
Non si sono fatte attendere le prime reazioni all'incremento dei premi di cassa malati per il prossimo anno annunciato Dipartimento federale dell'interno: +10.5% in Ticino (premio medio di 430.10 franchi), +8.7% in media a livello nazionale (premio medio di 359.59 franchi).
Il PLR: “Si tratta di un palese fallimento”
“Dopo dodici anni di gestione socialista della sanità, il consigliere federale Alain Berset oggi ha annunciato che i premi di cassa malati aumenteranno in media del 8,7%. Anche se disponiamo di un eccellente sistema sanitario, dobbiamo essere chiari: si tratta di un palese fallimento”, scrive il Plr in un comunicato stampa. “Nel corso degli anni, il sistema sanitario ha integrato un numero enorme di servizi ed è diventato enorme. Di conseguenza, i costi sono aumentati e, logicamente, anche i premi di cassa malati. È un'ammissione di fallimento di una politica socialista senza una vera ricetta per contenere l'aumento dei costi della salute”.
La ricetta liberale radicale
Per ridurre l’aumento dei costi il Plr, “propone un modello che consente di ridurre i premi senza compromettere la qualità delle cure. Questo modello di assicurazione su misura ("budget") consentirebbe alle persone di pagare fino al 25% in meno di premi senza limitare la libertà di scelta. Questo modello, che è stato accolto positivamente anche dagli economisti sanitari, aiuta a ridurre i costi senza compromettere la qualità o la solidarietà”, viene spiegato nella nota, dove il Partito sottolinea come “alcuni elementi del modello, come la sottoscrizione di contratti pluriennali, saranno affrontati e dibattuti durante la sessione delle Camere di questa settimana, a riprova del fatto che le nostre proposte sono pragmatiche e hanno trovato una maggioranza. È inoltre necessario rafforzare la concorrenza e la digitalizzazione del sistema sanitario”.
“Il Plr si opporrà alle ricette di PS e Centro”
“Negli ultimi mesi, altri partiti hanno avanzato proposte, ma senza affrontare il cuore del problema: l'aumento dei costi. Da parte del PS”-scrive il Plr- “sentiamo parlare di maggiore ridistribuzione (è risaputo che i soldi crescono sugli alberi) e di maggiore nazionalizzazione del sistema (è risaputo che lo Stato è un gestore molto migliore del settore privato). Per quanto riguarda il Centro, predilige concetti teorici vaghi, che non dicono esattamente cosa si vuole (è risaputo che la teoria è efficace). Il centro-sinistra non affronta mai il nocciolo del problema: i costi. Preferisce fare ciò che sa fare meglio: massimizzare l'intervento dello Stato e spendere denaro pubblico in sussidi, aumentando così le tasse. Il PLR si opporrà con convinzione a queste non soluzioni e si batterà per un sistema sanitario di alta qualità e accessibile a tutti".
PS: “È urgente fornire un aiuto concreto alla popolazione”
"L'esplosione dei premi annunciata, che prevede un aumento medio del 8,7%, avrà conseguenze molto pesanti per la popolazione. I partiti borghesi, che si rifiutano di stanziare più fondi per i sussidi, stanno peggiorando la situazione», afferma la copresidente del PS Mattea Meyer. "L'aumento dei premi annunciato questo pomeriggio porterà a un ulteriore indebolimento del potere d'acquisto della popolazione", viene sottolineato nella nota socialista. Per il secondo anno consecutivo, i premi stanno aumentando eccessivamente. "I premi e gli affitti stanno esplodendo mentre i salari e le pensioni ristagnano. Questa situazione non è più sostenibile per la popolazione, ma i partiti di destra fanno finta di niente. È un atteggiamento irresponsabile", continua la nota.
