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Medio Oriente
Attacco di terra a Gaza city, Geninazzi: "L'operazione andava fermata prima"
5 mesi fa
Secondo il giornalista esperto in Medio Oriente, neppure le accuse della Commissione d'inchiesta dell'Onu porteranno delle conseguenze. "Storicamente, le dichiarazioni delle Nazioni Unite sono state tante, ma sono sempre rimaste lettera vuota".

"Un’operazione che si stava preparando da tempo e che, colpevolmente, nessuno dei governi dell’Occidente ha cercato di fermare, al di là delle condanne un po’ retoriche e senza efficacia, e della complicità effettiva dell’amministrazione americana". Così Luigi Geninazzi, giornalista esperto in Medio Oriente, ha commentato a Ticinonews l'attacco di terra sferrato dall'esercito israeliano a Gaza City. Questa situazione "da un lato era prevista, ma si pensava quasi magicamente che questa linea rossa, superata nella notte da Israele, potesse rimanere tale, che non si oltrepassasse questo tabù della distruzione di una città". Si tratta "chiaramente di una misura sproporzionata, che tardivamente la Commissione d'inchiesta dell'Onu ha condannato come un genocidio cosciente, criminale, condotto da Israele nei confronti della popolazione palestinese”.

"Dichiarazioni dell'Onu inefficaci"

Ci si chiede adesso se queste accuse della Commissione d'inchiesta genereranno un qualche tipo di pressione. “Purtroppo, se guardiamo la storia di questi 80 anni, le dichiarazioni dell’Onu sono state tante, ma sono sempre rimaste lettera vuota, senza alcuna efficacia", analizza Geninazzi. Certo, "hanno importanza, perché parliamo di una condanna emessa dalla più alta Assemblea di tutte le nazioni del pianeta, ma non portano conseguenze". Allo stesso modo "le dichiarazioni di riconoscimento dello Stato palestinese, a mio avviso corrette dal punto di vista formale, arrivano tardivamente. E, soprattutto, sono anch’esse simboliche, poiché manca proprio il territorio palestinese”.

"La questione due Stati? Improponibile"

Guardando al futuro della situazione in Medio Oriente "la questione due Stati mi sembra ormai improponibile, poiché mancano le condizioni materiali. Già prima della guerra vi erano tante difficoltà, ma adesso è assolutamente non fattibile". Secondo Geninazzi "l’Occidente, seppur tardivamente, dovrebbe svegliarsi. Noi siamo sotto shock perché da almeno tre anni ci troviamo in scacco di due grandi guerre - il conflitto Russia-Ucraina e quello in Medio Oriente - le quali sembrano non finire mai". Il fatto di non aver tentato neppure una misura di sanzione, una rottura di un accordo commerciale nei confronti del governo Netanyahu, "svalorizza tutto quanto è stato giustamente fatto verso Putin; siamo al 19esimo pacchetto di sanzioni contro al Russia, ma come si spiega l'assenza di sanzioni contro un Paese che si comporta allo stesso modo?" Il problema adesso "non è più combattere Hamas. Israele è arrivato al punto che ormai vuole distruggere tutto ciò che c’è attorno ad Hamas, quindi i palestinesi: i complici, ma anche gli indifferenti e chi non ne sa nulla, perfino i neonati. È veramente una prospettiva che dovrebbe far riflettere i governi occidentali”, conclude Geninazzi.

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