
"Dopo l'annuncio del 'golpe' nella notte in strada tutto calmo. Alcuni feriti sono stati portati all'ospedale nazionale, forse in seguito ai tiri della Guardia Presidenziale per scoraggiare quanti stavano dimostrando attorno alla casa del Presidente Bazoum". Lo riferisce all'Agenzia Fides padre Mauro Armanino, missionario della Società delle Missioni Africane a Niamey, la capitale del Niger dove ieri la Guardia Presidenziale ha sequestrato il Presidente Mohamed Bazoum nel palazzo presidenziale. "Le strade sono con meno traffico del solito anche perché è in atto un temporale sulla città, dopo la 'solita' tempesta di sabbia che ha oscurato il sole mattutino per qualche tempo" continua padre Armanino.
Le conseguenze per il Paese
Il missionario aggiunge alcune considerazioni sulle cause di quello che sta accadendo. "Vedremo in seguito gli sviluppi - premette - ma già da ora ci sono alcuni elementi, credo, da prendere in considerazione". Tra questi vi sono: "Lo smantellamento dei partiti politici di opposizione (voluto o subìto ...) e la 'migrazione' di deputati al campo presidenziale ha ridotto lo spazio politico istituzionale. Quanto alla società civile è stata asservita gradualmente al 'progetto' presidenziale, scomparendo come entità autonoma, critica e propositiva. La cancellazione della classe intellettuale, comprata, venduta o messa all'asta ha comportato un vuoto di pensiero difficilmente colmabile. La presenza dei numerosi militari stranieri, con basi incluse non è necessariamente amata dalla gente e dagli stessi militari nigerini".

