

Puntuale come le tasse, anche per questi Mondiali il Gruppo CdT ha previsto una diretta web/social. Di seguito, vi riproponiamo al prima puntata:
«Sono contento, emozionato di aver segnato il mio primo gol ai Mondiali in questo stadio spettacolare e pieno di tifosi. Per me è molto importante valorizzare anche il lavoro dei compagni e trovare oggi i primi tre punti. Abbiamo sentito il calore dei messicani verso di noi, oggi è stato fondamentale per la vittoria. Con la Corea servirà soprattutto la pressione, dobbiamo essere più costanti, cercheremo di lavorare». Così l'attaccante del Messico Julian Quinones ha raccontato la sua gioia per aver messo a segno il primo gol di questa edizione della Coppa del mondo.
Può esultare anche il suo compagno di reparto Raul Jimenez. La punta del Fulham indossa da cinque anni un casco protettivo personalizzato e approvato dal punto di vista medico e dovrà farlo per il resto della sua carriera. Il 29 novembre 2020, in una partita di Premier League, ebbe un gravissimo trauma cranico dopo uno scontro con David Luiz, che lo tenne lontano dal campo per otto mesi, ma i timori iniziali - dopo che aveva perso i sensi - erano maggiori. «Ho quasi perso tutto, persino la vita, quindi sto cercando di godermi il calcio il più possibile», ha più volte raccontato.
I giocatori della Repubblica Democratica del Congo - la cui preparazione è stata compromessa dalle preoccupazioni legate al virus Ebola - sono stati autorizzati dalle autorità a entrare negli Stati Uniti per i Mondiali del 2026. La delegazione dei 'Leopardi', a cui le autorità americane avevano imposto un periodo di isolamento di 21 giorni prima di entrare nel territorio, è atterrata verso le 14:30 ora locale a Houston, proveniente da Parigi, prima di lasciare l'aeroporto un'ora dopo «senza problemi», come ha confidato il terzino destro Aaron Wan-Bissaka a un giornalista francese presente sul posto.
«Sono passati tutti, a nessuno è stato negato l'ingresso», ha aggiunto il terzino del West Ham, che indossava, come tutti i suoi compagni di squadra, un completo e una borsa «leopardo», mentre lasciava l'aeroporto per raggiungere il ritiro della squadra nella città texana. La Repubblica Democratica del Congo è stata battuta 2-1 dal Cile martedì in Francia nella sua ultima partita, disputata a porte chiuse, prima dell'inizio del torneo.
Magliette verdi e mariachi. Migliaia di messicani si sono radunati a Calle Olvera, ne El Pueblito di Los Angeles per guardare orgogliosamente la loro nazionale aprire i Mondiali. Nella via c'è la Casa de Mexico, il centro culturale messicano, e per l'occasione sono stati allestiti maxi-schermi e il vicino parcheggio è stato munito di un prato sintetico per renderlo più ospitale per le 2.000 persone che si sono riunite a tifare Messico nella città degli Angeli, che conta più di 3,5 milioni di persone di origine messicana.
«Sono orgogliosa che la mia nazionale stia in questo momento così delicato per noi immigrati. Molti miei amici sono rimasti a casa perché avevano paura di partecipare a questo evento», ha detto Marigal, dando voce alle frustrazioni e ai timori dei milioni di migranti negli Stati Uniti che hanno paura dei radi dell'Ice. «E' un motivo di orgoglio per il nostro paese e ci serve come comunità», le ha fatto eco Maria Sanchez, 60enne originaria di Guadalajara.
La fiesta mundial inizia nel migliore dei modi per i padroni di casa del Messico. La nazionale del decano della panchina Javier Aguirre - alla sua terza Coppa del Mondo alla guida della 'Tri', dopo 2002 e 2010 - supera il Sudafrica nella partita inaugurale del torneo, convincendo anche più di quanto non dica il 2-0 finale. A trascinarla è Julian Quinones, reduce da una stagione conclusa come capocannoniere del campionato saudita con 33 reti: suo il primo gol della competizione, suo un palo, suoi i pericoli maggiori creati alla difesa avversaria. Di Raul Jimenez il raddoppio, con gli ospiti già in 10, in un match che si chiude con 3 espulsi totali - record per una partita d'esordio.
