
La Svizzera ritrova il suo passato. Sulla strada verso i sedicesimi di finale del Mondiale, Granit Xhaka e compagni affronteranno l'Algeria di Vladimir Petkovic, l'uomo che molti considerano il più grande commissario tecnico della storia rossocrociata.
«Vlado» è il recordman di partite sulla panchina elvetica: 78 tra il 2014 e il 2021. E i numeri parlano per lui. Con il 53,8% di vittorie, ha fatto meglio di predecessori illustri come Hitzfeld (49,2%), Kuhn (43,8%) e Hodgson (53,7%). Anche il successore Murat Yakin, oggi sulla panchina avversaria, resta indietro (43,5%).
Ma il ticinese d'adozione resterà per sempre l'uomo del miracolo di Bucarest: agli ottavi di Euro 2021, la sua Svizzera eliminò contro ogni pronostico la Francia campione del mondo. Un capolavoro arrivato pochi giorni dopo essere finito nell'occhio del ciclone, tra l'esordio deludente col Galles e la disfatta con l'Italia.
Dopo l'addio alla nazionale nel 2021, Petkovic ha vissuto un fiasco a Bordeaux, esonerato per «colpa grave». Poi la rinascita: nominato ct dell'Algeria, ha riportato le volpi del deserto al Mondiale dopo dodici anni. Non senza critiche, però: l'ex bomber Islam Slimani gli rimprovera l'assenza di «un'identità di gioco chiara», e il rinnovo fino al 2028 ha fatto storcere il naso.
Ora l'incrocio del destino. L'Algeria, travolta da una tripletta di Messi all'esordio ma capace di un rocambolesco 3-3 con l'Austria, sfiderà proprio la Svizzera. E Petkovic conosce bene il terreno: «Anche se ci sono volti nuovi, molti giocato con me». Vero: tra i 26 di Yakin ben 17 sono cresciuti agli ordini di «Vlado». Ma anche loro, il mister, lo conoscono a memoria.

