
In merito all'allarme - e conseguente evacuazione - scattato ieri pomeriggio a Palazzo federale a causa di individuo sospetto, si può ancora migliorare a livello di dispositivo di sicurezza. Tuttavia, stando al portavoce del Consiglio federale, André Simonazzi, e alla consigliera federale Viola Amherd, il dispositivo di sicurezza sembra aver funzionato a dovere. Presentatasi oggi davanti ai media, assieme al capo dell'esercito Thomas Süssli , per il Messaggio sull'esercito 2023, la "ministra" della difesa Viola Amherd ha dichiarato di non aver avuto paura.
Bloccati per qualche ora
Scattato l'allarme e usciti in fretta da un'ala di palazzo federale, abbiamo seguito le istruzioni della polizia federale, la quale ci ha consigliato di recarci al ristorante dell'albergo Bellevue - che appartiene alla Confederazione, n.d.r - lì vicino, ha affermato Amherd. Unico inconveniente: "pensavo che tutto sarebbe finito in fretta, invece siamo stati bloccati per qualche ora; se lo avessi saputo, avrei preso con me il laptop", ha sottolineato suscitando qualche sorriso in sala. Al momento dell'allarme, Amherd era a colloquio proprio con Süssli.
Si può sempre migliorare
Alla luce delle critiche al dispositivo di sicurezza pubblicate oggi da vari media espresse da alcuni parlamentari che si trovavano sul posto per assistere alle sedute di commissione, Simonazzi ha puntualizzato che il dispositivo per i deputati è diverso e dipende dai servizi del Parlamento. Insomma, ciò che hanno sperimentato gli impiegati che lavorano rispettivamente, nell'ala est ed ovest di Palazzo, è diverso da quanto vissuto dai parlamentari. Ad ogni modo, ha spiegato Simonazzi, ciò non significa che il dispositivo di sicurezza non possa essere migliorato se necessario: il Consiglio federale intende trarre insegnamenti da quanto accaduto ieri.

