

«Gli spagnoli sono stati più bravi di noi, questa è la verità. Ma io conserverò con cura il ricordo di ciò che hanno realizzato i miei giocatori e del valore di essere arrivati fin qui. Siamo stati degni nella vittoria e dobbiamo esserlo anche nella sconfitta. Oggi dimostriamo di saper perdere, abbiamo perso questa partita e lo accettiamo, ma ciò non significa che smettiamo di vivere o che dimentichiamo tutto ciò che abbiamo fatto per arrivare fin qui». Queste le parole, a fine partita, del ct argentino Lionel Scaloni.
«Attribuisco sicuramente grande valore a questo posto da finalista, perché ci vogliono tantissime cose per arrivare fin qui, e penso che meriti un enorme riconoscimento – ha aggiunto Scaloni, che perde il primo grande torneo dal 2019, con l'Argentina che con lui ha vinto 2 Coppe America e il Mondiale del 2022 –. Ovviamente avremmo voluto vincere, ma in fondo provo gratitudine. È l'unica parola che mi viene in mente, insieme alla tristezza, naturalmente».
«C'è un grandissimo orgoglio da parte mia per questa generazione di calciatori, cresciuti con l'idea di essere i migliori. Sono stati un esempio di gruppo, di squadra, di una famiglia di grandi calciatori. Averli accompagnati in questa traiettoria è stato soprattutto un orgoglio per me». Così, nell'intervista post partita, il commissario tecnico della Spagna Luis de la Fuente – a 65 anni il più anziano a vincere un Mondiale in panchina – esprime la sua gioia per il successo.
Il cielo si tinge di rosso e giallo sul New Jersey. Donald Trump, presidente USA, ha consegnato la Coppa del Mondo a Rodri, capitano della Spagna. Il Mondiale si è concluso. Ha vinto, come detto, la squadra migliore.

È tutto pronto, sul prato, per la cerimonia di premiazione. Sergio Ramos, ex difensore della Roja, ha portato la coppa sul palco allestito per l'occasione, mentre il presidente USA Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino sono arrivati per accogliere e salutare arbitri, vinti e vincitori.
«Credo che, in fin dei conti, quel gol sia di 47 milioni di persone, non mio. Il destino era già scritto, era destino che vincessimo». Così, a caldo, anzi a caldissimo, si è espresso il match winner, Ferran Torres.
«Se tutte le finali sono difficili, quando hai Messi nella squadra avversaria subentra sempre un po' di nervosismo, ma abbiamo fatto affidamento su noi stessi e lo abbiamo dimostrato ancora una volta» ha aggiunto l'attaccante.
Il suo gol: «È stata una grande liberazione; sono stato molto criticato durante tutto il Mondiale, ma il destino era già scritto. Grazie a Dio che mi dà sempre la forza di andare avanti, come dico sempre. Dio concede le cose a chi se le merita di più. L'Argentina ha impostato questo tipo di partita, soprattutto dopo l'espulsione, ma ho mantenuto la calma».
Sui social, la gioia della Spagna si è tradotta nel più classico dei post celebrativi. Eccolo qui:
Ecco alcune immagini del trionfo della Roja.
Dopo l'Europeo del 2024, la Spagna «apre» dunque un ciclo simile a quello degli invincibili (con i trionfi nel 2008, nel 2010 e nel 2012) mentre l'Argentina, a immagine della rissa scatenata da alcuni suoi giocatori al fischio finale, saluta a testa bassa, anzi bassissima questo Mondiale. Per Messi, 39 anni, è un addio ancora più amaro: difficilmente sarà della partita fra 4 anni.
È finita. L'arbitro Vincic ha fischiato tre volte. La Spagna, con merito, supera l'Argentina per 1-0 e si laurea campione del mondo per la seconda volta nella sua storia, dopo il trionfo in Sudafrica nel 2010. Decisiva, a East Rutherford, in una finale di fatto a senso unico, la rete di Ferran Torres. L'Albiceleste, campione in carica, deve dunque abdicare: Messi e compagni hanno fatto poco, troppo poco per sperare di bissare il successo del 2022. Ha vinto la squadra migliore, sia oggi sia pensando allo svolgimento del torneo.
È Simeone, figlio d'arte, a provarci dopo un corner di Messi. La sua conclusione, però, è davvero un disastro.
Sugli sviluppi di un calcio di punizione l'Argentina costruisce una chance colossale per pareggiare. La difesa spagnola anticipa di un soffio.
Messi, quasi disperato, tenta un tiro cross dalla distanza. La palla sfiora l'incrocio, ma Unai Simon era in controllo della situazione.
Lanciato da Yamal, Ferran Torres tutto solo firma la sua personalissima doppietta. Ma è fuorigioco.
L'Argentina è alle corde e, frustrata, commette falli su falli. Di qui il giallo a Mac Allister.
Pronti via e la Spagna trova (finalmente, verrebbe da dire) la via del gol: Nico Williams è bravissimo a fare da torre su un lungo traversone, con Ferran Torres che, a rimorchio, insacca con un tiro potente e preciso. Il vantaggio è meritatissimo.

Ultimi 15 minuti (più recupero) di questa finale. Sarà Spagna o Argentina?
L'arbitro fischia la fine del primo tempo supplementare, dominato secondo logica dalla Spagna complice (anche) la superiorità numerica. Ma l'Argentina, nonostante tutto, regge.
Merino, sin qui supereroe per la Spagna con i suoi gol all'ultimo respiro, si divora un gol praticamente già fatto davanti a Martinez.
Cambio extra anche per l'Argentina, con Senesi che entra al posto di Julian Alvarez. Albiceleste con difesa a cinque.
La Spagna sfrutta il cambio non effettuato nei novanta minuti e quello garantito dai supplementari mandando in campo Eric Garcia e Zubimendi. Escono Laporte e Rodri.

