
Swiss Olympic non nasconde il suo disappunto per il comportamento di Patrick Fischer. «Swiss Olympic è sorpresa e irritata dal fatto che l’allenatore della Nazionale svizzera di hockey su ghiaccio, nel febbraio 2022, abbia partecipato ai Giochi olimpici di Pechino senza essere vaccinato e utilizzando un certificato di vaccinazione falso», si legge in una presa di posizione diffusa dopo le rivelazioni emerse nelle ultime ore. Il caso riguarda la partecipazione del tecnico rossocrociato ai Giochi del 2022 con un certificato Covid falso, episodio che sta sollevando una forte polemica a livello nazionale.
«Un rischio per tutti»
L’organizzazione responsabile della delegazione elvetica alle Olimpiadi sottolinea la gravità della situazione: «Pur rispettando la sua situazione personale, Patrick Fischer ha assunto un rischio significativo per sé stesso, per la sua squadra e per l’intera delegazione svizzera ai Giochi olimpici del 2022». Come menzionato dallo stesso Fischer nella sua dichiarazione del 13 aprile, Swiss Olympic non era a conoscenza della situazione, né era responsabile della verifica dei certificati Covid presentati. «La trasparenza e la fiducia reciproca sono molto importanti per Swiss Olympic nello scambio con le federazioni e con le partecipanti e i partecipanti ai Giochi Olimpici. Questi valori sono stati disattesi da Patrick Fischer, che ha effettuato una falsa dichiarazione anche nei confronti di Swiss Olympic. In qualità di responsabile delle delegazioni olimpiche svizzere, Swiss Olympic è vincolata ai valori olimpici di eccellenza, amicizia e rispetto e li esige da tutti i membri della delegazione. Il relativo accordo di partecipazione deve essere firmato da tutti i membri della delegazione. Questo include anche il rispetto delle direttive del Comitato Olimpico Internazionale, dei comitati organizzatori degli eventi olimpici e delle autorità del Paese ospitante».

