
Un'auto sulla folla a New Orleans. L'esplosione di un Suv a Las Vegas, davanti al Trump Hotel. Sono questi gli attacchi che hanno caratterizzato il primo giorno del 2025 negli Stati Uniti. Nel primo caso il bilancio è di almeno 15 morti e oltre una trentina di feriti, nel secondo di un morto e sette feriti lievi. I due autori, entrambi deceduti negli attacchi, hanno prestato servizio per un periodo nella stessa base militare. "Salta all'occhio, per quanto accaduto a New Orleans, che l'attentatore è un ex membro dell'esercito statunitense che ha servito in Afghanistan con un nome arabo", spiega a Ticinonews Peter Regli, ex capo del Servizio delle attività informative della Confederazione. "Sembra che abbia compiuto l'attentato con una tuta mimetica e un'arma che utilizzava durante l'esperienza militare. Si tratta di un nuovo tipo di attentatore, che aveva l'intenzione di uccidere più persone possibili per ragioni che ancora non conosciamo, come successo a Magdeburgo. Sfortunatamente questi attentatori cercano sempre la folla e hanno successo", aggiunge l'esperto.
"Una minaccia per la nostra libertà democratica"
"L'islamismo e la violenza islamista compiuti da questo tipo di persone", continua Regli, "sono sempre esistiti. Lo Stato Islamico non è scomparso e l'obiettivo è quello di colpire quelli che loro ritengono non credenti. Le persone vengono spesso radicalizzate sui social media, come TikTok e Telegram e in questo senso rappresentano una minaccia per la nostra libertà democratica. I servizi di sicurezza sono al corrente di questo e sono sempre sul chi vive". Inoltre, conclude, "questi casi sono seguiti per cercare di osservare il modus operandi, ma non c'è nulla di nuovo, sono fatti che conosciamo".

