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Le reazioni alle Federali
Clima, Chiesa: "Promesse difficili da mantenere", Gysin: "Vittoria netta"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
I favorevoli e i contrari commentano i risultati delle urne. Legge Covid, esulta Berset, UDC: delusione e critiche ai media. Imposizione multinazionali, soddisfatto il mondo economico, PS: "Una sconfitta".

La popolazione svizzera ha detto sì a tutti e tre i temi in votazione quest'oggi. La legge sul clima è passata con il 59,07% di voti favorevoli, quella sul Covid-19 con il 62% e l'imposizione delle multinazionali con il 78,5% di favori all'articolo costituzionale. I tre temi sono passati anche a livello ticinese. Ecco le reazioni degli esponenti favorevoli e di quelli contrari. 

Sì alla Legge sul clima

Il risultato uscito dalle urne non è piaciuto all'UDC, che contro la legge ha lanciato il referendum. Il responsabile della campagna del partito e consigliere nazionale Michael Graber (UDC/VS) ha definito deplorevole la decisione, in quanto l'elettricità diventerà molto più costosa. L'Associazione dei proprietari fondiari, sostenitrice pure lei del "no" alla legge, ha indicato di aspettarsi che i vincitori mantengano le loro promesse.

Chiesa (UDC): "Veglieremo affinché non ci siano ne divieti ne tasse"

Per Marco Chiesa (UDC) "le promesse dei partiti promotori sono molto difficili di mantenere e l'UDC veglierà affinché non ci siano ne divieti ne tasse". Il consigliere agli Stati ticinese sottolinea come l'approvvigionamento energetico futuro sia incerto nel nostro Paese: "Anche la Commissione economica dell’ONU diceva chiaramente che una delle risorse più importanti per poter affrontare i cambiamenti climatici è proprio l’energia nucleare. Noi in Svizzera abbiamo deciso di abbandonarla nel 2017, in futuro le nostre risorse si comporranno solamente di energie rinnovabili e questo sarà un problema per il nostro Paese".

Gysin (Verdi): "Questa legge ci dà degli strumenti per ridurre il consumo energetico e innovare in ambito climatico"

Esulta la consigliera nazionale dei Verdi Greta Gysin che alle urne si aspettava un esito combattuto: "Questa è una legge che segna un inizio in cui ci si dà un obiettivo: quello dello zero emissioni entro il 2050. Non abbiamo altra scelta perché la scienza ci indica chiaramente che dobbiamo ridurre le nostre emissioni. Lo vediamo bene in Ticino come questi cambiamenti climatici siano in corso e abbiano un impatto negativo sulla nostra quotidianità". L'UDC dice che in futuro ci ritroveremo in una situazione di penuria energetica: “In realtà questa legge ci dà degli strumenti per ridurre il nostro consumo energetico e ci dà degli strumenti per avere innovazioni nell’ambito climatico. Questo ci porterà a nuove forme di produzione energetica o a nuove forme di risparmio", precisa Gysin.

L'alleanza dei partiti favorevoli: "È dovere del Consiglio federale e del Parlamento raggiungere gli obiettivi climatici"

Per l'ampia alleanza del sì alla Legge sulla protezione del clima, il sostegno della Svizzera al testo rappresenta un impegno a rispettare obiettivi climatici vincolanti e a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche fossili. Per l'alleanza di PLR, Centro, PEV, PVL, PS e Verdi, oltre a più di 200 organizzazioni, associazioni e aziende, è dovere del Consiglio federale e del Parlamento raggiungere gli obiettivi climatici. Da parte sua l'organizzazione per la protezione della natura WWF descrive il "sì" come un mandato per il futuro.

Legge Covid-19 approvata per la terza volta

Berset: "Una buona notizia per le persone vulnerabili, per chi viaggia e per la ricerca"

L'approvazione a larga maggioranza della proroga è una buona notizia per diversi motivi, ha detto il presidente della Confederazione Alain Berset. In primo luogo per le persone vulnerabili perché, anche se la pandemia è finita, il virus circola ancora e può creare problemi ai più fragili. È una buona notizia anche per chi viaggia visto che sarà possibile ottenere ancora un Certificato covid per recarsi in paesi che ancora lo esigono. Infine - ha concluso Berset - ne trarrà vantaggio anche il settore della ricerca visto la proroga fornisce una base legale per finanziare programmi di incoraggiamento per lo sviluppo di medicinali contro il Covid in Svizzera.

