
Le vittime dell'attacco a una chiesa dei Testimoni di Geova ad Amburgo sono quattro uomini e due donne, di età compresa tra i 33 e i 60 anni, tutte di nazionalità tedesca. Tra le vittime c'è anche un feto di sette mesi (una bambina), la cui madre è sopravvissuta. Il killer, che conta come ottava vittima, si è ucciso durante l'assalto. Altre 8 persone sono rimaste ferite, di cui quattro si trovano in pericolo di morte. Lo hanno dichiarato in conferenza stampa le autorità tedesche. "È il peggior crimine nella storia recente della nostra città", ha commentato Andy Grote, ministro dell'Interno della città-stato di Amburgo, aprendo il punto stampa.
Chi è l'attentatore
L'attentatore, il 35enne Philipp F., è un ex membro dei testimoni di Geova, che ha lasciato volontariamente la comunità un anno e mezzo fa. Un'uscita che non è stata del tutto serena. Si dice che fosse arrabbiato con il suo datore di lavoro e i testimoni di Geova. Il 35enne era in possesso di un'arma legale (una pistola semiautomatica) dallo scorso dicembre e possedeva una licenza per le armi da fuoco. Era registrato come tiratore sportivo. La polizia ha trovato 9 caricatori da 15 colpi vuoti sul luogo dell'attacco e 20 caricatori pieni nello zaino. Altri sono stati trovati nella sua abitazione.
Una comunicazione anonima
Prima dell'attacco, la polizia ha ricevuto una comunicazione anonima, secondo cui Philipp F. non sarebbe adatto ad avere armi a causa di una malattia mentale non diagnosticata, ha detto in conferenza stampa il capo della polizia di Amburgo, Ralf Martin. Nella comunicazione si parlava inoltre della sua rabbia nei confronti della comunità dei testimoni di Geova e del datore di lavoro. Una comunicazione a cui ha fatto seguito un controllo della polizia, senza preavviso, lo scorso 7 febbraio. Il 35enne si è dimostrato collaborativo e ha mostrato il porto d'armi. La lettera anonima non è stata sufficiente per continuare a tenere sotto osservazione il 35enne e dopo la perquisizione non si sono registrati problemi particolari, ha aggiunto Martin.
Gli agenti hanno fermato la strage
La squadra speciale mobile della polizia di Amburgo è intervenuta dopo 4 minuti dall'allarme (21.04) e ha potuto fermare la strage. Quando l'aggressore ha visto gli agenti di polizia, è fuggito al secondo piano e si è tolto la vita. Un intervento, quello delle forze dell'ordine, che ha probabilmente salvato molte vite, ha detto Grote.

