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Luce verde dalla Commissione del Senato all'accordo fiscale sui frontalieri
©Gabriele Putzu
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Il senatore Alessandro Alfieri: "Con questo provvedimento tuteliamo i lavoratori frontalieri e garantiamo risorse aggiuntive per i comuni di frontiera". Ora toccherà prima al Senato e poi anche alla Camera dei deputati dare il via libera all'accordo.

La Commissione del Senato italiano ha ratificato l'accordo fiscale sui frontalieri. La decisione, arrivata oggi, è stata annunciata dal senatore del Partito democratico Alessandro Alfieri, come scrive il Corriere del Ticino. "Dopo due anni di lavoro in Commissione congiunta Esteri e Finanze abbiamo dato il via libera al testo di ratifica dell’accordo fiscale Italia-Svizzera", ha detto Alfieri. "Con questo provvedimento tuteliamo i lavoratori frontalieri e garantiamo risorse aggiuntive per i comuni di frontiera. È un grande risultato che ci rende estremamente soddisfatti", ha continuato. Ora toccherà prima al Senato e poi anche alla Camera dei deputati dare luce verde all'accordo.

Grazie all'intesa - alla cui negoziazione hanno partecipato anche le autorità ticinesi, grigionesi e vallesane nonché le organizzazioni sindacali e l'Associazione Comuni italiani di frontiera - la Svizzera tratterrà l'80% (oggi poco più del 60%) dell'imposta alla fonte ordinaria prelevata sul reddito dei nuovi frontalieri che lavoreranno sul suo territorio. I nuovi lavoratori frontalieri saranno tassati in via ordinaria anche in Italia. La doppia imposizione verrà eliminata. Sono considerati nuovi lavoratori frontalieri le persone che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro transfrontaliero dopo l'entrata in vigore del nuovo Accordo.

Regime transitorio

Alle persone che lavorano o hanno lavorato nei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese tra il 31 dicembre 2018 e la data di entrata in vigore del testo - detti frontalieri attuali - si applica un regime transitorio. Questa categoria di lavoratori continuerà infatti ad essere tassata esclusivamente in Svizzera, la quale verserà ai Comuni italiani di confine fino all'anno fiscale 2033 una compensazione finanziaria del 40% dell'imposta alla fonte prelevata nella Confederazione.

I "nuovi" frontalieri

Sempre secondo l'accordo, in futuro il "lavoratore frontaliere" includerà coloro che risiedono entro 20 chilometri dalla frontiera e che, in linea di massima, rientrano ogni giorno al loro domicilio. Tale nuova definizione si applica a tutti i frontalieri (nuovi e attuali) a partire dall'entrata in vigore dell'accordo.

Il Decreto adottato in Svizzera

In Svizzera, le Camere federali hanno adottato a larghissima maggioranza il 18 marzo dello scorso anno il Decreto federale che approva un accordo tra la Svizzera e l'Italia relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri e il corrispondente protocollo. Il Consiglio nazionale ha detto "sì" con 183 voti contro 5 e 3 astenuti mentre gli Stati lo hanno fatto senza voti contrari (38 "sì" e 3 astenuti").

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