Alla sportivamente vertiginosa altitudine dell'Azteca - 2.220 metri, anche se lo stadio sprofonda di 1,5 cm al mese - prende finalmente il via la 23esima edizione dei Mondiali: sull'unico prato che ne ha ospitate tre, apre le danze il gruppo rock messicano dei Manà, con lo stadio che canta all'unisono, poi è il turno di Shakira e Burna Boy con l'inno del torneo, mentre a centrocampo svetta un'enorme Coppa del mondo di carta. Dopo una pausa, infine, è il turno dei protagonisti.
Per il riscaldamento il Sudafrica entra in campo cantando e ballando, all'unisono, mentre tra i padroni di casa un saluto particolarmente caloroso lo riceve Guillermo Ochoa, al suo sesto mondiale, che però resta in panchina. Aguirre infatti sceglie Rangel tra i pali, e schiera poi un 4-3-3 senza il 'Bebote' Gimenez davanti, a cui viene preferito il quasi omonimo Jimenez del Fulham; dall'altra parte Broos sta attento a coprirsi, presentandosi con un 5-3-2 molto cauto.
Per gli inni nazionali si cambia: tutti e 26 i calciatori delle due squadre, titolari e panchinari, assieme attorno al cerchio di centrocampo, un'idea che Infantino ha raccontato essere nata "da una conversazione con Alessandro Del Piero". Cominciano meglio i padroni di casa, con Raul Jimenez che al 4' con un forte mancino al volo impegna Williams a deviare in angolo. È solo questione di tempo, però, perché cinque minuti dopo la 'Tri' va avanti: il Sudafrica si scioglie palleggiando nella propria trequarti, Quinones ruba palla dopo un controllo sbagliato di Sithole e la imbuca rapido sotto le gambe del portiere.
Ancora il capocannoniere del campionato saudita si rende pericoloso dalla distanza e in generale, mentre la partita perde un po' di ritmo, è il Messico a controllare con qualche sporadica avventura offensiva degli ospiti, mai però troppo pericolosi. Al 42' doppia occasione per la Tri: prima Williams smanaccia su un cross filtrante sfiorato da Jimenez, poi il palo lo salva su un colpo da biliardo del solito Quinones. Prima dell'intervallo, Gutierrez sciupa un'altra occasione per il raddoppio.
Nella ripresa pronti via e ancora il Sudafrica rischia di combinare un patatrac sbagliando col portiere in costruzione dal basso, ma Fidalgo ancora non punge. Tre minuti dopo, però, gli ospiti restano in dieci: Sithole tampona al limite dell'area un Gutierrez lanciato verso la porta e l'arbitro brasiliano Sampaio non ha dubbi. Il Messico fatica a trovare varchi, ma dopo i primi cambi finalmente affonda. Alvarado dalla destra crossa sul secondo palo, dove un solissimo Raul Jimenez incorna indisturbato alle spalle di Williams.
L'Azteca canta 'Cielido lindo', i decibel sono altissimi, e in quest'atmosfera il Sudafrica non ha speranza. Il subentrato Zwane si innervosisce, e nel finale una sua manata ad Alvarado cercando di liberarsi dalla marcatura viene rivista al Var: con un goffissimo annuncio in inglese, tra balbettii e silenzi comici, Sampaio gli notifica il cartellino rosso. Il Messico gestisce, ma nel recupero una ripartenza avversaria costringe Montes a un altro fallo da ultimo uomo che porta alla terza espulsione rosso del match, il primo per i padroni di casa. Il Messico, comunque, fa suoi tre punti importantissimi per partire col piede giusto e garantirsi un approccio più sereno alle prossime due partite nel girone A contro Corea e Cechia.
Il Messico vince la partita inaugurale del Mondiale 2026: allo stadio Atzeca di Citta' del Messico, la nazionale di casa ha battuto 2-0 il Sudafrica nella partita valida per il gruppo A. I gol nel primo tempo all'8' di Quinones, nel secondo al 22' di Jimenez. Il Sudafrica ha giocato in 10 dal 4' del secondo tempo, per l'espulsione di Sithole, autore di un fallo da ultimo uomo; nel finale espulsi anche il sudafricano Zwane (39' st, gioco falloso) e il messicano Cesar Montes (47' st, gioco falloso).
