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La Danimarca non parteciperà al WEF a causa della disputa sulla Groenlandia
©GIAN EHRENZELLER
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La notizia, anticipata da Bloomberg, è stata confermata dal forum in una nota: «Possiamo confermare che il governo danese non sarà rappresentato a Davos questa settimana» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
27 minuti fa
Proteste contro Donald Trump e la «plutocrazia»

Il movimento Campax ha organizzato oggi una protesta contro Donald Trump e la «plutocrazia», proiettando un'immagine satirica del presidente americano su una pista da sci a Davos (GR). In particolare, ha denunciato «gli attacchi alle democrazie» nel mondo.

La proiezione, illegale, mostrava Donald Trump con banconote in mano e negli occhi, accompagnata dal testo «lo spirito della plutocrazia», per ridicolizzare il motto del forum economico mondiale (WEF), «lo spirito del dialogo».

«Il WEF non si preoccupa del dialogo. Se lo scambio fosse stato in cima alle sue priorità, il Forum avrebbe invitato altre persone», ha dichiarato all'agenzia Keystone-ATS una portavoce di Campax, che si presenta come un movimento civico. Il WEF «è solo una questione di soldi, avidità e potere». L'azione, durata una decina di minuti, è costata 20'000 franchi.

Proteste a Zurigo

Parallelamente, a Zurigo, un'ampia alleanza di partiti e organizzazioni di sinistra si è mobilitata nel tardo pomeriggio per denunciare il Forum economico, con lo slogan «Trump still not welcome!» (Trump ancora non è il benvenuto!).

Più di quindici partiti e organizzazioni hanno aderito all'iniziativa promossa dal Movimento per il Socialismo. Tra questi, la Lista Alternativa e i Giovani Socialisti di Zurigo, il partito ecologista basilese BastA!, lo Sciopero per il clima argoviese e il collettivo «Strike WEF».

I capi di Stato e di governo «vogliono approfittare dell'occasione per leccare i piedi al fascista», hanno scritto gli organizzatori. A loro avviso, la sinistra ha ora il dovere di costruire un movimento antifascista internazionale contro gli oligarchi e l'ascesa dell'autoritarismo e della repressione.

Sempre oggi, in tarda mattinata, il movimento Mass-Voll! («la misura è colma») ha pure svolto «pacificamente» un'azione di protesta autorizzata. «Rifiutiamo il WEF e presentiamo la nostra alternativa: il sovranismo», ha scritto il presidente del movimento Nicolas Rimoldi in un invito ai media. Manifestazioni anti-WEF si erano già tenute nel week-end nei Grigioni e a Berna.

un'ora fa
«Le relazioni USA- Svizzera procedono nuovamente molto bene»

«Le relazioni con la Svizzera procedono nuovamente molto bene», ha dichiarato oggi il segretario al Tesoro americano Scott Bessent. Il funzionario ha rilasciato questa dichiarazione al suo arrivo a Davos (GR) per il Forum economico mondiale (WEF).

«Dopo un periodo turbolento negli ultimi mesi, le relazioni tra la Svizzera e gli Stati Uniti sono tornate su un ottimo binario», ha dichiarato Bessent alla stampa al suo arrivo a Davos. Ha parlato davanti alla Casa americana istituita quest'anno nella chiesa anglicana della località grigionese.

Berna e Washington hanno concordato a novembre di ridurre le tasse americane sui prodotti svizzeri importati dal 39 al 15% al termine di aspre discussioni. I due Paesi devono ancora firmare un accordo entro il 31 marzo per garantire l'intesa.

Il mandato negoziale è pronto da parte svizzera. Se anche gli americani saranno pronti, le discussioni si terranno a Davos e potranno procedere «molto rapidamente», ha dichiarato la scorsa settimana il presidente della Confederazione Guy Parmelin. Il consigliere federale vodese terrà un discorso di apertura domani mattina al WEF.

Prendere Trump «in parola»

Queste preoccupazioni svizzere arrivano in un contesto di tensione tra gli Stati Uniti e l'Europa. Il presidente americano Donald Trump, atteso mercoledì a Davos, ha minacciato otto Paesi europei di nuovi dazi se non gli avessero ceduto la Groenlandia, territorio autonomo danese.

Trump considera la Groenlandia una risorsa strategica per gli Stati Uniti, ha dichiarato Scott Bessent. «Penso che tutti dovrebbero prendere sul serio le parole del presidente americano», ha aggiunto. Diversi Paesi europei, tra cui la Francia, hanno parlato di preparare «contromisure» di fronte alla minaccia di Trump.

Il messaggio di questa settimana sarà che lo slogan «America First» non significa «America sola». E il presidente vuole mostrare a cosa assomiglia la leadership degli Stati Uniti nel mondo, ha dichiarato Bessent.

Il segretario al Tesoro ha anche sottolineato il successo economico americano al termine del primo anno del secondo mandato del repubblicano come presidente. Il governo Usa ha a cuore di prendersi cura dell'elettorato americano in vista delle elezioni legislative.

2 ore fa
Pfister ha fatto visita alle truppe mobilitate per il WEF

Il consigliere federale Martin Pfister, capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS), ha fatto visita alle truppe mobilitate nell'ambito della riunione annuale del Forum economico mondiale (WEF) a Davos (GR). Si è detto impressionato dalla collaborazione tra la polizia e l'esercito.

Lo zughese si è espresso in una conferenza stampa a margine di una visita a una base militare nella frazione di Davos Frauenkirch.

