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Consiglio federale
Attacco rossoverde a un seggio Plr? Storni: "Chiediamoci se ne valga la pena"
© CdT/Gabriele Putzu e Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
Il Ps ha fatto sapere che deciderà solo domani quale strategia adottare per l'elezione del Consiglio federale. In corso di valutazione in particolare è soprattutto l'eventuale sostegno a Gerhard Andrey (Verdi).

Il rinnovo del Consiglio federale potrebbe rivelarsi un film già visto o un intrigante thriller. Lo scenario più probabile è la riconferma dei sei consiglieri federali uscenti e la successione del socialista Alain Berset per mano di uno dei due candidati ufficiali del Ps: il basilese Beat Jans o il grigionese Jon Pult. Oltre alla successione di Alain Berset, le antenne di politica e stampa sono drizzate soprattutto sulla rielezione di Ignazio Cassis (Plr): le voci emerse nelle scorse settimane di un possibile attacco del Centro al suo seggio sono sempre meno concrete. Lo riconosce a 20 Minutes il capogruppo liberale alle Camere, Damien Cottier, che per primo aveva suggerito l’esistenza di un piano segreto del Centro per far entrare Gerhard Pfister o Martin Candinas nell’Esecutivo. La smentita maggiore è però giunta in serata, con la comunicazione ufficiale della stessa frazione centrista alle Camere: benché l'obiettivo di un raddoppio in Governo rimanga, gli eletti del partito non attaccheranno un uscente.

Imbarazzo socialista?

Più incerta la situazione a sinistra. Dopo avere accolto in audizione il candidato dei Verdi Gerhard Andrey (FR), che gli ecologisti proveranno a insediare al posto di un liberale radicale (soprattutto Ignazio Cassis), il Partito socialista ha fatto sapere di non avere deciso se sostenerlo o meno. Su questo punto, maggiori informazioni sono attese domani mattina, poco prima dell'avvio della seduta. Un rinvio di decisione piuttosto insolito: c'è forse un po' di imbarazzo in casa Ps? "La si può vedere così", ammette il consigliere nazionale Bruno Storni (Ps), intervistato da Gianni Righinetti.

Attacco un "atto politico"

Nel 2019, i Verdi tentarono già di attaccare il seggio di Ignazio Cassis, proponendo la presidente del partito, Regula Rytz. "Allora i Verdi erano in forte ascesa", osserva Storni. "L'area rossoverde aveva il 30%: per questo motivo il Ps aveva deciso di sostenere chiaramente Regula Rytz, pur sapendo che avesse poche speranze". Secondo Storni, i risultati sfavorevoli ottenuti dai Verdi alle ultime elezioni non aiutano lo sgambetto a un ministro Plr. "Ci si deve chiedere se valga la pena compiere un atto politico del genere. Aritmeticamente non si giustifica la presenza di due Plr e nessun Verde in Consiglio federale. C'è però in gioco la formula magica: per aprire le porte del Governo ai Verdi, occorre l'accordo di tutti i partiti". In ogni caso, i pronostici degli osservatori non sono favorevoli all'ecologista friburghese.

"Rispetteremo le regole non scritte, ma solo se lo faranno gli altri"

Sulla rielezione di Ignazio Cassis, il neoconsigliere nazionale Simone Gianini (Plr) si dichiara fiducioso, tuttavia aggiunge: "È bene tenere occhi e orecchie aperti durante la notte". Per il bellinzonese, i parlamentari liberali radicali rispetteranno "le regole non scritte dell'elezione del Consiglio federale, ma solo se altrettanto sarà fatto dagli altri partiti, in particolare dal Ps".

L'Udc voterà all'interno del ticket Ps

Colpi di scena potrebbero però giungere anche nell'elezione del successore di Berset: un’ipotesi è che l'Assemblea federale possa sostenere un esponente socialista non presente sul ticket ufficiale, in particolare Daniel Jositsch. Il parlamentare zurighese raccoglie diverse simpatie a destra, che l'aveva in parte sostenuto quando l'anno scorso presentò la sua "candidatura selvaggia" a fianco del ticket ufficiale composto da Elisabeth Baume-Schneider ed Eva Herzog. Al microfono di Gianni Righinetti, il presidente dell'Udc Marco Chiesa mette però le cose in chiaro: "Noi voteremo all'interno del ticket".

"Una forma di rispetto"

Chiesa non si aspetta particolari scossoni dalla giornata di domani. A complicare il sostegno Udc a eventuali candidature esterne c'è inoltre il vincolo statutario, il quale impone agli eletti democentristi di scegliere all'interno dei ticket ufficiali. La misura era stata decisa dopo l'estromissione di Christoph Blocher dall'esecutivo federale. "È una forma di rispetto verso gli altri partiti, lo stesso rispetto che chiediamo quando è l'Udc a proporre dei candidati per il Consiglio federale", commenta il consigliere agli Stati. "I voti a Jositsch espressi l'anno scorso erano conseguenza di una situazione diversa: in quell'occasione, il Ps aveva detto chiaramente che non avrebbe candidato un uomo".

La giornata di domani

A eleggere il Consiglio federale sarà l'Assemblea federale, composta dai 200 membri del Consiglio nazionale e dai 46 del Consiglio degli Stati. L'elezione avviene seggio per seggio. Si parte dagli uscenti, seguendo l’ordine di anzianità di servizio: esordisce Guy Parmelin; poi tocca a Ignazio Cassis, Viola Amherd, Karin Keller-Sutter, Albert Rösti ed Elisabeth Baume-Schneider. Infine, si sceglierà il successore del dimissionario Alain Berset. Per ognuno di essi, l’assemblea federale si esprime, con scrutinio segreto, su più turni. Nei primi due, si può votare qualsiasi persona eleggibile. A partire dal terzo, nessuno può più candidarsi e la persona con il minor numero di voti viene esclusa dalla tornata successiva. La procedura viene ripetuta finché un candidato non ottiene la metà dei voti validi. La giornata non finisce qui: il Parlamento, infatti, deve scegliere il nuovo cancelliere della Confederazione. In lizza per sostituire l’uscente Walter Thurnherr (Centro) ci sono i due democentristi Nathalie Goumaz e Gabriel Lüchinger. I Verdi liberali propongono invece Viktor Rossi, attuale vicecancelliere. Si è candidato pure Lukas Gresch, indipendente e attuale segretario generale del Dipartimento federale dell'interno. Alla fine della tornata ci sarà l’elezione del presidente e del vicepresidente della Confederazione: secondo rotazione, le cariche dovrebbero essere assegnate rispettivamente a Viola Amherd e Karin Keller-Sutter.