Un anziano tifoso tedesco ha subìto un arresto cardiaco allo Stadio di Città del Messico prima della partita tra Messico e Sudafrica. Contrariamente alle prime voci sul suo decesso, l'uomo è sopravvissuto. La Segreteria di Sicurezza della capitale ha confermato che le autorità «hanno assistito un uomo straniero, il quale è stato trasferito in un ospedale per ricevere cure mediche specializzate, dove viene segnalato come stabile».
Scontri tra manifestanti e polizia ci sono stati all'esterno dello stadio Atzeca di Città del Messico, in concomitanza con la gara inaugurale dei Mondiali 2026 tra Messico e Sudafrica.
I manifestanti - che chiedono giustizia per i desaparecidos - hanno spostato alcune delle barriere che proteggevano il perimetro dello stadio e si sono scontrati con le forze dell'ordine.
Le tradizioni e la musica messicane, l'inno 'Dai Dai' di Shakira, accompagnata dalla star nigeriana Burna Boy, Andrea Bocelli e il messaggio che 'il calcio unisce tutto il mondo': il mitico stadio Azteca di Città del Messico ha ospitato la prima delle tre cerimonie inaugurali dei Mondiali 2026, con la direzione artistica di un altro italiano, Marco Balich. Tre come sono i Paesi organizzatori della prima Coppa del Mondo a 48 squadre: Messico, appunto, Canada (a Toronto) e USA (a Los Angeles).
A pochi minuti dalla gara Messica-Sudafrica, all'Azteca (che ha ospitato anche le cerimonie inaugurali delle edizioni del 1970 e del 1986), prima di tutto spazio all'arte messicana con ballerini in costumi indigeni e donne in abiti tradizionali, tutto al ritmo dei percussionisti per celebrare «l'unità, la diversità e la cultura ancestrale». Al centro del campo la riproduzione in cartapesta di una grandissima Coppa del Mondo. Poi l'esibizione del gruppo messicano Maná, del cantante pop venezuelano Danny Ocean, del gruppo Los Ángeles Azules, della star colombiana del reggaeton J Balvin e della cantante ispano-messicana Belinda. Quindi i fuochi di artificio con il 'Dai Dai' applaudito dagli oltre 80 mila spettatori dell'Azteca. Una seconda volta per Shakira che nel 2010 cantò 'Waka Waka', una seconda volta anche per Sudafrica-Messico, che anche 16 anni fa aprirono il Mondiale, in quel caso, con gli africani padroni di casa. Dopo il riscaldamento delle due squadre, la parte istituzionale con la sfilata delle bandiere delle 48 squadre partecipanti e l'esibizione di Andrea Bocelli sulle note 'Dna', un altro inno dei Mondiali 2026, con la base elettronica di David Guetta. E, prima del fischio di inizio di Messico-Sudafrica, il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha posizionato la Coppa del Mondo al centro della tribuna d'onore.
Festa dentro l'Azteca, fuori, in altre zone di Città del Messico, proteste del sindacato degli insegnanti e di altre organizzazioni come quella delle madri di 'desaparecidos' e problemi di ordine pubblico, con scontri e interventi della Polizia, nei pressi di una delle fan zone allestite per i Mondiali.
La partita inaugurale fra Messico e Sudafrica è cominciata. All’Azteca, stadio ricco di storia e tradizione, l’atmosfera è incredibile.

La prevenzione di attacchi terroristici è la priorità assoluta dell'Fbi durante le partite dei Mondiali. Lo ha assicurato il direttore del Bureau Kash Patel, alla vigilia dell'inizio del torneo oggi in Messico. «In passato, gli estremisti hanno sfruttato i grandi eventi sportivi mondiali per causare danni e diffondere le loro ideologie distorte», ha scritto Patel in un post sui social media. «Siamo assolutamente determinati a prevenire qualsiasi potenziale incidente e a garantire la sicurezza di giocatori, tifosi, nonché di tutti gli americani e i visitatori durante il torneo», ha aggiunto.
Una Coppa del mondo gigante di carta emerge al centro del campo e la cerimonia di apertura dei Mondiali può iniziare. All'Azteca di Città del Messico i primi a suonare sono i Manà, gruppo rock locale, con tutto lo stadio che canta in coro.
