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Svizzera
Abusi nella chiesa, le reazioni della politica
Redazione
3 anni fa
Alcuni membri della deputazione ticinese a Berna hanno espresso la loro opinione sullo studio che scosso la chiesa svizzera. Gysin (Verdi): “Mi aspetto che sia fatta chiarezza”. Chiesa (Udc): “È necessario affrontare queste pagine intollerabili con trasparenza”.

“Sono personalmente ancora molto scossa dai risultati di questo studio dell’Università di Zurigo. Si sapeva che nella chiesa cattolica c’è un problema sistemico, ma non avrei immaginato che fosse di queste dimensioni”. Così la consigliera nazionale Greta Gysin (Verdi), interpellata dal vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti, ha commentato la notizia emersa in questi giorni concernente più di mille abusi sessuali perpetrati da chierici cattolici e appartenenti all'Ordine dal 1950 in Svizzera. Gysin si è detta poi “scioccata per la mancanza di collaborazione e volontà della chiesa cattolica di fare piena trasparenza. Mi aspetto che la chiesa dia piena collaborazione, faccia chiarezza e apra i propri archivi senza limitazione alcuna”. Questo “è il primo passo necessario per ripristinare un minimo di fiducia”.

Chiesa: “Giustizia per le vittime”

Secondo il consigliere agli Stati democentrista Marco Chiesa “c’è un’evidente esigenza di giustizia verso le vittime, come pure la necessità di affrontare queste pagine intollerabili con trasparenza e responsabilità”. La credibilità della chiesa “è attaccata a un filo e sono certo che l’amministratore apostolico della diocesi di Lugano Alain De Raemy lo sappia molto bene, come d'altronde ha dimostrato nella sua reazione”. Le sue parole “sono incoraggianti”, tuttavia, precisa Chiesa, “occorre ora far seguire i fatti, perché la distruzione di documenti secretati getta delle ombre, ma lascia ancora la possibilità di fare chiarezza”.

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