
Da mercoledì la Conferenza dei vescovi svizzeri (Cvs) ha un nuovo presidente: Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, che guiderà la Cvs dal 2025 al 2027. Un neo presidente che, ricordiamo, non è esente da alcune critiche. A seguito dell'indagine preliminare del Vaticano sugli abusi commessi all'interno della Chiesa svizzera, il cardinale Prevost, Prefetto del Dicastero dei Vescovi della Santa Sede, ha infatti criticato Morerod "per non aver sempre rispettato le procedure canoniche", malgrado "non siano state rilevate omissioni sostanziali nella gestione dei casi riportati", come si legge nel comunicato della Diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo dello scorso 18 ottobre 2024.
"Nessun insabbiamento, ecco la lettera"
Oggi, due giorni dopo la sua nomina, lo stesso Morerod ha voluto fare qualche precisazione in merito alla sua elezione. Lo ha fatto, decidendo di allegare per intero la lettera personale inviata dal Vaticano il 9 settembre, visto che "la mancata pubblicazione del documento, può fa pensare a un insabbiamento del caso", scrive il vescovo in una nota. Inizialmente, spiega, "i vescovi interessati da questa indagine avevano deciso di comune accordo di non pubblicarla, perché così facendo si rischiava di dover sempre rendere note, in futuro, le notizie provenienti da Roma. Ma dopo averne parlato con la Conferenza, ho deciso di pubblicare il documento che mi concerne personalmente". Nella lettera, viene spiegato come "dall'esame approfondito della documentazione (sui casi di abusi sessuali ndr), non sono emerse rilevanti omissioni sostanziali da parte di Vostra Eccellenza nella trattazione dei casi segnalati (...). Tuttavia, dopo l'attento esame degli atti qui pervenuti e avendo sentito in proposito i pareri dei Dicasteri competenti e di altri esperti autorevoli, corre l'obbligo di formulare una riprensione formale nei confronti di Vostra Eccellenza, perché nei summenzionati casi non sempre sono state rispettate le procedure formali di un'inchiesta preliminare canonica". In particolare, continua la missiva, "è stato corretto e certamente da non ripetersi il mancato accertamento previo dell'idoneità di alcuni candidati agli uffici ecclesiastici in ragioni di criteri oggettivi e predeterminati, sentendo in proposito il parere dei collaboratori previsti dalla normativa canonica".
"Le vittime non si fidavano delle procedure interne"
Nella nota stampa, Morerod, sempre riferendosi alla lettera ricevuta da Roma, ammette di essere stato criticato per "non aver sempre aperto" un'indagine canonica, ma dice di "aver incontrato alcune vittime quattro mesi dopo essere diventato vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo", e che queste gli avrebbero confidato "di non fidarsi delle procedure interne della Chiesa e di voler la creazione di una Commissione indipendente". Così, continua, "sono stati aiutati a creare la Cecar, la Commissione di ascolto, conciliazione, arbitrato e riparazione, mentre d'altro canto ho tenuto in considerazione le loro osservazioni sulle procedure interne della Chiesa, rivolgendomi anche sistema giudiziario statale". Inoltre, "da una decina di anni, per rispondere alle richieste delle vittime, trasmetto le loro denunce ai tribunali, anche se non vogliono, per evitare altre vittime.

