
Non gli è servito molto per farci sgranare gli occhi. La Svizzera si è alzata all'alba, venerdì, e dopo appena dieci minuti Johan Manzambi ha svegliato un'intera nazione. Cosa dire della qualità e della rapidità del doppio tocco con cui ha saltato l'ultimo difensore, lanciato a tutta velocità? Che è semplicemente sconcertante per facilità. È l'azione che ha aperto le marcature contro l'Algeria: un raid solitario diventato subito virale.
La stampa svizzera, all'unanimità, parla di lui come di un fenomeno. «Fa un movimento che non si insegna in nessuna accademia al mondo: inclina il busto all'indietro, dando l'impressione di voler rinunciare all'azione, prima di scattare all'improvviso e cancellare l'avversario», scrive il Tages-Anzeiger. Ammirata anche la NZZ: «Avrebbe potuto benissimo diventare un atleta dal talento fuori dal comune, un campione olimpico dei 3000 siepi o uno sportivo di quel calibro».
Il ragazzo di Ginevra ha tutta la stampa sportiva nazionale ai suoi piedi. «Manzambi ha impressionato per potenza e lettura degli spazi – sottolinea Le Temps –. Ha 20 anni, ma sembra lui a giocare in mezzo a dei bambini. La rivelazione svizzera di questo Mondiale sta semplicemente diventando la rivelazione del torneo». Così, invece, il Corriere del Ticino: «Manzandoneggia e straripa per un tempo. E in particolare a inizio partita, con la Svizzera che sembra imbarcare acqua da tutte le parti. Segna Embolo, ma di fatto il vantaggio gli appartiene all’75%. Si dà una calmata dopo la pausa».
È già nella storia
Manzambi è entrato nei libri di storia del calcio. Secondo Opta, a 20 anni e 261 giorni è diventato il più giovane giocatore a raggiungere quota cinque (tre gol e due assist) alle reti della propria nazionale in una fase finale di Coppa del Mondo dal 1966. Meglio di quanto avessero fatto, alla stessa età, Messi, Ronaldo o Mbappé.
Anche la stampa internazionale si inchina. «Non esiste un premio per il miglior assist del Mondiale, ma Manzambi sarebbe un serio candidato se ci fosse – scrive il New York Times –. È stata una dimostrazione straordinaria di atletismo, velocità, forza, controllo e lucidità nel servire all'indietro Breel Embolo, la cui conclusione da sei metri è stata di una semplicità infantile».
Il Newcastle è sulle sue tracce
Sotto contratto con il Friburgo fino al 2030, il ginevrino è destinato a partire: è ormai un'evidenza. E dovrebbe diventare il giocatore svizzero più caro della storia, record che appartiene ancora a Granit Xhaka, passato dal Mönchengladbach all'Arsenal nel 2016 per 45 milioni di euro. Secondo la Bild, il Newcastle avrebbe già l'accordo con il giocatore e starebbe trattando con il club tedesco attorno a una cifra vicina ai 60 milioni di euro.
I Magpies farebbero bene ad affrettarsi a chiudere l'affare: perché se il diamante Manzambi continuerà a brillare — a partire da martedì negli ottavi di finale — non è escluso che altri club si facciano avanti a quel prezzo.

