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Confine
Dal 3 al 6% del salario netto: i vecchi frontalieri chiamati alla cassa per la sanità d'oltrefrontiera
©Gabriele Putzu
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Redazione
3 anni fa
La discussa misura è stata approvata ieri a Roma nell'ambito della legge di bilancio 2024. Questa include anche l'abbassamento della soglia del tax free da 155 a 70 euro.

La notizia promette di agitare gli animi nella fascia di confine. Dall'anno prossimo, i cosiddetti "vecchi frontalieri", ovvero i lavoratori italiani giunti in Svizzera prima del 17 luglio 2023, saranno chiamati alla cassa per sostenere il "sistema sanitario delle aree di confine", in particolare "a beneficio del personale medico e infermieristico". Ieri sera la Camera dei deputati italiana ha approvato la legge di bilancio per il 2024, che contiene anche la discussa "compartecipazione alla spesa sanitaria" dei "vecchi" frontalieri: in concreto, questi dovranno pagare un contributo stabilito all'interno di una forchetta compresa tra il 3 e il 6% del salario netto recepito in Svizzera.

Rallentare la fuga del personale sanitario verso il Ticino

L'aliquota sarà definita annualmente dalla regione di residenza, ma sarà progressiva. In ogni caso, i frontalieri dovranno pagare un contributo fra un minimo di 30 e un massimo di 200 euro mensili. La misura è stata voluta dall'Italia per migliorare le condizioni di lavoro nelle strutture sanitarie della fascia di confine e rallentare l'esodo di medici e infermieri verso il nostro cantone.

Tax free già a 70 euro

Nella legge di bilancio approvata ieri c'è pure un'altra novità importante per le zone di confine, in particolare per i turisti ticinesi della spesa. La soglia per la quale è possibile chiedere il rimborso dell'Iva pagata in Italia (il cosiddetto "tax free") è stata infatti abbassata a 70 euro. Fino ad ora il limite era fissato a 154,95 euro. Il cambio entrerà in vigore in febbraio ed è stato pensato per rilanciare l'attrattività turistica italiana.

Spesa più conveniente? Non è ancora detto

Fare acquisti in Italia dovrebbe quindi risultare più conveniente. Il condizionale è però d'obbligo: infatti, il risparmio potrebbe essere annullato da una misura che la Confederazione ha messo in consultazione nelle scorse settimane. Proprio per frenare il turismo della spesa, il Consiglio federale intende abbassare da 300 a 150 franchi la franchigia per l’importazione turistica di merci senza pagamento dell'Iva all'ingresso in Svizzera.