Cerca e trova immobili
Veneto
Mestre, otto vittime identificate su ventuno. Il video del bus che precipita
Screenshot video
Screenshot video
Redazione
3 anni fa
Il bilancio ufficiale è di 21 morti; 4 dei 15 feriti sono ricoverati in terapia intensiva. Tra le prime ipotesi un malore dell'autista. Aperta un'inchiesta e prelievi del DNA per accertare l’identità delle vittime

Sono 8 sulle 21 totali le vittime identificate finora tra i passeggeri del pullman precipitato ieri notte a Mestre. Sette di queste sono femmine. Lo riporta Rainews, dove si legge che lo si apprende da fonti sanitarie. La maggior parte di loro sono giovani: una ragazzina di circa 11 anni, una ragazza di 28 anni, due giovani di 30, una di 38 anni e due donne di 65 e 70 anni. Fra le vittime c'è anche un neonato di pochi mesi. Lo riferisce all'Ansa Paolo Rosi, coordinatore del Suem 118 Veneto. Non ci sono stati decessi nella notte tra i 15 feriti portati negli ospedali della regione. "Dare un'identità alle vittime è difficile. Molti non avevano documenti con sé". Lo ha detto il Procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, parlando degli accertamenti in corso sull'incidente del bus a Mestre. "Ci sono loro parenti presenti, ma è difficile dare dei nomi con certezza. Per questo ho dato l'incarico alla medicina legale, ma anche alla polizia scientifica, perché se necessario si ricorra all'esame del DNA. Speriamo però, entro domani, di identificarli tutti". "Sulle eventuali autopsie",  ha aggiunto, "valuteremo in seguito. Ma, a parte quella sull'autista, le altre non sembrano necessarie visti i traumi da schiacciamento. È nostra volontà restituire al più presto le salme ai parenti".  Le ipotesi principali al vaglio della magistratura sulle cause della tragedia sono due: una manovra azzardata, con l'affiancamento ad un altro bus e un guardrail vecchio; oppure, sommato a questo, un malore dell'autista che non è riuscito a controllare il mezzo. "Non ci sono allo stato indagati - ha confermato il Procuratore Bruno Cherchi - mentre il guardrail, la zona di caduta del bus e lo stesso mezzo sono stati posti sotto sequestro". È stata anche acquisita la 'scatola nera' del mezzo "che sarà esaminata - ha spiegato Cherchi - solo quando si saprà che non è un'operazione irripetibile. Altrimenti aspetteremo lo sviluppo dell'inchiesta, affinché tutte le parti coinvolte possano avere le perizie".

I feriti

Attualmente risultano ricoverati presso gli ospedali del Veneto 15 pazienti; undici di loro sono in reparti ad alta intensità di cura (terapie intensive). I ricoveri riguardano 12 adulti e 3 tre minori. Lo rende noto la Regione Veneto. All'ospedale di Mestre sono ricoverati 5 pazienti, tre di nazionalità ucraina, un tedesco, una persona in corso di identificazione. All'ospedale di Dolo: un paziente di nazionalità francese. All'ospedale spedale di Mirano un paziente di nazionalità croata All'ospedale di Treviso, 5 pazienti, di cui due minori austriaci, uno spagnolo, un austriaco, un'ucraina. E infine all'ospedale di Padova: ricoverati due pazienti, una donna spagnola, una donna ucraina, una in corso di identificazione. Nella notte è stato trasferito un paziente dall'ospedale di Treviso al centro grandi ustioni di Padova. Un ulteriore paziente è stata trasferita poco fa da Mestre a Padova (una donna ancora in corso di identificazione). Gli aggiornamenti, fa sapere la Regione, saranno resi noti alle 11 e alle 17 dei prossimi giorni, salvo evoluzioni. I feriti "sono giovani, tutti pazienti sotto i 50 anni'' i sei feriti dell'incidente del bus precipitato dal cavalcavia a Mestre e ricoverati all'ospedale dell'Angelo, due in reparti chirurgici e quattro in rianimazione. Lo ha riferito in un punto stampa il direttore medico dell'ospedale, Chiara Berti.  Per quanto riguarda le loro condizioni fisiche, la dottoressa ha fatto sapere che si tratta di pazienti ''tutti politraumatizzati, quindi hanno traumi più o meno importanti''. Al Dell'Angelo ci sono al momento sei persone: ''Due signore in rianimazione non identificate e non coscienti. Degli altri quattro due donne in rianimazione e due uomini in reparti chirurgici. I quattro di cui conosciamo la nazionalità sono tre ucraini e un tedesco''. Una delle donne ricoverate in terapia intensiva - ha fatto sapere il direttore sanitario - ''ma una delle signore che è in rianimazione andrà al centro grandi ustionati dell'ospedale di Padova'' entro fine giornata.

"L'impianto interno ha registrato dati"

Nel bus precipitato, oltre a una scatola nera, c'era anche "un impianto che ha registrato dati, come quelli relativi alla velocità, alla posizione e alla frenatura, che restano salvati in cloud per sei mesi e messi a disposizione in tempo reale del Comune di Venezia". Lo spiega Massimo Fiorese, amministratore delegato della società proprietaria del mezzo. La scatola nera "mantiene in memoria registrazioni continue di quello che accade all'interno e all'esterno".

Procuratore: "Indagini per omicidio plurimo stradale"

La Procura di Venezia procede per il reato di omicidio plurimo stradale in merito all'incidente. "L'autopsia sul corpo dell'autista sarà importante", ha riferito il procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, in conferenza stampa. Inoltre, ha dichiarato, che ''Non risultano né segni di frenata né contatti con altri mezzi" prima che precipitasse. Il bus era dotato di una 'scatola nera' che è stata recuperata e che verrà analizzata. "Non si è verificato alcun incendio - ha spiegato - né dal punto di vista tecnico né c'è stata una fuga di gas delle batterie a litio che ha provocato fuoco e fumo". Le batterie, ha detto il magistrato, sono state messe sotto sequestro. Il riconoscimento delle salme delle persone morte nell'incidente di Mestre "non è semplicissimo perché molti non avevano un documento". Il procuratore di Venezia, ha spiegato che, proprio per agevolare gli accertamenti sull'identità delle vittime, "è stato disposto che i medici legali prelevino il DNA qualora non si abbia certezza sulla salma".

Sul bus anche una coppia croata sposata da venti giorni

Tra le 21 vittime c'è anche una giovane donna croata, di una ventina d'anni, in viaggio di nozze con il marito. L'uomo, rimasto ferito, sarebbe ricoverato in un ospedale veneto. Un inviato del sito croato di informazione 24Sata.hr che si trova a Venezia, ha riferito che alcuni giornalisti italiani hanno appreso della morte della connazionale. Si tratterebbe di due giovani provenienti dalla zona di Spalato, in Dalmazia. Sposati una ventina di giorni fa avevano scelto proprio Venezia come tappa del viaggio di nozze. Una luna di miele da favola nella cornice da cartolina della città lagunare però finito in tragedia. All'ospedale dell'Angelo di Mestre ci sono anche cronisti croati, per avere informazioni sulle condizioni dei loro connazionali. I due giovani sposi avrebbero quindi partecipato alla gita dal campeggio Hudi Marghera, dove soggiornavano anche gli altri turisti morti e feriti nell'incidente stradale.