Inviata una lettera aperta ai direttori cantonali della sanità
Il PS Svizzero "ha quindi mandato una lettera aperta alla Conferenza dei direttori e delle direttrici cantonali della sanità, nella quale si chiede di innalzare i fondi per i sussidi al posto di tagliarli. L'iniziativa del PS per premi meno onerosi alleggerirebbe la popolazione da questo premio di cassa malati procapite non solidale". Per il consigliere nazionale socialista Pierre-Yves Maillard, "rifiutando l'iniziativa e contrapponendovi un controprogetto del tutto inadeguato, il Centro, il PLR e l'UDC continuano a fare una politica contro gli interessi della popolazione. Limitando l'onere dei premi al 10% del reddito familiare, possiamo proteggere il potere d'acquisto della popolazione e porre finalmente fine all'esplosione dei premi. I lobbisti che siedono nelle commissioni sanitarie lo sanno bene, ma rifiutano tutte le nostre proposte per continuare ad assicurarsi i loro guadagni". I partiti borghesi "non solo rifiutano un'efficace sistema di sussidi, ma insieme alla lobby farmaceutica stanno anche bloccando tutte le misure utili per ridurre i costi sanitari complessivi". Meyer afferma infine che "prezzi dei farmaci più bassi, più cure di base e una cassa malati pubblica sono misure importanti per ridurre i costi della sanità e porre fine all'attuale pseudo-concorrenza". In quest'ottica, il PS Svizzero ha recentemente pubblicato la sua strategia di riduzione dei costi, integrata da una decisione del Congresso a favore di una cassa malati pubblica e sociale.
I Verdi: "Aumento shock, urge un cambiamento dell'attuale sistema"
Il partito Verdi del Ticino si dice "costernato per l’ulteriore aumento dei premi di cassa malattia. Ancora una volta il nostro cantone è tra quelli che verrà toccato maggiormente, con gli aumenti più alti di tutta la Svizzera a fronte di premi che già sono tra i più elevati. L’aumento vertiginoso dei premi di cassa malattia è un ulteriore colpo per il Ticino e metterà in difficoltà sempre più persone e famiglie già provate dall’aumento del costo della vita. Anno dopo anno, i premi continuano ad aumentare evidenziando le criticità del nostro sistema sanitario finanziato in buona parte dai premi di cassa malattia. Non si può continuare così! Bisogna finalmente passare ad un sistema di copertura dei costi più equo e solidale"
Le soluzioni proposte
Nel breve termine "la riduzione dei premi tramite sussidi può mitigare il problema, alleviando la pressione finanziaria sulle persone. Ma molti cantoni rifiutano di assumersi le proprie responsabilità: anziché aumentare il sostegno, riducono i sussidi per i premi delle assicurazioni sanitarie. Di fronte a un sistema sanitario malato, abbiamo quindi bisogno di un cambiamento radicale. Per questo motivo i e le Verdi chiedono nuovamente l'introduzione di premi di assicurazione sanitaria proporzionati al reddito. Questa richiesta è stata avanzata in entrambe le camere del Parlamento dal partito Verdi da Manuela Weichelt e Maya Graf. Entro la fine di quest'anno il Consiglio degli Stati dovrebbe votare su questa modifica del sistema. L'indicizzazione dei premi ai salari - un sistema che ad esempio è già utilizzato in Svizzera per l'assicurazione contro gli infortuni - consentirebbe di distribuire i costi sanitari in modo molto più equo, in base alla forza economica degli assicurati. Ciò andrebbe a vantaggio di un'ampia fetta di popolazione. Il partito Verdi continuerà a lottare per trasformare l'attuale sistema antisociale in uno più equo dal punto di vista sociale", conclude la nota degli ecologisti.
UDC: "Classe media doppiamente penalizzata"
L'UDC se la prende invece con quello che definisce il "bilancio vergognoso" del ministro della sanità Alain Berset. "Sotto il suo regno, i premi sono aumentati in maniera esponenziale oltre il 40%", tuona il principale partito svizzero. A suo avviso, la classe media paga due volte il conto: non solo con i premi malattia ma anche con le imposte sul reddito, quelle "dei richiedenti asilo, degli immigrati e degli specialisti dell'ottimizzazione". L'UDC chiede franchigie più elevate per i richiedenti. Le cure per questa categoria di persone dovrebbero inoltre "essere limitate al minimo indispensabile".
