Cerca e trova immobili
Estero
"Non sapremo mai di cosa è morto Navalny"
Redazione
3 anni fa
Il giornalista Stefano Piazza analizza la notizia del decesso del principale oppositore russo. "Putin aveva il timore che dal carcere potesse svelare altri dettagli su di lui".

“Alexei Navavlny ha continuato a raccontare al mondo chi è il criminale di guerra e assassino di molti giornalisti Vladimir Putin. E questo alla fine lo ha pagato con la vita”. Così il giornalista di “Panorama” e “La Verità” Stefano Piazza, ospite a Ticinonews, ha commentato la notizia odierna della morte del principale oppositore russo. Un decesso che, secondo Piazza, lascia pochi dubbi. “Lui ha cominciato a morire quel giorno del 2020, quando fu avvelenato e venne salvato per miracolo per una serie di circostanze fortunate”. "Noi non sapremo mai di cosa è morto, perché in Russia è impossibile avere informazioni di prima mano, reali e accertate. Hanno detto che è un'embolia, ma potrebbe essere stato vittima di un pestaggio, oppure avvelenato”.

"La decisione è stata di eliminare il problema"

Il presidente russo negli ultimi tempi “aveva di fatto due nemici: il suo ex amico Prigozin, e sappiamo che fine ha fatto, con il suo aereo che è casualmente precipitato, e sul fronte interno, questo pericolosissimo oppositore che gli ha creato mille problemi, perché ha svelato al mondo chi è davvero Putin, le sue ricchezze, le sue ruberie, quelle del suo clan di potere”, ha aggiunto Piazza. E in vista delle elezioni del 2024 “anche se in Russia saranno una formalità, Putin aveva il timore che Navalny dal carcere potesse svelare altri dettagli". L’oppositore, infatti, “disponeva di un grande gruppo di supporto in tutta la Russia, che è un paese sterminato, e quindi la decisione presa è stata quella di eliminare il problema”.

"Putin vuole restare al poter fino all'ultimo giorno"

Per tutto il pomeriggio, dopo la notizia della morte di Navalny, sono fioccate le reazioni indignate dell'Occidente, che ha puntato il dito contro il Cremlino, ritenendolo responsabile di questo decesso ed esortando le autorità russe a garantire che venga condotta un'indagine credibile. La domanda che ora in molti si pongono è se tutto ciò possa trasformarsi in un boomerang per il presidente russo. “In linea teorica potrebbe diventare un boomerang, ma Putin ormai non ha più nulla da chiedere alla sua avventura politica; di fatto è un satrapo che si è inchiodato alla sedia, vuole restare al potere fino all'ultimo giorno”. A livello internazionale “non ha più alcuna credibilità, dopo tutto quello che sta facendo in Ucraina, e anche in Israele”. E in Russia “nessuno gli si oppone, non c'è alcun piano per scalzarlo. Non gli importa di nulla: ormai ha deciso di andare fino in fondo e lo farà. Se non gli succederà qualcosa che lo possa mettere fuori gioco, resterà al potere fino a quando avrà respiro”, ha concluso Piazza.

L'intervento completo di Stefano Piazza: