

I rigori, la tensione, la speranza, quindi un urlo liberatorio collettivo. La Svizzera vola ai quarti e in Ticino, con Lugano in testa, si scatena la festa.
La Svizzera è nella storia. E la notte, beh, è dolcissima. Chi dorme più, adesso? Ovunque, nel Paese, in Ticino in primis, sono partiti i festeggiamenti. Clacson, trombette, urla di gioia, canti, abbracci. È la notte delle notti, è la nostra notte. A maggior ragione se pensiamo che, sabato, ci aspetterà l'Argentina. Un quarto di finale da leccarsi i baffi. Dopo 72 anni, gli elvetici ritrovano il top8 di un Mondiale.
È stata una maratona. Lunga, lunghissima. Novanta minuti, poi altri trenta di supplementari, infine i calci di rigore. Alla fine, l'ottavo ha sorriso alla Svizzera, impostasi per 4-3. Possiamo urlarlo: SIAMO AI QUARTIIIIIIIIIIIIIIII.
Questa la sequenza dei rigori: Quintero GOL; Xhaka GOL; Sanchez TRAVERSA; Amdouni GOL; Campaz GOL; Akanji FUORI; Hernandez PARATO; Itten GOL; Luis Diaz GOL; Vargas GOL.
Niente da fare, nemmeno ai supplementari è arrivato lo straccio di un gol. Saranno dunque i supplementari, come contro l'Ucraina nel 2006, se pensiamo ai Mondiali rossocrociati, a decretare chi passerà questo ottavo.
Xhaka, davvero involuto stasera, perde un pallone sanguinosissimo addirittura in area favorendo così Campaz, che dal canto suo (e per nostra fortuna) si mangia un gol già fatto.
Clima quasi surreale allo stadio, complice la tensione. Il pubblico, sugli spalti, si è quasi ammutolito.
E rieccoci per gli ultimi quindici minuti di partita: incrociamo le dita.
Fine del primo tempo supplementare. Partita, ora, molto più viva e aperta che nei novanta minuti regolamentari.
Yakin opera un’altra sostituzione: esce Rieder, autore di una buona partita, entra Amdouni. Il quale sfiora subito il gol.
Ancora Colombia. Kobel è costretto a un intervento quasi pallavolistico per respingere un tiro dalla distanza velenosissimo di Campaz.
Trema la traversa alle spalle di Kobel. A colpirla, con uno stacco di testa imperiale, è Lukumi. Quasi gol. Per nostra fortuna, quasi...
Si riparte. Forza Svizzera.
Nel rivedere le immagini del secondo tempo, un episodio ha catturato la nostra attenzione: il rigore, nel finale, incredibilmente non concesso a Rieder, atterrato in area mentre si stava incuneando fra le maglie colombiane.
L'arbitro fischia la fine della partita: 0-0 al novantesimo, serviranno i supplementari (e se caso anche i rigori) per decretare chi sfiderà l'Argentina ai quarti di finale.
Bella palla di Sow in profondità per Ndoye che, defilato, calcia in diagonale. Lo stesso Ndoye, a gioco fermo, lascia il campo per Vargas.
Ci avviciniamo ai supplementari e Yakin si gioca altri cambi: dentro Itten e Widmer, fuori Embolo e Zakaria.
Che tensione in questo finale di partita! L'ottavo potrebbe volgere a favore dell'una o dell'altra squadra...
A meno di venti minuti dalla fine Yakin opta per un altro cambio: fuori Rodriguez, dentro Muheim.
È di nuovo Colombia, per giunta dopo un'altra (l'ennesima?) palla persa, a questo giro da Xhaka. Suarez, per nostra fortuna, calcia come peggio non potrebbe. Siamo ancora 0-0.
Ottimo calcio di punizione per la Svizzera, ma il tiro di Rieder colpisce solo la rete laterale. Di nuovo: peccato.

