
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato di aver parlato con Gianni Infantino a proposito del cartellino rosso all’attaccante della nazionale statunitense Folarin Balogun dopo la partita contro la Bosnia-Erzegovina ai Mondiali. Secondo Trump, la FIFA ha preso «la decisione giusta» sospendendo il provvedimento disciplinare, che a suo giudizio avrebbe lasciato «una grande macchia» sull'intero torneo.
Cosa è successo
Balogun, tra i protagonisti della nazionale americana nella competizione, avrebbe dovuto saltare l'ottavo di finale contro il Belgio, in programma nella notte a Seattle, a causa della squalifica rimediata nella precedente gara. Domenica, tuttavia, la FIFA ha deciso di sospendere la sanzione, consentendo così al centravanti venticinquenne di essere regolarmente a disposizione per la sfida.
Trump: «Ho chiesto una revisione»
Intervenendo oggi dalla Casa Bianca, Trump ha spiegato di aver sollecitato una revisione del caso perché, a suo avviso, l'episodio che aveva portato all'espulsione di Balogun non avrebbe dovuto essere giudicato come un fallo. «Sono una persona a cui piace lo sport e quello non era un fallo. Erano due grandi atleti che si sono scontrati», ha dichiarato il presidente. Trump ha poi criticato anche il direttore di gara che aveva estratto il cartellino rosso, sostenendo che «è un po' sospetto se si guarda al suo passato», e ha definito Balogun «uno dei migliori giocatori» della nazionale statunitense.
Il presidente ha inoltre precisato di non aver cercato di influenzare direttamente la decisione dell'organizzazione: «Ho chiesto una revisione a un uomo che è molto rispettato. Non gli ho detto cosa fare e non è stato lui a prendere la decisione. È stato un comitato a farlo. È stata una decisione brillante», ha affermato.
Il paragone con le elezioni del 2020
Trump ha infine paragonato la sfida tra Stati Uniti e Belgio alle elezioni presidenziali del 2020, vinte da Joe Biden. «Se fosse rimasto fuori, l'incontro sarebbe stato truccato come il voto del 2020», ha dichiarato riferendosi a Balogun. Dal 2020 Trump sostiene che le elezioni presidenziali siano state segnate da brogli, un'accusa che tribunali e autorità elettorali non hanno confermato.

