
Quale altro stadio può vantarsi di essere stato teatro di alcuni tra i più importanti momenti della storia dei Mondiali? Ecco un tuffo nel passato su tre partite leggendarie giocate allo stadio Azteca di Città del Messico. Tra i protagonisti Pelé, Diego Armando Maradona e Franz Beckenbauer.
«La partita del secolo»
Spettacolo, gol e drammaticità come solo il calcio sa offrire. In quel 17 giugno del 1970, Italia e Germania Ovest diedero vita a una semifinale mondiale incredibile. Avanti 1-0 grazie al gol di Roberto Boninsegna, gli azzurri si fecero raggiungere in pieno recupero da Karl-Heinz Schnellinger. La sfida proseguì quindi ai supplementari e lì accadde di tutto: Gerd Müller portò in vantaggio la «Mannschaft» al 94esimo, Tarcisio Burgnich pareggiò quattro minuti dopo, e al 104’ Gigi Riva permise alla compagine di Valcareggi di rimettere la testa avanti. Nel secondo tempo supplementare, ancora Müller siglò il 3-3. Toccò quindi a Gianni Rivera firmare il definitivo 4-3 in favore dell’Italia, che si aggiudicò così una sfida infinita, passata alla storia come «la partita del secolo». Ma nella mente dei tifosi resterà impressa anche l’immagine del capitano tedesco Franz Beckenbauer, rimasto in campo nonostante la clavicola lussata, che terminò il match con un braccio fasciato al petto.
Il volo di Pelé
Tanti momenti esaltanti hanno animato la finale dei Mondiali del 21 giugno 1970, vinta largamente per 4-1 dal Brasile a spese di un'Italia arrivata sfinita all’atto conclusivo dopo la sopracitata semifinale con la Germania Ovest. Ma a prendersi la scena fu soprattutto Pelé, al suo quarto e ultimo appuntamento iridato. Al 18esimo il fuoriclasse del Santos si librò nell’aria e sembrò rimanere sospeso in volo, prima di insaccare di testa la rete dell’1-0. Una giocata che suscitò lo stupore dei 107.412 spettatori presenti. Il numero 10 verdeoro fornì poi due assist ai compagni, suggellando una prestazione da assoluto protagonista.
La genialità di Maradona
Un gol di furbizia e uno da autentico fuoriclasse. Diego Armando Maradona mise in mostra tutto il suo repertorio nella sfida tra Argentina e Inghilterra del 22 giugno 1986 valida per i quarti di finale dei Mondiali. Al 51’ il «pibe de oro» sbloccò il risultato segnando con la mano, senza che l’arbitro si accorgesse del fallo commesso. Quattro minuti dopo, partì palla al piede da centrocampo e dribblò cinque giocatori inglesi, tra cui il portiere Peter Shilton, prima di depositare la palla in rete. Un gol celebrato ancora oggi come uno tra i più belli di sempre. Autore di una doppietta nella semifinale contro il Belgio, «el diez» rimase a secco in finale contro la Germania Ovest, ma fornì comunque a Jorge Burruchaga l’assist per il gol del definitivo 3-2 che regalò il titolo all’Albiceleste. Il tutto con grande disappunto di Franz Beckenbauer, commissario tecnico della «Mannschaft».

