

L'uomo della partita, Johan Manzambi, non nasconde la sua soddisfazione ai microfoni della RSI: «Sono felice, felicissimo per aver segnato ma anche per la vittoria. Me la godo. Ho provato tantissima gioia, anche perché la mia prima rete ha favorito i tre punti. Che cosa farò della mia maglia di oggi? La terrò in famiglia, la farò incorniciare».
Fischio finale al SoFi Stadium: la Svizzera batte 4-1 la Bosnia e si rilancia di prepotenza in questo Mondiale. Una vittoria meritata, costruita con più qualità, più lucidità e, soprattutto, più umiltà rispetto all'opaca prestazione d'esordio contro il Qatar. La squadra di stasera ha avuto pazienza nel possesso, cattiveria negli ultimi metri e quell'atteggiamento che all'esordio era mancato. A firmare il successo le reti di Manzambi (doppietta), Vargas e Xhaka, che blindano non solo i tre punti contro una Bosnia comunque mai doma, compatta e pericolosa in ripartenza, ma anche, concretamente, il passaggio del turno: la Nati ha di fatto in tasca la qualificazione ai sedicesimi di finale. Una serata che cambia il volto del Mondiale rossocrociato: dalle scorie del pari con il Qatar a una prova di maturità che vale doppio. Per la Bosnia, invece, la corsa alla qualificazione si complica e ora servirà un'impresa all'ultima giornata.
All'ultimo respiro, Sow subisce un fallo in area di rigore. L'arbitro non ha dubbi e decreta la massima punizione. Dal dischetto si presenta Xhaka, dopo il tradizionale check VAR. Il nostro capitano non tradisce: è 4-1.
Al 93' si rivede la Bosnia, che trova il 3-1 grazie a una sassata di Mahmic.
La Svizzera insiste e trova pure il 3-0 al 90' con Manzambi, splendidamente servito da Vargas. Quanta qualità, quanto calcio, quanta Svizzera.
Altro cambio per la Svizzera, all'89' esce Embolo ed entra Itten.
Game, set, match: Vargas, con un tiro angolatissimo di piatto, all'84' firma il 2-0 che mette definitivamente in ghiaccio la partita. La Svizzera può tirare un sospiro di sollievo. Vittoria doveva essere e vittoria, a meno di clamorosi terremoti, sarà. Di più, la Svizzera vede i sedicesimi di finale.
Siamo all'80' e la Svizzera può sorridere: siamo in vantaggio per 1-0 e la Bosnia dovrà giostrare in inferiorità numerica fino al fischio finale. Il motivo? Il fallo da ultimo uomo di Muharemovic su Embolo lanciato a rete. Cartellino rosso e punizione dal limite per la Svizzera.
I cambi di Murat Yakin sortiscono subito gli effetti sperati: al 74', dopo un'azione lavorata di Vargas, Manzambi raccoglie una respinta corta e, al volo, tira una sassata spaccando le mani del portiere e la porta: 1-0 per noi, era ora.
È il momento dei cambi per la Svizzera: escono Aebischer, Rieder e Ndoye, entrano Vargas, Manzambi e Sow.
È la Bosnia, al 69', a mettere paura alla Svizzera. Al culmine di una ripartenza, Dedic sgancia una bomba che costringe Kobel a un miracolo.
Altra occasione creata dalla Svizzera, stavolta su corner, con Embolo che, di testa, viene fermato da Vasilj.
Al 56' arriva l'occasione più bella e ghiotta della partita: Ndoye raccoglie uno spiovente in rovesciata ma, paradossalmente, colpisce troppo bene il pallone. La beffa? In caso di gol, l'arbitro avrebbe comunque annullato per fuorigioco.
La prima, mezza occasione è per la Svizzera, con Ndoye che calcia debolmente al 51' dopo una bella serpentina nell'area bosniaca.
La partita si ricomincia: 0-0 il risultato.
L'arbitro fischia la fine del primo tempo. La Svizzera, dati alla mano, comanda le operazioni: possesso palla, qualità nella manovra e baricentro alto. Quello che ancora manca, però, è la giocata che spacca la partita. Parliamo dell'ultimo passaggio, quello tra le linee, che trasformi il predominio in occasioni vere. Gli elvetici girano la palla con ordine ma faticano a trovare il varco decisivo.
Dall'altra parte la Bosnia conferma quanto visto all'esordio contro il Canada: squadra corta, compatta, aggressiva nei duelli e prontissima a ripartire appena recupera il pallone. E ogni volta che i balcanici si affacciano dalle parti di Kobel, si percepisce il brivido. Partita di pazienza per la Svizzera: serve alzare il ritmo e la precisione negli ultimi venti metri.
È Freuler, al 41', a immolarsi evitando un possibile gol della Bosnia. A fornire, involontariamente, l'assist ai balcanici per costruire questa buona occasione un passaggio troppo pigro di Aebischer in uscita dalla difesa.
C'è (di nuovo) anche la Bosnia. È Dzeko, dopo un'ottima triangolazione, a crossare in area di rigore per Demirovic. Il quale, per nostra fortuna, non riesce a concludere a rete complice il disturbo di Ndoye.
Al 23', è Freuler a impensierire il portiere bosniaco con un missile da fuori area. La palla esce di poco, anzi di pochissimo, tant'è che la parte rossocrociata del SoFi Stadium grida al gol.
Sono Xhaka e Rieder gli elementi che, al momento, stanno innescando le azioni offensive elvetiche. I due, in particolare, pescano con regolarità Ndoye.