Alleanza del Centro: "Non si può andare avanti così"
L'Alleanza del Centro parla di uno "choc dei premi" che tocca in particolare la classe media e le famiglie, già molto colpite dall'inflazione generale. "Non si può andare avanti così", sottolinea il partito di Gerhard Pfister, che illustra la sua iniziativa "per un freno dei costi della sanità". Il testo è il solo che "affronta alla radice i problemi e permette una soluzione duratura", aggiunge il Centro.
La Lega: “Ennesima stangata per i ticinesi”
La Lega dei Ticinesi “è sconcertata dall’ennesimo aumento dei premi di cassa malati annunciato per il 2024, che ammonterà per il Ticino al 10.5%. Un’impennata che si aggiunge all’aumento medio per l’anno corrente, che è stato del 9.2%. Questi dati mettono i brividi. Essi comportano una significativa erosione del potere d’acquisto delle cittadine e dei cittadini, già costretti a fare i conti con l’aumento delle tariffe energetiche, degli affitti e con la diminuzione del salario per la pressione (dumping) esercitata dalla presenza di 80 mila frontalieri”, continua il movimento di Monte Boglia.
Le richieste della Lega
A livello cantonale la Lega “chiede che il Gran Consiglio ticinese esamini e sottoponga rapidamente al voto popolare la sua iniziativa popolare per la deducibilità fiscale integrale dei premi di cassa malati”. A livello federale, invece, sono cinque le richieste: si decida rapidamente lo stanziamento di un contributo federale per abbassare i premi di cassa malati a tutti; si (ri)valuti con urgenza, quale soluzione definitiva, la creazione di una cassa malati pubblica, come pure la possibilità, per i Cantoni, di costituire delle casse cantonali; si renda obbligatoria per gli assicuratori malattia la restituzione delle riserve in esubero; i deputati - lobbisti degli assicuratori malattia o di loro associazioni mantello siano tenuti a rendere note le remunerazioni che ottengono in tale funzione; il catalogo delle prestazioni coperte dall’assicurazione obbligatoria LAMal venga esaminato criticamente”.
ACSI: "È ora di correggere il sistema"
L'ACSI "prende atto con sconcerto di questi ulteriori aumenti, annunciati in un contesto già molto difficile per le finanze di una parte importante della popolazione a causa della crescente inflazione, e auspica l’introduzione urgente di correttivi a livello politico". L'Associazione, si legge nel comunicato stampa, "osserva con sconcerto questa ulteriore impennata dei premi, che si somma a quella del 2023, e sottolinea la necessità di intervenire sui costi senza temporeggiare.
Crüzer: "Si inizi con una valutazione approfondita dei modelli alternativi"
“Gli assicurati non possono essere i soli a pagare il costo dell’immobilismo degli ultimi anni", sottolinea Antonella Crüzer, segretaria generale dell’ACSI. "Le riforme attese non sono state messe in atto. Svariate misure quali la riduzione del costo dei farmaci, anche attraverso la diffusione dei farmaci generici, o la lotta agli sprechi e alla sovramedicalizzazione, procedono troppo lentamente. A fronte di una situazione che sta sempre più peggiorando, il nostro auspicio è che si inizi una valutazione approfondita di modelli alternativi che stanno funzionando meglio in altri Paesi”.
"Si può cambiare cassa malati entro il 30 novembre"
"Le consumatrici e i consumatori sono chiamati ad essere molto attenti nella gestione finanziaria domestica, non sottovalutando il peso dei costi legati alla salute". Tutti, continua la segretaria generale, "hanno diritto di cambiare la propria cassa malati di base entro il 30 novembre. Per contenere i premi vi sono anche altre possibilità come aumentare la franchigia e aderire a modelli alternativi. Occorre però considerare bene ogni aspetto ed essere informati sulle condizioni, per non rischiare spiacevoli sorprese”.
