
L'ex presidente della Federcalcio spagnola (Rfet), Luis Rubiales, è stato rimesso in libertà dopo l'interrogatorio da parte degli agenti dell'Unità centrale operativa (Uco) al suo arrivo dalla Repubblica Dominicana all'aeroporto madrileno di Barajas. E resterà a piede libero in attesa della citazione del giudice istruttore di Majadahonda per l'interrogatorio davanti all'autorità giudiziaria. Lo segnalano fonti della Benemerita citate dall'agenzia di stampa Efe.
Inchiesta su presunta corruzione
L'arresto di Rubiales non sarebbe avvenuto per ordine della giudice istruttore del Tribunale di Majadahonda, che coordina l'inchiesta sulla presunta corruzione nei contratti chiusi dalla Rfef negli ultimi 5 anni, e che citerà l'indagato per l'interrogatorio nei prossimi giorni. Gli agenti dell'Uco avevano perquisito la casa di Rubales a Cordoba (Andalusia) la scorsa settimana, sequestrando un'ingente documentazione e lunedì hanno perquisito anche la sua residenza nella Repubblica Dominicana, dove hanno posto sotto sequestro i suoi telefoni cellulari e un tablet.
Opere edili "in cambio di pagamenti"
La Guardia Civile sospetta che la Federcalcio, durante la presidenza di Rubiales, abbia contrattato l'impresa di costruzioni Gruconsa per opere edili, "in cambio di pagamenti" a una società amministrata da Francisco Javier Martin, noto come "Nene", amico dello stesso presidente della Rfef. L'impresa, secondo fonti al corrente dell'inchiesta citate da La Vanguardia, fu prescelta per i lavori di ristrutturazione dello stadio di Siviglia della Cartuja, per ospitare le partite dell'Eurocoppa 2020 e le finali della Coppa del Re dal 2020 al 2024. I contratti sono al centro dell'istruttoria coordinata dalla sezione n. 4 del tribunale di Majadahonda sugli appalti firmati dalla Federcalcio negli ultimi 5 anni, incluso il trasferimento della Supercoppa di Spagna in Arabia Saudita. Per i lavori alla Cartuja, la Uco stima che Gruconsa fatturò 3,8 milioni di euro alla Rfef e alla società pubblica Stadio Cartuja Siviglia, impiegando un giro di fatture falsificate, secondo l'ipotesi investigativa nei rapporti della Benemerita.