«Il calcio unisce tutto il mondo»: è questo uno dei primi messaggi che arriva dallo stadio Azteca di Città del Messico dove è in corso di svolgimento la cerimonia inaugurale dei Mondiali 2026 e dove alle ore 21 si giocherà Messico-Sudafrica.
La cerimonia nel mitico stadio è cominciata con uno spazio dedicato alla tradizioni e alla musica messicane, con al centro del campo una grandissima riproduzione in cartapesta della Coppa del Mondo. Al termine della parte artistica, c'è stata l'esibizione di Shakira e Burna Boy che hanno cantato l'inno dei Mondiali 2026 'Dai Dai'.
Ê ufficialmente iniziata la cerimonia di apertura del Mondiali allo stadio Azteca tra balli, colori e musica.
Fin dalla partita inaugurale del Mondale di questa sera, Messico-Sudafrica, durante gli inni nazionali tutti i giocatori saranno schierati in campo. Quindi non solo gli 11 titolari, ma anche le riserve. E' una delle novità introdotte dalla Fifa per il torneo 2026, nata - ha ricordato il presidente Infantino - «da una conversazione con Alessandro Del Piero». L'idea é piaciuta, é stata proposta a giocatori e allenatori e «tutti si sono detti favorevoli». Così dalla partita dell'Atzeca tutta la rosa può scendere in campo. Un modo per far sì che tutti i calciatori possano vivere insieme il momento dell'inno.
Malgrado gli sforzi del governo messicano in questi giorni, le strade di Città del Messico sono invase da bancarelle che stanno facendo affari d'oro vendendo la versione contraffatta della maglia della nazionale locale per soli dieci dollari, un decimo del prezzo di quella originale.
Da mesi la le autorità messicane hanno fatto di tutto per arginare la diffusione del merchandising non ufficiale dei Mondiali. La cosiddetta 'Operazione Pulizia' si è concentrata sui grandi magazzini del centro città, dove i venditori hanno cercato di nascondere questa merce falsa; tuttavia, il flusso di questo materiale contraffatto è arrivato fino ai tianguis, i mercati all'aperto che abbondano in molti quartieri della capitale messicana.
Ad aprile, il sequestro più rilevante: 20.000 articoli, per lo più magliette, del valore stimato di 350.000 dollari, nel noto mercato all'aperto di Tepito, luogo celebre perchè legato a uno degli aneddoti più incredibili della storia del calcio argentino. Proprio in questo mercato in larga parte illegale, Carlos Bilardo, il Ct dell'albiceleste, nel 1986, alla vigilia della celebre Argentina-Inghilterra, comprò una muta intera di magliette false, perchè insoddisfatto di quelle ufficiali, a suo dire troppo pesanti e inadeguate per l'afa opprimente di Citta del Messico.
I numeri furono applicati sui dorsi usando quelli argentati del football americano. I loghi ufficiali della federazione argentina vennero ricamati alla bell'e meglio usando un computer grafico locale. Inutile ricordare che con quelle maglie tarocche «fai da te», Maradona segnò sia il gol della «Mano de Dios» che il «Gol del Secolo».
Il governo messicano di Claudia Sheinbaum ha ribadito che, a poche ore dal suo inizio, la cerimonia inaugurale dei Campionati mondiali di calcio «si svolgerà regolarmente» nonostante le proteste «pacifiche» annunciate dal sindacato degli insegnanti (CNTE) e da altre organizzazioni come quella delle madri di «desaparecidos».
«Vogliamo essere molto chiari e informare tutti coloro che parteciperanno agli eventi legati alla cerimonia di apertura dei Mondiali FIFA che sono state predisposte le condizioni necessarie per garantire il loro accesso, la loro sicurezza e il regolare svolgimento delle attività in programma», ha affermato il capo di gabinetto del governo Sheinbaum, Rosa Icela Rodríguez, parlando nella tradizionale conferenza stampa mattutina della presidenza.
«Possiamo garantire la normalità delle attività. (...) Diamo il benvenuto a tutti e ribadiamo il nostro impegno affinché questa giornata si svolga in pace, tranquillità e nel pieno rispetto dei diritti di tutti», ha aggiunto.
