
La frazione del Centro alle Camere ha comunicato alla stampa la sua strategia per l'elezione del Consiglio federale di domani. Contrariamente alle voci delle scorse settimane, il partito non partirà all'attacco del seggio di un altro partito per tentare il raddoppio. "Alle ultime elezioni federali, il Centro ha ricevuto un mandato chiaro per assumere più responsabilità di governo a medio termine", ha premesso il presidente del partito, Gerhard Pfister. "Tuttavia, per rispetto delle istituzioni e del loro funzionamento, il gruppo del Centro non revocherà il mandato ad alcun consigliere federale oggi in funzione".
"'Medio termine' non è domani"
Rispondendo a una domanda di un giornalista che chiedeva conto del cosiddetto "piano segreto" per attaccare il seggio di un uscente (Cassis in primis, ndr), Pfister ha risposto: "Non conosco alcun piano segreto, in quanto tutti i piani esistenti non sono più segreti... Lo ribadisco: la frazione riconfermerà i consiglieri federali che si mettono nuovamente a disposizione. A medio termine, vogliamo tuttavia avere più rappresentanti in Consiglio federale. 'Medio termine' non è però il 13 dicembre 2023".
Voto all'interno del ticket per il dopo Berset
Sulla successione di Alain Berset, il capogruppo Matthias Bregy ha riferito che la frazione ha ritenuto sia Beat Jans sia Jon Pult pronti per esercitare il ruolo di consigliere federale, senza tuttavia esprimere preferenze per l'uno o l'altro candidato. La scelta del Centro ricadrà comunque su uno dei due candidati proposti dal ticket socialista, senza sostenere figure esterne.
Libertà di voto anche per il cancelliere
Pur non avendo indicato un nome per il ruolo di nuovo cancelliere, il Centro ha ritenuto "eleggibili" i due candidati proposti dall'Udc (Nathalie Goumaz e Gabriel Lüchinger) e il candidato dei Verdi liberali, il vicecancelliere Viktor Rossi. Lukas Gresch, indipendente, non è invece stato sentito in audizione.

