizzera hanno le ore contate. Il Consiglio federale, che si riunisce in seduta questa mattina, sarebbe pronto a far decadere anche l’obbligo della mascherina sui trasporti pubblici e quello dell’isolamento per le persone positive.
Revoca delle misure annunciata a febbraio
Da Berna sembra che nessuno sia contrario alla revoca definitiva delle misure per la fine di marzo. Quest’idea, infatti, era già stata annunciata a metà febbraio. Insomma, nonostante l’andamento dei casi in rialzo nell’ultimo periodo – anche in Ticino – da venerdì primo aprile le restrizioni dovrebbero decadere come da programma.
Ticino vuole prudenza
Ma da Palazzo delle Orsoline, lo ricordiamo, il Governo ticinese ha lanciato un appello a Berna chiedendo che venga abolita la decisione di porre fine alla situazione particolare. “Ci vuole più prudenza”, aveva sottolineato il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità. Nella stessa occasione il medico cantonale Giorgio Merlani durante una conferenza stampa aveva sottolineato l’importanza di mantenere la mascherina al chiuso.
Un piano per l’autunno
La pandemia, ad ogni modo, non se ne va con aprile e tanto meno con l’abbandono delle misure anti-Covid. Proprio per questo motivo il Consiglio federale sta preparando un piano d’azione per il prossimo autunno-inverno che metterà in consultazione fino al prossimo 22 aprile. Stando a quanto riporta il Blick.ch, gli scenari ipotizzati sono tre: il primo è quello più positivo che vedrebbe la pandemia ridursi ulteriormente, il secondo quello mediano e secondo Berna il più probabile prevede un aumento del numero dei casi, una maggiore pressione sul sistema sanitario e un’ulteriore vaccinazione di richiamo per le persone anziane o a rischio e, infine, il terzo ovvero lo scenario più catastrofico che vede l’arrivo di una nuova variante e prevede una dose di richiamo per tutta la popolazione.
In allerta fino a primavera 2023?
La consultazione dovrebbe presumere una divisione dei compiti tra Confederazione e Cantoni e secondo quanto riporta il Blick.ch Berna avrebbe sottolineato la necessità che i “cantoni non dormano troppo in autunno” per evitare di arrivare in ritardo in caso di emergenza. Per il Consiglio federale si tratterebbe di garantire la struttura di emergenza durante una fase di transizione che dovrebbe durare fino a primavera 2023.
La Task Force in stand-by
Con l’inizio del mese di aprile anche la Task Force istituita per far fronte all’emergenza causata dal virus Covid-19 si scioglierà. In tal senso la squadra di esperti ha stilato un lungo rapporto per fare un bilancio del lavoro svolto. “La scienza consiglia, la politica decide”, hanno sottolineato. Per il futuro la Task Force propone una stretta collaborazione proprio tra i due enti per garantire una presa a carico velocizzata dell’emergenza. “Nei prossimi dodici mesi lo sviluppo dell’infezione, le varianti e l’immunità della popolazione dovranno essere monitorati ulteriormente”, spiegano. “La pandemia non è finita”, concludono.
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