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Calcio
Pierluigi Tami: «Il comportamento dell'arbitro non mi è piaciuto»
©PETER KLAUNZER
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Redazione
15 giorni fa
Il direttore delle squadre nazionali, nel congedarsi dalla stampa prima di fare ritorno in Svizzera, ha sottolineato di non aver compreso l'espulsione di Embolo

Un bilancio positivo, malgrado la frustrazione. È quello tracciato dai dirigenti dell'ASF all'indomani dell'eliminazione della nazionale svizzera nei quarti di finale del Mondiale contro l'Argentina.

«Sì, siamo ovviamente tristi. Ma soprattutto siamo mega, mega orgogliosi». È con questa frase che il presidente dell'ASF Peter Knäbel ha chiuso la conferenza stampa di bilancio tenuta domenica mattina a Kansas City.

Seduto tra il commissario tecnico Murat Yakin e il direttore delle nazionali Pierluigi Tami, Knäbel è apparso meno segnato degli altri dal dolore (sportivo) vissuto dodici ore prima. Ha voluto sottolineare soprattutto l'orgoglio di aver regalato ai tifosi svizzeri «momenti che non dimenticheranno mai».

La pillola è stata più difficile da mandare giù per Pierluigi Tami, che viveva il suo ultimo torneo prima del pensionamento previsto a settembre. Figura chiave nella crescita della nazionale dal suo insediamento nel 2019, Tami è apparso visibilmente provato dall'epilogo crudele della serata, e non riesce ancora a comprendere l'espulsione di Breel Embolo.

«Il comportamento dell'arbitro non mi è piaciuto. Avrei preferito che il regolamento venisse applicato allo stesso modo per entrambe le squadre. Non si può dire che abbia mantenuto una linea coerente. Certo, si tratta di dettagli. Ma se noi, come squadra, dobbiamo curare ogni dettaglio, allora devono farlo anche gli arbitri», ha dichiarato.

Come il presidente, anche Tami ha assicurato di aver «assaporato» questo ultimo torneo: il primo quarto di finale disputato dalla Svizzera ai Mondiali dal 1954, la prova che il Paese è sulla «strada giusta». Ha ricordato i numerosi cambiamenti intrapresi dall'ASF dopo il fallimento del Mondiale 2022.

«Abbiamo imparato enormemente dai nostri errori in Qatar e ora siamo sulla strada giusta. Già all'Euro 2024 avevamo visto segnali positivi. Oggi posso dirlo: sono orgoglioso del modo in cui la Svizzera gioca a calcio», ha affermato.

Sotto contratto con l'ASF fino al 2028, Murat Yakin ha dal canto suo ribadito la volontà di proseguire il suo mandato. «È un enorme orgoglio per me allenare questa squadra e non mi vedo affatto prendere un'altra strada. Non vedo l'ora di scoprire cosa ci riserverà il futuro», ha dichiarato il commissario tecnico.

Il futuro, intanto, comincia con il ritorno in Svizzera. La selezione partirà lunedì nel primo pomeriggio e atterrerà martedì intorno alle 10.15 a Zurigo. Per mezzogiorno è prevista una celebrazione con i tifosi svizzeri sulla Turbinenplatz.

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