
Non si sono fermati un attimo i soccorritori a Mestre. Per tutta la notte hanno lavorato sul luogo dell'incidente, dove ieri sera -ricordiamo - un pullman con numerose persone a bordo è precipitato da un cavalcavia, finendo sulla strada a fianco della ferrovia e prendendo in seguito fuoco. Il bilancio ufficiale è di 21 vittime e 15 feriti, 5 dei quali in gravi condizioni. Lo ha comunicato poco fa il prefetto di Venezia, Michele Di Bari, dopo aver ricevuto le ultime informazioni dai dirigenti sanitari.
Tra le vittime due bambini e ragazza minorenne
Ci sono due bambini - un neonato di pochi mesi, e un 12enne - ed anche una ragazza minorenne tra le 21 vittime dell'incidente del pullman avvenuto a Mestre. Lo riferisce all'ANSA Paolo Rosi, coordinatore del servizio d'urgenza Veneto. Non ci sono stati nuovi decessi nella notte tra i 15 feriti portati negli ospedali della regione. Quattro di essi, in terapia intensiva, non sono ancora stati identificati. Tra le 21 vittime, sono 7 quelle che hanno già un nome certo. Oltre a queste c'è una donna austriaca che si ritiene sia la mamma di due bambine, di 13 e 3 anni, ricoverate a Treviso, in condizioni non gravi.
Kiev conferma: "Morti 5 ucraini, i feriti sono 3"
Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko ha confermato che cinque ucraini sono rimasti uccisi e tre feriti nell'incidente del bus a Mestre. Lo riferisce Rbc-Ucraina. I consoli ucraini stanno attualmente collaborando con le forze dell'ordine italiane per chiarire tutte le circostanze dell'incidente, ha detto il portavoce.
Le cause dell'incidente
Tra le prime ipotesi sulle cause che hanno portato alla tragedia c'è forse un malore dell'autista, ritenuto esperto dai suoi colleghi visti i diversi anni di lavoro alle spalle. Nelle prossime ore le autorità -riportano i media italiani- analizzeranno anche le immagini delle telecamere di sicurezza puntate sul cavalcavia, in modo da ottenere maggiori informazioni sulla dinamica dell'incidente. Sull'accaduto la Procura della Repubblica di Venezia ha aperto un fascicolo.
I soccorritori: "Una tragedia di giovani"
"L'impressione visiva, dopo la rimozione delle salme, è che ci troviamo di fronte ad una tragedia di giovani, se non giovanissimi, salvo qualche adulto". A parlare -nel corso della notte, è stato uno dei capi soccorritori che si trovava sul luogo dell'incidente. "Respiriamo una situazione surreale - dice ancora il soccorritore - non ho mai visto tante persone pronte a dare una mano". Sul posto si è recata una sessantina di mezzi dei vigili del fuoco e 20 automezzi. Molti dei pompieri non hanno voluto riposare alla fine del turno e hanno chiesto di continuare a lavorare.
Gli ospedali: "Stiamo compiendo uno sforzo comune, faremo tutto il possibile"
Sono stati distribuiti negli ospedali di Mestre, Dolo, Mirano, Treviso e Padova i pazienti rimasti coinvolti a Mestre nell'incidente del bus, costato la vita a 21 turisti. L'Ulss 3 veneziana conferma che il piano di allarme previsto in questo casi è scattato immediatamente come progettato quando vi è un alto numero di feriti. All'ospedale all'Angelo di Mestre sono state ricoverate sei persone oltre a due deceduti (un bambino e un adulto). Dei sei, quattro sono in codice rosso e due presentano lesioni minori. Per tutti sono stati riscontrati traumi e ferite gravi da ustioni. Per supportare i medici, sono giunti a Mestre da Chioggia i primari di pediatria, cardiochirurgia, neurologia e e chirurgia generale. Gli arrivi di parenti nella sala d'aspetto del nosocomio per ora sono molto limitati. È stato anche attivato un servizio di traduzioni in ucraino e russo. "Stiamo compiendo uno sforzo comune, in una collaborazione con le autorità cittadine e con le forze dell'ordine; sforzo che abbiamo già testato nei mesi più impegnativi della pandemia, e che oggi siamo costretti a replicare in questa notte drammatica. Facciamo e faremo tutto il possibile per chi è ferito, per chi ha bisogno di assistenza, e per le famiglie che nei nostri ospedali verranno a sincerarsi delle condizioni dei loro congiunti". Lo afferma, dall'ospedale all'Angelo di Mestre, il direttore generale dell'Usl 3 di Venezia, Edgardo Contato. "La direzione dell'Azienda sanitaria - aggiunge - sta compiendo ogni sforzo in questa notte che sicuramente è tragica per la comunità di Venezia. La rete degli ospedali, i pronto soccorso, oltre agli operatori dell'emergenza-urgenza, sono stati allertati con tutti i mezzi e tutte le forze".
