Oltre a coriandoli, maschere e chiacchiere c'è un'altra tradizione carnevalesca a cui siamo tutti molto affezionati: i giornaletti satirici, pubblicati proprio in questo periodo dai vari gruppi locali. Ticinonews ha contattato Fabio Schnellmann, del comitato luganese.
La genesi del giornalino
Schnellmann spiega la genesi del tradizionale opuscolo Ul Sbroja: "Raccogliamo tutti gli spunti che vengono da Lugano e dintorni. Poi il comitato di redazione, con i suoi 3 membri, si riunisce e decide quali argomenti inserire nel giornale". Quest'anno, in particolare, si è cercato di prendere spunto dai personaggi con maggior visibilità durante la campagna elettorale.
La difficoltà di far satira
Tuttavia, la satira richiede un'attenzione particolare, per evitare il rischio di scadere nell'offesa. In particolare, Schnellman spiega come sia il fotomontaggio di Cassis ad aver provocato diverse segnalazioni. D'altro canto, se c'è chi si è lamentato perché si è visto inserito nel giornaletto, c'è chi l'ha fatto per il motivo opposto. Far satira, insomma, "è sempre più difficile", sottolinea Schnellman.

Dove finisce la libertà d'espressione?
Ma c'è un limite alla libertà di espressione, e di scherno? Secondo Schnellmann la satira non deve mai sconfinare nell'offesa; infatti, si fa riferimento ad una vignetta che negli anni scorsi è dovuta essere "censurata" dal giornalino. Sebbene sia sempre difficile ponderare il limite fino al quale è lecito spingersi, il comitato ribadisce di "chinarsi sempre in modo serio sulle vignette".