I webinar sulle possibilità di risparmio
"Con l’obiettivo di dare un sostegno concreto alla popolazione, domani 27 settembre, giovedì 28 e venerdì 29 saranno proposti tre webinar in diretta organizzati dall’ACSI in collaborazione con il DSS incentrati sul funzionamento della cassa malati e sulle possibilità di risparmio. Ogni cittadino dispone infatti di alcuni importanti strumenti per intervenire sul costo del premio mensile. Le differenze, in molti casi, possono superare i 1’000 franchi annuali per persona. L’obiettivo dei seminari online è proprio quello di fornire ai partecipanti un’informazione chiara e trasparente, insieme agli strumenti per poter gestire autonomamente la propria situazione. Non da ultimo, saranno ribaditi alcuni concetti molto semplici e utili a ridurre l’aumento dei costi generali della sanità. I webinar saranno strutturati in due parti. Dopo una presentazione tecnica di circa 30 minuti, incentrata sui passi da intraprendere per risparmiare sui premi, seguirà una seconda parte dedicata alle domande, da rivolgere direttamente tramite la chat a disposizione. Al termine, ogni partecipante otterrà un vademecum con le informazioni fondamentali", conclude l'Associazione dei consumatori della Svizzera italiana.
Caritas: “Siamo preoccupati, i premi gravano sulle famiglie a basso reddito”
L'aumento dei premi della cassa malati è inarrestabile, come comunicato oggi dal Consigliere federale Alain Berset. Molte persone che percepiscono un reddito basso fanno fatica a pagarli già adesso. I costi sanitari sono un argomento sempre più centrale nelle offerte di aiuto di Caritas.Le famiglie con un reddito medio-basso sono già costrette a contare ogni centesimo. I costi per la cassa malati costituiscono un peso particolarmente grande. Chi guadagna poco deve infatti utilizzare dal 10 al 15 per cento del reddito lordo per i premi mensili, una quota decisamente superiore a quella di una famiglia media.Il recente innalzamento dei premi a partire dal 2024 inasprirà ulteriormente la situazione di queste famiglie. "Questo nuovo massiccio aumento dei premi per l'anno prossimo inciderà notevolmente sul budget di molte persone", spiega Peter Lack, direttore di Caritas Svizzera.
Rinunciare al medico perché costa troppo
Oltre all'inflazione generale, i costi sanitari costituiscono da mesi un argomento costante nella consulenza sociale delle organizzazioni Caritas regionali. I pagamenti arretrati dei premi sono sempre più all'ordine del giorno. Neanche le riduzioni dei premi attualmente concesse riescono a evitare questa evoluzione, poiché non stanno al passo con l'innalzamento dei costi della cassa malati. Per risparmiare, le famiglie con un budget esiguo optano per modelli assicurativi con franchigie elevate e, in caso di malattia, devono affrontare fatture più alte praticamente impagabili. Molti rinunciano persino ad andare dal medico per paura di dover pagare la franchigia e l'aliquota percentuale. A peggiorare ulteriormente la situazione delle persone a basso reddito sono le ripercussioni superiori alla media degli aumenti di canoni di locazione e costo della vita. Soprattutto i prezzi per gli alimenti di base sono cresciuti più dell'inflazione generale.
“I Cantoni sono chiamati a intervenire al più presto”
"La riduzione individuale dei premi è uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione della povertà", sottolinea il direttore di Caritas, Peter Lack. "Ciononostante, negli ultimi mesi il Parlamento federale non è riuscito a trovare un consenso per ridurre sensibilmente il peso dei premi, abbandonando così la gente a sé stessa." L'argomento addotto contro un maggiore impegno da parte della Confederazione chiama in causa i Cantoni. Ma anche a questo livello le misure intraprese sono troppo scarse. Alcuni Cantoni hanno sì aumentato la riduzione dei premi, ma non di pari passo con l'aumento dei premi. Anzi: i Cantoni si sono tirati indietro ripassando la patata bollente alla Confederazione. Negli ultimi dieci anni la quota cantonale al finanziamento della riduzione dei premi è diminuita nella maggior parte dei Cantoni (v. grafico). Peter Lack: "I Cantoni sono ora chiamati a intervenire al più presto correggendo sensibilmente la riduzione individuale dei premi."