Veicolo rimosso
Le operazioni di sollevamento e recupero del mezzo erano iniziate poco prima delle 3 del mattino e si sono concluse alle 5.30. Il pullman è stato trasportato con l'ausilio delle autogru su un autoarticolato dei vigili del fuoco. Un'operazione compiuta nella notte, come ha riferito alla stampa italiana il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Venezia, Mauro Luongo. "Abbiamo alzato poco fa il mezzo - ha proseguito Luongo - per essere sicuri che non vi fossero altri corpi sotto la vettura, e non c'erano. A complicare la situazione è stato il fatto che si trattava di un bus elettrico, e che quindi le batterie hanno preso fuoco subito dopo l'impatto".
L'obitorio di fortuna e la benedizione delle salme
Un obitorio di fortuna, tirando alcuni teli fra i piloni, è stato creato sul teatro della strage del pullman sito il cavalcavia di Mestre. Sul posto le ambulanze attendono di raccogliere le ultime vittime dell'incidente per portarle alla camera mortuaria. La zona è tuttora recintata e chiusa. In un secondo tempo le salme sono state trasferite dal luogo del disastro. Lo spostamento è avvenuto con i mezzi del Suem 118. Un sacerdote ha benedetto le salme prima del loro spostamento.
Salvataggi eroici
Fra le varie notizie dei concitati momenti vi è anche quello di un coraggioso salvataggio. Un operaio gambiano di 27 anni, assieme ad un collega, si è trasformato ieri sera in uno degli eroi. Boubacar Toure ha raccontato al 'Gazzettino' di aver aiutato i vigili del fuoco intervenuti per primi sul mezzo in fiamme a portar fuori dal quattro persone, tra le quali una bambina, che poi ha affidato ai. "Oltre a loro sono riuscito a portar fuori anche un cagnolino" ha detto il giovane. I due operai, terminato il turno - la fabbrica dista qualche centinaio di metri dal luogo dell'incidente - hanno visto quasi in diretta la scena dello schianto, e subito sono corsi verso il pullman che si era incendiato, per cercare di dare un aiuto. "Ho visto l'autista, nella cabina del pullman, ma era già morto - ha raccontato Boubacar -. Il vigile del fuoco allora mi ha detto che dovevamo pensare ai vivi, ai feriti, così l'ho aiutato ad estrarre quelle persone, per portarle all'esterno".
Caos al campeggio: registri ospiti non aggiornati
C'è una situazione di attesa e grande incertezza al camping 'Hu' di Marghera, dove alloggiavano le vittime dell'incidente del pullman a Mestre, perchè la mancanza di una contabilità aggiornata sugli ospiti in uscita per le gite non permette al momento di risalire ai turisti effettivamente saliti su quella navetta. Sul posto sono giunte le forze dell'ordine, mentre alcune autorità consolari arrivate già qualche ora dopo l'incidente sono in attesa di incrociare i dati dei connazionali in loro possesso con quelli dei registri del camping.

