
Il presidente statunitense Donald Trump, il leader ucraino Volodymyr Zelensky e oltre 60 capi di Stato. Sono le personalità attese da lunedì 19 gennaio nei Grigioni per la 56esima edizione del World Economic Forum (WEF) di Davos. Un evento che richiede un enorme dispositivo di sicurezza, presentato oggi dalla Polizia grigionese e dall’Esercito. «Mai come quest’anno il WEF ha visto la presenza di così tanti VIP con obbligo di protezione e con dispositivi di sicurezza di grandi dimensioni», ha dichiarato il comandante della Polizia cantonale e responsabile della sicurezza dell’evento Walter Schlegl. Il dispositivo è simile a quello dell’anno scorso. Ci saranno zone di sicurezza e sono impegnate diverse forze, a terra e in cielo, nonché la cooperazione tra tutti i Cantoni e i partner internazionali. Il tetto del budget è di 9 milioni di franchi. L’allerta è alta, ha ribadito Schlegl.
Dattrino: "Le forze aeree sono centrali"
Tra le minacce rientrano anche gli attacchi informatici e le attività di spionaggio. E sono attese diverse manifestazioni. «L’esercito, come tutti gli anni, supporta in maniera sussidiaria la Polizia cantonale con compiti di sorveglianza e protezione, oltre ad attività di logistica, trasporto, fornitura di materiale e sbarramento», ci ha spiegato il comandante della Divisione territoriale 3 Maurizio Dattrino. «Un ruolo centrale è svolto soprattutto dalle forze aeree. Davos rappresenta il centro principale dell’impiego, ma è coinvolta tutta la Svizzera, perché le forze aeree non partono dal Canton Grigioni». Ma l’arrivo di Trump e delle numerose personalità con scorte di sicurezza ha un influsso sull’impiego? «Non per il compito diretto delle truppe a terra. L’influsso riguarda le forze aeree». Sarà dunque un impiego impegnativo, ma polizia ed esercito hanno ribadito di essere pronti.
Regli: “Trump? Un pagliaccio e un narcisista patologico”
«Il mio timore riguarda soprattutto Zelensky, perché a Davos ci vorranno delle misure di sicurezza estreme. Essendo nel mirino di Mosca, gli agenti russi dell’ambasciata qui a Berna stanno probabilmente cercando di capire i suoi spostamenti e le sue scorte», ha affermato a Ticinonews l’ex capo dei Servizi segreti svizzeri Peter Regli. Davos sarà però un fortino in cielo e in terra. È difficile immaginare che qualcuno tenti qualcosa. «Sarà molto difficile. Davos sarà una fortezza dal momento in cui inizierà il forum. Ma se qualcuno volesse davvero fare del male si starebbe preparando già da diverso tempo, cercando il luogo perfetto per un attentato. Questo significa che il corpo di Polizia cantonale ha già dovuto monitorare la situazione, analizzarla già settimane prima dell’evento. E questo è un lavoro di routine che fanno oramai da tanti anni». Per quanto riguarda l’arrivo di Trump, Regli ha definito il WEF 2026 «un circo, con un pagliaccio al centro dell’arena. Un narcisista patologico, nonché un autocrate che avrà un tema: sé stesso», sostiene in conclusione Regli.

