
La collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni non ha funzionato in maniera ottimale prima e dopo gli accoltellamenti di matrice jihadista di Morges (VD) e Lugano. Lo sostiene l'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC).
In una nota trasmessa alla stampa, l'Autorità di vigilanza spiega di avere voluto condurre "un'ispezione all'interno del MPC perché il Consiglio di Stato del Cantone Vaud aveva segnalato delle lacune sistemiche nell'ambito dei reati di terrorismo (ambito T) del MPC e anche per dare seguito a domande poste dalle Commissioni della gestione delle Camere federali. Nell’ispezione è stata inclusa anche l’attività del MPC prima dell’accoltellamento ai danni di due donne a Lugano il 24 novembre 2020". Ricordiamo che lo scorso 19 settembre, l'accoltellatrice era stata condannata a 9 anni di carcere per ripetuto tentato assassinio.
"Si doveva chiarire il quadro attorno all'accoltellatrice"
In particolare, per quanto riguardo l'accoltellamento avvenuto alla Manor di Piazza Dante a Lugano, come riferisce l'Autorità di vigilanza, il Ministero pubblico della Confederazione "aveva concluso un precedente procedimento penale nei confronti dell’imputato con un decreto di non luogo a procedere. Dopo aver esaminato il contenuto e la forma del decreto, l’AV-MPC ha ritenuto che non potesse essere giustificato senza ulteriori valutazioni. Alla luce della giurisprudenza sarebbe stato necessario chiarire i fatti ed effettuare un’analisi giuridica approfondita".
Maggiore coordinamento
"Nel caso dell'attentato di Morges l'ispezione si è concentrata sul periodo antecedente l’attacco con il coltello, durante il quale la direzione del procedimento era in capo al MPC. L’AV-MPC è giunta alla conclusione che la liberazione dell'imputato dalla carcerazione preventiva, accompagnata da numerose misure sostitutive, era giustificata. Tuttavia viene criticata la mancata reazione del MPC dopo che le autorità del (Canton, ndr) Vaud avevano segnalato diverse violazioni delle misure sostitutive imposte. Secondo l’AV-MPC sarebbe stata opportuna una valutazione più dettagliata della pericolosità, includendo i pareri di tutte le autorità coinvolte nel caso dell'imputato. L’AV-MPC raccomanda pertanto l'istituzione di un ufficio di coordinamento che coinvolga tutte le autorità interessate, segnatamente le procure cantonali ('Single Points of Contact T', 'SPOC T'), fedpol, le forze di polizia cantonali e le autorità cantonali di esecuzione delle pene e delle misure".
Agire sulle competenze dei pp federali
A seguito di questi due fatti, l'Autorità di vigilanza chiede che l'MPC emani "una direttiva che vieti, nell'ambito dei reati di terrorismo, l'emanazione di decreti di non luogo a procedere nella forma di 'decisioni timbro', senza un contrassegno di notifica, senza una motivazione o un’indicazione del rimedio giuridico". L'Autorità di vigilanza vuole agire anche sulle competenze di chi conduce le indagini: "Per migliorare la valutazione della pericolosità degli imputati, l’AV-MPC raccomanda che i procuratori pubblici della Confederazione che lavorano nell'ambito dei reati di terrorismo acquisiscano conoscenze di base in psichiatria forense".
Osservazioni sulla conferenza stampa di Gobbi, Cocchi e della Valle
"In entrambi i casi - prosegue l'AV-MPC - sono state riscontrate delle carenze anche per quanto riguarda la definizione e il rispetto delle procedure sancite nel documento sulla 'collaborazione e il coordinamento tra i pubblici ministeri di Federazione e Cantoni nei casi di terrorismo jihadista'. Nel caso di Morges, le autorità del Cantone Vaud non sono state sufficientemente coinvolte nelle comunicazioni e le comunicazioni sono state delegate dal MPC a fedpol. Nel caso di Lugano le informazioni ai media e al pubblico non sono state fornite dal MPC ma dalle autorità ticinesi e da fedpol". In quell'occasione - ricordiamo - era stata organizzata una conferenza stampa a cui avevano partecipato il direttore del Di Norman Gobbi, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e la direttrice della fedpol Nicoletta della Valle.