Curafutura: "È urgente una discussione sul catalogo delle prestazioni"
"Nel 2024 il premio medio subirà un’impennata: gli assicurati pagheranno mediamente il 8.7% in più. Un aumento chiaramente prevedibile, visto che nel secondo trimestre dell’anno si è registrata una crescita marcata in quasi tutti i gruppi di costo. Purtroppo, il Dipartimento federale dell’interno (DFI) non ha sfruttato in misura sufficiente le misure di contenimento dei costi a sua immediata disposizione. I pronostici negativi si sono purtroppo realizzati", si legge nella nota di Curafutura. "L'Associazione", dichiara il direttore Pius Zängerle, "si è impegnata fino all’ultimo affinché il DFI inserisse la revisione relativa ai margini di distribuzione nella revisione delle disposizioni sui medicamenti". Una misura che, viene specificato nel comunicato, "avrebbe permesso un risparmio immediato di 60 milioni di franchi. E, di conseguenza, con un maggior utilizzo dei generici e dei biosimilari si sarebbe potuto ottenere un risparmio supplementare per varie centinaia di milioni di franchi".
"Una scelta incomprensibile pensando alle ripercussioni"
Il DFI "ha rinunciato a questa possibilità di contenere l’aumento dei costi, almeno per il momento. Una scelta incomprensibile per Zängerle, se si pensa alle ripercussioni che ha sui premi degli assicurati. A inizio anno si è capito che l’evoluzione dei costi non stava andando nella direzione auspicata. Infatti è stata registrata una crescita significativa praticamente in tutti i principali gruppi di costo". Per il direttore "è quindi ancora più importante contenere i costi laddove la loro riduzione non implica rinunce in termini di qualità e permette di correggere un incentivo negativo". Nel caso specifico, si legge nella nota, "il farmacista o il medico guadagnano di più dispensando il farmaco originale invece del generico, meno caro".
"EFAS e TARDOC portano risparmi significativi"
Altre riforme di rilevanza sistemica che possono contenere i costi sono state avviate anni fa ma non sono ancora andate in porto. "La prima è il finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie (EFAS). Secondo i calcoli dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), la riduzione dei costi ammonterebbe ad almeno 1 miliardo di franchi. Anche la seconda riforma, ossia il nuovo tariffario medico TARDOC che dovrà finalmente sostituire l’ormai obsoleto TARMED, avrà un effetto di contenimento dei costi. Il sistema di neutralità dei costi messo a punto per il TARDOC garantisce un’evoluzione dei costi inferiore alla media e comporterebbe un risparmio di 600 milioni di franchi entro tre anni (dal 2025)", continua a spiegare Curafutura.
"Si impone un dibattito sulle prestazioni rimborsate dall’assicurazione di base"
"Per alleggerire il carico finanziario che pesa sugli assicurati, occorre avviare una discussione di fondo sul catalogo delle prestazioni rimborsate dall’assicurazione di base, che copre il 98% di tutte le prestazioni".Zängerle spiega che "se vogliamo alleggerire il carico per gli assicurati, dobbiamo mettere in discussione l’estensione delle prestazioni attualmente coperte dall’assicurazione di base". È inoltre importante "che fornitori di prestazioni, soggetti finanziatori e pazienti uniscano le forze per evitare prestazioni superflue o persino dannose".
"Molte proposte di riforma sono controproducenti"
Molte delle attuali proposte di riforma "non fanno che peggiorare il sistema attuale. Distolgono l’attenzione dal fatto che alcune riforme, come la revisione dei margini di distribuzione, EFAS e il TARDOC, sono in dirittura di arrivo. Quando saranno state definitivamente approvate e attuate, si creerà un margine di manovra per nuove riforme in grado di garantire che il nostro sistema sanitario rimanga tra i migliori al mondo, ma sia anche economicamente sostenibile".

