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L'Aggressione
L’aggressore di Rushdie vicino all’estremismo sciita?
IMmagine Shutterstcok
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Keystone-ats
4 anni fa
Il movente dell'accoltellamento dello scrittore rimane da stabilire con certezza, ma con il passare delle ore emerge un profilo dell'aggressore che fa pensare a un attacco di matrice religiosa.

Riordiamo che l’aggressione è avvenuta ieri a un festival letterario nello Stato di New York ed è stata compiuta da un giovane di 24 anni.

Indagini in corso

"Al momento non abbiamo alcuna indicazione di un movente", ha detto ai giornalisti il maggiore Eugene J. Staniszewski. Per ora sembra che il giovane, secondo i media statunitensi, sia nato in California e si sia trasferito di recente nel New Jersey, a Fairview, un quartiere della Contea di Bergen che si affaccia sul fiume Hudson davanti a Manhattan. La polizia ritiene che il 24enne stesse "lavorando da solo", ma su questo punto potrebbero emergere novità dopo la perquisizione della sua abitazione fatta ieri sera dagli agenti dell'Fbi, visti da alcuni residenti. Le autorità inoltre stanno ancora indagando sull'esatta nazionalità dell’uomo e su eventuali precedenti penali a suo carico.

Il possibile movente

Quanto al movente, secondo i media un esame preliminare dei suoi canali social ha mostrato la sua simpatia per l'"estremismo sciita" e le cause della Guardia rivoluzionaria islamica iraniana (Irgc). Anche se per il momento non sono emersi legami diretti tra il 24enne e l'Irgc, gli investigatori avrebbero trovato immagini del comandante iraniano Qassem Solemani - ucciso in un raid Usa a Baghdad nel 2020 - in un'app di messaggistica del cellulare dell’aggressore. Da parte sua, il difensore d'ufficio del giovane - l'avvocato Nathaniel Barone - interpellato dalla Associated Press, si è rifiutato di rilasciare commenti.

La Casa Bianca: "Preghiamo per Rushdie"

"Gli Stati Uniti e il mondo hanno assistito a un attacco orribile contro lo scrittore Salman Rushdie. Questo atto di violenza è spaventoso". Lo scrive il Consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, in una nota sull'attacco all'autore. "Tutti noi nell'amministrazione Biden-Harris preghiamo per la sua pronta guarigione", si legge ancora nella nota, nella quale si esprime anche gratitudine ai "bravi cittadini e soccorritori che hanno aiutato così velocemente Rushdie dopo l'attacco e alle forze dell'ordine per il loro lavoro efficace".