
Il gol di Ndoye, il rosso a Embolo, i supplementari, quella parabola incredibile di Alvarez: il 3-1 dell'Argentina prende in contropiede un'intera Svizzera, intesa come nazione e non solo come nazionale. E al fischio finale, in tanti avranno pensato: maledetta Albiceleste, ancora tu. Come a Brasile 2014, con l'ottavo perso a un palo dalla storia.
Fa male, malissimo. Eppure, tornando a casa e incrociando i tifosi che hanno animato i maxischermi, ci è parso di vedere qualcosa che andava oltre il risultato.
Il Mondiale 2026 è già il miglior torneo di sempre per i rossocrociati. Ma passerà alla storia anche per la risposta, immensa, del pubblico. Una febbre salita di partita in partita, fino all'urlo collettivo. Il Ticino ha risposto presente, a orari impensabili, fino a questo quarto giocato in piena notte.
La sconfitta al cospetto dei campioni del mondo dice tanto di noi svizzeri: uniti, dignitosi, pieni di passione. E nel vedere le piazze piene, viene quasi da dire che abbiamo vinto noi.

