
Ieri sera l'annuncio di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America: "Pausa immediata di 90 giorni sui dazi reciproci, Cina esclusa". Ebbene, stando al Washington Post, la decisione del tycoon sarebbe maturata dopo la telefonata avuta con la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. Durante la conversazione, durata circa 25 minuti, la consigliera federale ha espresso "la posizione svizzera sul commercio bilaterale e possibili risposte alle aspettative americane". Inoltre, Keller-Sutter ha anche sottolineato il ruolo che ricoprono le imprese elvetiche negli States a livello di creazione di posti di lavoro e ricordato Berna lo scorso anno abbia abolito i dazi doganali sui prodotti industriali statunitensi.
La task force elvetica
Ieri, inoltre, il Consiglio federale ha annunciato l'istituzione di un'organizzazione di progetto incaricata di guidare le relazioni tra Usa e Svizzera. Una struttura "diretta dal capo del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) che integrerà tutti i dipartimenti e sarà operativa fino alla fine del 2025. Il 3 aprile 2025 il Consiglio federale ha deciso di intensificare i contatti con gli Stati Uniti allo scopo di trovare soluzioni alle questioni in sospeso, in particolare in ambito commerciale, economico e finanziario".
I dazi imposti alla Svizzera
Ieri mattina alle 6:01, fino alla sospensione annunciata in serata, sono entrati in vigore i dazi imposti dagli Usa sulle importazioni, che per la Svizzera erano del 31%. In Svizzera risultano particolarmente colpiti i produttori di orologi, l'industria dei macchinari e il settore medtech. I prodotti farmaceutici e le esportazioni di oro sono per il momento esenti.
"Merito del segretario al tesoro"
Se da una parte c'è chi dà il merito alla presidente della Confederazione, dall'altra c'è chi lo attribuisce al segretario al Tesoro americano, Scott Bessent. Secondo quanto riferisce la Cnn, citando fonti informate, è stato lui a far ragionare Donald Trump sui dazi, convincendolo ad una pausa, focalizzandosi sulla crisi dei titoli. Il segretario e il suo dipartimento erano, in particolare, preoccupati per l'impennati dei rendimenti che comporta costi più elevati per i consumatori americani sui tassi dei mutui per le case e i costi di finanziamento per le imprese. I titoli del Tesoro americano sono considerati l'investimento più sicuro del mercato. È il luogo in cui gli investitori di tutto il mondo si rifugiano, certi che il ruolo dominante degli Stati Uniti nel sistema finanziario globale garantirà la sicurezza degli asset. Ma l'ondata di dazi imposti da Trump ha provocato la rapida svendita di asset rifugio e questo ha suscitato il timore di nuove turbolenze sui mercati.