Il comandante della base ha spiegato al consigliere federale che a Frauenkirch sono stazionate unità delle truppe di terra, delle Forze aeree, del Comando Cyber, responsabile della fornitura di prestazioni nel ciberspazio e nello spazio elettromagnetico, e della Base logistica dell'esercito. Il coordinamento dei trasporti aerei e la sicurezza dello spazio aereo sono garantiti da questo sito, ha spiegato Pfister. In questo contesto, anche la cooperazione internazionale riveste un ruolo importante.

Quest'anno, vista anche la presenza del presidente statunitense Donald Trump, il dispositivo di sicurezza è consistente, ha indicato il DDPS stamani. A Davos, proprio anche per la presenza dell'inquilino della Casa Bianca, questa settimana ci sarà un numero record di personalità.

In totale, sono 123 le persone che necessitano di un grado di protezione particolarmente elevato, mentre in 400 - fra cui 64 capi di Stato - sono protetti dal diritto internazionale.

L'esercito sostiene la polizia con la presenza di 5000 militari, che sorvegliano lo spazio aereo, trasportano personalità che necessitano di protezione e danno in generale man forte gli agenti delle forze dell'ordine.

4 ore fa
Dazi europei agli USA «sarebbero molto imprudenti»

Ritorsioni europee contro le mire americane sulla Groenlandia, sotto forma di dazi nei confronti degli Stati Uniti, «sarebbero molto imprudenti». Lo ha detto il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ai giornalisti al suo arrivo al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR).

Bessent ha spiegato che l'amministrazione Trump vuole il controllo della Groenlandia in quanto «asset strategico» e che «non daremo la sicurezza del nostro emisfero in outsourcing a nessun altro».

Intanto, la questione della sicurezza nell'Artico verrà discussa nel corso dell'incontro dei Capi dello Stato maggiore della Nato, in calendario per mercoledì e giovedì. Lo fa sapere una fonte alleata, precisando che la riunione è «in calendario da tempo» e dunque «è slegata» dalle ultime vicende.

«Ma naturalmente, nel corso di un dibattito sulle sfide strategiche, l'Artico verrà affrontato nel quadro dell'approccio a 360 gradi dell'Alleanza», precisa la fonte. Le tensioni ci sono. «Ma sino a che saremo un'organizzazione costituita da 32 alleati, ci comporteremo come tale», sottolinea.

6 ore fa
WEF: la Danimarca assente per la disputa sulla Groenlandia

La Danimarca non parteciperà al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) a causa della disputa in atto sulla Groenlandia. La conferma, scrive Bloomberg, è arrivata direttamente da una nota del forum.

«I rappresentanti del governo danese sono stati invitati quest'anno e qualsiasi decisione sulla partecipazione è di competenza del governo interessato», ha dichiarato il forum. «Possiamo confermare che il governo danese non sarà rappresentato a Davos questa settimana».

9 ore fa
Escluso il ministro degli Esteri iraniano Araghchi dopo le proteste

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non parteciperà al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR). Lo hanno annunciato gli organizzatori dell'evento, precisando che la decisione è legata alla recente e sanguinosa repressione delle proteste nel suo Paese.

Il capo della diplomazia di Teheran «era stato invitato lo scorso autunno, ma la tragica perdita di vite civili in Iran nelle ultime settimane fa sì che non sia giusto che il governo iraniano sia rappresentato a Davos quest'anno», hanno spiegato gli organizzatori in un post su X.

9 ore fa
Il punto alle 12

Tutto pronto a Davos per il Forum economico mondiale (WEF). Trump e Zelensky, ma anche Javier Milei, i consiglieri federali Guy Parmelin, Ignazio Cassis, Martin Pfister e Karin Keller-Sutter: in totale sul territorio grigionese arriveranno 64 capi di Stato e al WEF parteciperanno oltre 3 mila persone. «Mai come quest’anno il WEF ha visto la presenza di così tanti VIP con obbligo di protezione e con dispositivi di sicurezza di grandi dimensioni», ha dichiarato la scorsa settimana il comandante della Polizia cantonale e responsabile della sicurezza dell’evento Walter Schlegel.  

Il presidente ucraino dovrebbe intervenire domani: l'organizzazione non ha ancora ufficializzato il suo discorso, tuttavia la Ukraine House, la sede della missione di Kiev nella località grigionese, pubblicizza un intervento alle 14.30 di martedì. Zelensky arriva a Davos con un'agenda tenuta finora riservata per motivi di sicurezza. Il presidente ucraino ha detto di aspettarsi che a margine del Forum - dove sarà presente il presidente Usa Donald Trump, il segretario generale della Nato Mark Rutte e un'ampia delegazione di leader europei - ci siano colloqui per la firma dell'accordo sulle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti all'Ucraina. Il WEF, intanto, ha messo in calendario per domani alle 14.30 una "conversazione" con il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, che si sovrapporrebbe all'intervento di Zelensky se questo venisse ufficializzato. Bessent ieri è intervenuto sul tema della volontà di Washington di annettere la Groenlandia, dicendo che «gli Stati Uniti proiettano forza, gli europei proiettano debolezza».

Nel frattempo Reuters fa sapere che Kirill Dmitriev, il consigliere presidenziale russo per gli investimenti esteri e negoziatore con Washington, sarà questa settimana a Davos per incontrare una delegazione degli USA a margine dei lavori del WEF. Il capo negoziatore ucraino, Rustem Umerov, aveva detto ieri che i negoziati con gli americani su una soluzione del conflitto sarebbero continuati questa settimana a Davos.

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