Hockey
Fischer condannato per essere andato alle Olimpiadi in Cina con un certificato Covid non valido
Red. Online
13.04.2026 20:51

L’allenatore della Nazionale svizzera di hockey fa mea culpa – Il presidente della Federazione: «Apprezziamo che abbia deciso di rendere pubblica la questione, ora guardiamo ai Mondiali»
A poco più di un mese ai Mondiali casalinghi di hockey è
arrivato il «mea culpa» di Patrick Fischer per essersi presentato ai Giochi olimpici
del 2022 in Cina con un certificato che attestava una vaccinazione anti-Covid
mai avvenuta. Lo si apprende tramite una nota della stessa Swiss Ice Hockey
Federation che si dice «consapevole che questa presa di posizione giunge in un
momento particolare, ma è importante fare chiarezza e risolvere questa faccenda
in modo trasparente».
«Nessuno lo sapeva»
Nel 2022, scrive la Federazione, «Fischer si è recato ai
Giochi Olimpici senza che la Swiss Ice Hockey Federation e Swiss Olympic ne
fossero a conoscenza, utilizzando un certificato che attestava una vaccinazione
anti-Covid mai avvenuta. Per questo motivo, nel 2023 è stato condannato come
privato cittadino e si è assunto pienamente le conseguenze che ne sono derivate».
In vista dei Mondiali in casa, spiega l’allenatore, «desidero affrontare una
questione personale. Prima dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino, sono
entrato in Cina utilizzando un certificato di vaccinazione Covid non valido. La
Swiss Ice Hockey Federation, Swiss Olympic e le persone a me vicine non ne erano
a conoscenza. Al di fuori di questo episodio, ho sempre rispettato le leggi
vigenti e sono consapevole del mio ruolo di modello. Mi dispiace molto se con
questa situazione ho deluso delle persone. Mi trovavo in una condizione di
eccezionale difficoltà personale, poiché non volevo vaccinarmi. Allo stesso
tempo, non volevo assolutamente abbandonare la mia squadra ai Giochi Olimpici».
Il mea culpa
«Riconosco di aver commesso un grave errore in questa
faccenda», continua Fischer. «Ci metto la faccia e mi assumo la piena
responsabilità. Ho accettato le conseguenze che ne sono derivate e ho pagato la
multa. Ho imparato da questo sbaglio e trarrò le dovute lezioni per il mio
comportamento futuro».
È tempo di pensare al ghiaccio
Il 15 maggio, però, i riflettori dell’hockey mondiale
saranno puntati sulla Svizzera e per questo l’head coach vuole «rivolgere l’attenzione
ai Mondiali e vivere una festa sportiva insieme alla squadra e ai tifosi».
«Per noi la questione è chiusa»
Nella nota prende parola anche Urs Kessler, Presidente della
Swiss Ice Hockey Federation. «Come Federazione ne abbiamo preso atto e
riteniamo apprezzabile che Patrick Fischer abbia deciso di rendere pubblica la
questione e di ammettere chiaramente il proprio errore. Questo dimostra
responsabilità personale e integrità. Abbiamo discusso approfonditamente il
tema con 'Fischi'. Egli ne ha pagato le conseguenze. Per noi la questione è
chiusa. Guardiamo ora con entusiasmo ai prossimi Mondiali in casa con Patrick
Fischer e tutta la squadra. Il nostro obiettivo è interamente rivolto al
successo sportivo».