La presidente Sheinbaum è intervenuta da parte sua per augurare «la migliore delle sorti» alla nazionale messicana e ha affermato che «se ci saranno le condizioni» assisterà al match nella fan zone predisposta nell'enorme spianata della piazza dello Zócalo, di fronte alla sede del governo, la cui apertura è stata confermata oggi nonostante le minacce di proteste anche in quest'area.
«Penso che tutto andrà tranquillo, ma dobbiamo sempre prendere delle precauzioni. Ma sicuramente guarderò la partita, su questo non ci sono dubbi», ha precisato il capo dello Stato.
Nel frattempo è già iniziata l'affluenza del pubblico allo stadio Azteca, attorno al quale è stato predisposto un cordone di sicurezza di circa un chilometro a cui si accede solo se si è in possesso del biglietto d'ingresso alla cerimonia inaugurale.
A causa dell'operazione «Ultimo Miglio» delle autorità stradali e calcistiche, si registrano code e traffico attorno allo Stadio Azteca di Città del Messico per la partita inaugurale della nazionale locale contro il Sudafrica. Migliaia di persone sono in fila dalle cinque del mattino per accedere all'impianto sportivo. Sono attivi blocchi di sicurezza in un raggio di un chilometro e mezzo e l'accesso ai veicoli privati, ai taxi e ai mezzi a noleggio è vietato. L'ingresso è consentito solo a piedi, presentando il biglietto e un documento di identità. Le autorità raccomandano l'uso dei trasporti pubblici, che offrono corse aggiuntive per l'evento. Nel frattempo, unità aeree sorvolano l'area per vigilare sul perimetro e garantire la sicurezza dei presenti.
Le aspettative deluse dei fans argentini della 'Selección' che sono dovuti rimanere a casa per non aver ottenuto il visto di ingresso negli Stati Uniti sono state premiate grazie a una trovata promozionale di una marca locale che ha regalato 100 televisori alle prime persone accorse con la documentazione attestante la bocciatura della richiesta.
«Portaci il tuo visto respinto e ti regaliamo un televisore», recitava il messaggio pubblicato sui suoi social dalla marca Noblex - divenuto rapidamente virale - che invitava a presentarsi questo mercoledì di fronte agli uffici della compagnia a Buenos Aires.
L'esito della campagna promozionale 'Televisados' unito all'evidente indurimento dei controlli migratori da parte degli Stati Uniti che ha lasciato senza visto migliaia di appassionati ha fatto riversare di fronte alle porte dell'azienda centinaia di persone immortalate in decine di post sui social della marca. «Volevo andare al mondiale perché sarà l'ultimo di Messi. È molto triste pensare che non riuscirò a vederlo, ma almeno ho avuto un regalo», ha affermato uno degli appassionati immortalato in uno dei post sui social che ha dato seguito al successo della campagna.
Siparietto popolare sui social tra Andrea Bocelli e Ronaldo Luís Nazário de Lima che si sono ritrovati nel backstage del FIFA Countdown Concert, l'evento che ha dato ufficialmente il via al conto alla rovescia ai Mondiali di calcio 2026.
Nel video diffuso sui social, l'ex fuoriclasse brasiliano, all'Auditorio Nacional di Città del Messico, si rivolge al tenore italiano e scherza sul recente incontro dell'artista con Jannik Sinner: «Mi sto allenando a tennis, ho visto che ti sei incontrato con Sinner. Ero geloso di tutti e due, mi sono innamorato di tutti e due», dice Ronaldo sorridendo. Poi, riferendosi al campione altoatesino, aggiunge: «È una persona molto brava».
Colpito dall'italiano dell'ex attaccante di Inter e Milan, Bocelli gli fa notare: «Però parli ancora bene italiano». Replica Ronaldo: «Eh sì... otto anni di calcio», ricordando con ironia il lungo periodo trascorso nel campionato italiano.
Bocelli tra qualche ora sarà protagonista anche dell'apertura ufficiale dei Mondiali di Calcio 2026, dove si esibirà con l'inno della manifestazione, «Dna», firmato dallo stesso tenore con David Guetta, Megan Thee Stallion e Ejae.