Amici della Costituzione e UDC: delusione e critiche ai media

Roland Bühlmann, copresidente degli Amici della Costituzione, promotori del referendum, sperava che la gente fosse diventata più saggia, ha detto a Keystone-ATS. L'allarmismo sul fatto di non essere preparati ad affrontare una nuova ondata pandemica ha ovviamente avuto un influsso sul risultato, ha detto. Gli oppositori sono stati diffamati durante la campagna di votazione e definiti persone prive di solidarietà. I media e quasi tutta la politica hanno parlato della proposta in modo unilaterale e l'hanno sostenuta, ha dichiarato Bühlmann. Deluso anche il presidente dell'UDF Daniel Frischknecht. "Al popolo è stato inoculato per due anni non solo il vaccino, ma anche un'opinione da parte dei media", ha detto Frischknecht.

Imposizione multinazionali: sì all'articolo costituzionale

Soddisfatto il mondo economico

Chiara la soddisfazione dei sostenitori del progetto, che era appoggiato da Cantoni e Comuni, così come da UDC, Alleanza del Centro, PLR, Evangelici e Verdi liberali, oltre che dal Consiglio federale e dal mondo economico. La riforma permetterà al gettito fiscale generato da questa imposta di rimanere in Svizzera, garantendo al contempo la certezza del diritto per le aziende interessate, ha reagito Economiesuisse. Riscontro positivo anche da parte di Swissmem, l'associazione dell'industria metalmeccanica ed elettrica, per la quale le entrate supplementari saranno utilizzate, tra l'altro, per misure volte a migliorare le condizioni quadro. L'Unione svizzera della arti e mestieri (Usam) ha ricordato che l'aliquota fiscale minima non cambierà nulla per le piccole e medie imprese.

PLR: "Ora anche il gettito fiscale potrà essere trattenuto in Svizzera"

Grande soddisfazione anche in casa PLR. È positivo che la Svizzera partecipi a questa riforma, ha dichiarato la consigliera nazionale Daniela Schneeberger (PLR/BL). Ora - ha aggiunto - anche il gettito fiscale potrà essere trattenuto in Svizzera. Per mantenere la competitività della Confederazione, secondo Schneeberger i Cantoni dovrebbero reinvestire le entrate supplementari nella promozione della piazza economica elvetica.

Verdi: "Ci impegneremo affinché l'attuazione concreta porti a una maggiore giustizia fiscale"

I Verdi - che non avevano fornito raccomandazioni di voto - interpretano il chiaro sì come un impegno dell'elettorato a limitare il dumping fiscale internazionale. Il partito si impegnerà affinché l'attuazione concreta porti a una maggiore giustizia fiscale. In una nota, i Verdi definiscono quantomeno strano che fino alla fine la ministra delle finanze Karin Keller Sutter non sia riuscita a chiarire le ripercussioni finanziarie di questa riforma e la distribuzione delle entrate tra i Cantoni.

"Sconfitta" PS, delusione AllianceSud

Il PS, che assieme all'Unione sindacale svizzera (USS) e all'organizzazione terzomondista AllianceSud, era contrario, ha ammesso, per bocca del consigliere nazionale Fabian Molina (PS/ZH), di aver subito una "chiara sconfitta". Molina ha rilevato le difficoltà incontrate dal partito per spiegare la propria posizione: chiaramente favorevole all'imposizione minima, ma contrario a questa ridistribuzione del gettito fiscale, che considerava a vantaggio delle imprese e dei cantoni ricchi. Delle difficoltà incontrate nello spiegare alla popolazione l'argomento ha parlato anche AllianceSud. "Siamo certamente a favore di tasse più alte per le multinazionali", ha ricordato Dominik Gross a Keystone-ATS, "ma questa riforma dell'OCSE non risolve il problema fondamentale, ovvero che le aziende continueranno a non pagare le tasse nei Paesi del Sud dove producono e dove la tassazione sarebbe più svantaggiosa per loro".